Un miliardo di euro per accumulare energia, non per produrla. Bw Ess, braccio della galassia Bw Group controllata dalla famiglia Pao di Hong Kong, ha costruito in Italia una pipeline di progetti da oltre un miliardo: 200 MW in costruzione (1,4 GWh di capacità) e un altro gigawatt già autorizzato, da installare entro il 2030. A dirlo è Ivan Niosi, nominato ieri direttore esecutivo dell'azienda dopo anni in Shell, dove guidava le rinnovabili onshore in Europa e presiedeva Shell Energy Italia.
La storia merita di essere raccontata per quello che è: un dirigente che ha fatto carriera tra i tavoli del petrolio si ritrova a capo della corsa allo stoccaggio elettrico, un mercato che in Italia funziona grazie a meccanismi pubblici di ricavo garantito, il capacity market di Terna e le aste Macse. Soldi pubblici e regolati, insomma, che assicurano rendimenti di lungo periodo a chi arriva con capitali freschi.
Chi è Bw Ess e da dove vengono i suoi soldi
Bw Group nasce negli anni Cinquanta a Hong Kong, ha sede a Singapore e si è fatta le ossa nelle spedizioni marittime. Nel 2016 entra nell'energia con Bw Energy, producendo petrolio e gas in Gabon, Brasile e Namibia. Solo nel 2021 nasce Bw Ess, dedicata esclusivamente alle batterie. Oggi è presente in sei paesi, con impianti operativi per circa 540 MWh e 12 GWh in costruzione, per investimenti complessivi di un miliardo di euro in tutta Europa.
In Italia la porta d'ingresso è stata la partnership con Acl Energy, sviluppatore specializzato in accumulo, che ha garantito l'accesso a un portafoglio da 2 GW. Una seconda collaborazione con una grande azienda energetica italiana sarà annunciata nei prossimi mesi, annuncia Niosi.
I due impianti che fanno girare i conti
I progetti che contano sono due: l'impianto di Chignolo Po, in provincia di Pavia, da 107 MW e 515 MWh, coperto da un contratto nel capacity market di Terna, e quello di Cerignola, in provincia di Foggia, da 97 MW e 828 MWh, tra gli aggiudicatari della prima asta Macse. Entrambi, nati con Acl Energy, dovrebbero partire entro il prossimo anno.
Niosi lo dice senza mezzi termini: l'Italia è strategica perché è probabilmente l'unico paese europeo con due meccanismi dedicati di ricavi a lungo termine. Obiettivo dichiarato: diventare il principale investitore in sistemi di accumulo in Italia e in Europa. In arrivo anche la partecipazione alla prossima asta Macse del 24 novembre.
Cosa significa per i lavoratori e per il territorio
Restano le domande che nessuno nella stampa finanziaria si pone. Che valore aggiungono davvero questi impianti alle comunità che li ospitano? Quanti posti di lavoro creano? La risposta è nell'ultima riga del comunicato: in Italia Bw Ess passa da 7 a 10 dipendenti entro fine anno e apre un ufficio a Milano. Dieci persone per un miliardo di euro. Il resto, i ricavi garantiti da Terna e dalle aste Macse, finisce nei conti di una famiglia di Hong Kong che fino a pochi anni fa trasportava merci e poi ha pompato petrolio in Africa.
La transizione energetica è necessaria, e le batterie servono a smettere di bruciare gas. Ma la domanda è sempre la stessa: chi ne raccoglie i frutti? Se i meccanismi di mercato continuano a garantire rendimenti sicuri ai grandi capitali mentre i costi pesano sulle bollette dei lavoratori, allora non è transizione, è ricomposizione degli affari con altri mezzi. Servono contratti collettivi, condizioni reali per i territori, e un dibattito pubblico su come organizzare l'accumulo come servizio essenziale, non come rendita. Le battaglie sindacali e di quartiere in Pavia e in Capitanata hanno un nuovo fronte davanti.
Chi è Ivan Niosi?
Ivan Niosi è il nuovo direttore esecutivo di Bw Ess, nominato il 12 ottobre 2026. Prima di questo ruolo è stato responsabile delle energie rinnovabili onshore in Europa per Shell e amministratore delegato di Shell Energy Italia.
Cosa sono le aste Macse?
Il Macse è il meccanismo di approvvigionamento di capacità di stoccaggio elettrico gestito da Terna: attraverso aste, assegna contratti di lungo periodo a progetti di accumulo, garantendo ricavi regolati agli investitori. La prima asta si è tenuta nel 2025, la prossima è prevista per il 24 novembre 2026.
Quanto investirà Bw Ess in Italia?
Oltre un miliardo di euro nei prossimi anni, secondo il direttore esecutivo Ivan Niosi, per 200 MW in costruzione (1,4 GWh) e un ulteriore gigawatt già autorizzato da installare entro il 2030.
