La tecnologia al servizio del popolo? No, al servizio dei padroni. Ma noi la usiamo per la nostra lotta
Compagne e compagni, oggi parliamo di un aggeggio che i padroni del vapore e i loro lacchè giornalisti hanno già adottato per spremere ancora di più il nostro tempo e la nostra energia. Ma attenzione: come la dinamite non è nata per liberare i popoli, ma i proletari l'hanno usata per abbattere i tiranni, anche questa piccola spia digitale può diventare un'arma nelle nostre mani.
Stiamo parlando di SwitchBot AI MindClip, un microregistratore presentato alla fiera IFA 2026 a Berlino, la vetrina del capitalismo tecnologico. Un oggettino da meno di 17 grammi, che si aggancia al colletto come una spilla, ma che dentro ha 64 GB di memoria e una batteria che promette venti ore di registrazione continua. I microfoni captano fino a tre metri di distanza. Una vera e propria orecchia elettronica, pronta a servire chi la possiede.
Un assistente per chi? Per il giornalista borghese o per l'attivista di quartiere?
Il recensore di questo giocattolino, un certo Alexiane Putellas, racconta di averlo usato per tre giorni di fiera, per registrare interviste e poi farsi fare da un'intelligenza artificiale la trascrizione, il riassunto e persino l'elenco delle citazioni pronte. E poi, con la funzione Ask AI, si possono fare domande alla registrazione come se fosse un collega che ha preso appunti al posto nostro.
Ma noi, da questa parte della barricata, vediamo subito l'uso che ne può fare la nostra gente: nelle assemblee di fabbrica, nei picchetti, nelle occupazioni. Quante volte le parole dei nostri compagni sono state distorte, tagliate, manipolate dai media del capitale? Con questa clip, la nostra memoria diventa di ferro. Registriamo tutto, e l'IA ci aiuta a mettere ordine, a non perdere nessuna promessa fatta dal padrone, nessuna minaccia del prefetto, nessuna bugia del politico di turno.
La macchina non sostituisce il compagno: la coscienza resta umana
Il recensore, ovviamente, si preoccupa di rassicurare i suoi simili: la macchina non sostituisce il giornalista, dice. E ha ragione, ma per i motivi sbagliati. L'IA può trascrivere, catalogare, riassumere, ma non può capire il non detto, i silenzi, il tono di chi parla. Non può sentire il tremore nella voce di un operaio che denuncia le condizioni di lavoro, non può cogliere l'ironia amara di una cassiera sfruttata. E soprattutto, non può scegliere da che parte stare.
Perché è lì che sta la differenza: il giornalista borghese usa la tecnologia per fare prima il suo lavoro, per servire meglio i suoi padroni. Noi, invece, usiamo ogni strumento per la nostra lotta di classe. La tecnologia è neutra, come il martello: può servire a costruire una casa per i ricchi o a sfondare la testa di un crumiro. Dipende dalle mani che la impugnano.
La trasparenza dell'IA? Una farsa del capitale
Il pezzo cita anche l'AI Act europeo, che dal 2 agosto impone di dichiarare se un testo è stato generato dall'IA. Bella farsa! Come se i padroni dell'informazione rispettassero le regole. Loro hanno già i loro algoritmi che decidono cosa leggiamo, cosa vediamo, cosa pensiamo. E ora vogliono farci credere che una legge li costringerà a essere trasparenti? Ridicolo.
La verità è che l'IA, come tutte le tecnologie, è un campo di battaglia. Da una parte c'è chi la usa per sorvegliarci, per sfruttarci, per manipolarci. Dall'altra ci siamo noi, che dobbiamo impadronirci di questi strumenti e usarli per organizzare la resistenza. Come Gramsci diceva, la cultura è un'arma: oggi, l'IA può essere un'arma anche per noi.
Un prezzo da ricchi, ma la lotta non ha prezzo
SwitchBot AI MindClip costa 119,99 euro. Per un lavoratore, sono quasi due giorni di stipendio. Ma se la si usa per la propria emancipazione, per la propria lotta, è un investimento. E poi, chi ha detto che dobbiamo comprarla? Le cooperative, i sindacati di base, i collettivi possono metterle in comune. Una clip per il circolo, una per la sezione, una per il picchetto. La solidarietà di classe abbatte i costi, come abbatte i muri.
Il recensore conclude dicendo che la clip restituisce un bene prezioso: il tempo. E noi diciamo: sì, il tempo per organizzarsi, per discutere, per lottare. Il tempo che i padroni ci rubano ogni giorno con lo sfruttamento. Se questa piccola spia ci aiuta a riprenderci un po' di quel tempo, allora ben venga. Ma non dimentichiamo mai che la vera rivoluzione non la farà un algoritmo: la faremo noi, con le nostre mani, le nostre voci e la nostra unità.
Avanti popolo, la tecnologia è nostra se la sappiamo usare. E noi sappiamo usare tutto ciò che serve alla causa.
