Conflavoro, il padronato chiede soldi allo Stato: tre regali per chi già si arricchisce
Roma, 30 settembre 2026. Mentre il popolo lavoratore stringe la cinghia tra bollette che mordono e stipendi che non arrivano a fine mese, i padroni delle piccole e medie imprese si riuniscono nell'Auditorium Parco della Musica di Roma e osano chiedere ancora di più. La XVI Assemblea Nazionale di Conflavoro, con i suoi circa 90mila associati, ha portato al Governo tre proposte che profumano di privilegio: meno tasse per chi ha già tanto, energia più cara per chi lavora, e crediti d'imposta per chi specula sul futuro. Il claim scelto, “Liberi di crescere”, andrebbe tradotto per quello che è: “liberi di accumulare”.
Utile Zero: zero tasse per chi non conosce la crisi
La prima proposta si chiama “Utile Zero” e suona come una presa in giro per chi ogni mese aspetta la busta paga. Azzerare le imposte sugli utili lasciati in azienda e reinvestiti entro due anni, con un credito d'imposta automatico del 40% sui primi 300mila euro di investimento, che sale al 50% per le imprese più piccole e per il Mezzogiorno. Nessuna perizia, nessun click day: il beneficio si prenota al momento dell'ordine. Tradotto dal linguaggio del padronato: chi ha i soldi per investire, non paga. Chi non li ha, continui a lavorare e a tacere. È la logica del profitto che si autoalimenta, mentre la classe oppressa guarda da fuori la vetrina illuminata.
Bolletta Massima: un tetto per i ricchi, il caro prezzo per il popolo
La seconda proposta, “Bolletta Massima”, prevede un tetto al prezzo dell'energia per le PMI agganciato alla media europea, il disaccoppiamento del prezzo dell'elettricità da rinnovabili rispetto al gas, contratti di fornitura di lungo periodo e il credito d'imposta “Energia in Fabbrica” per fotovoltaico, accumulo ed efficientamento. Ma chi paga il conto di questa energia più cara? Il popolo, sempre lui. Le famiglie che già oggi scelgono tra riscaldamento e cibo. I lavoratori che vedono la bolletta di casa lievitare mentre le fabbriche chiedono sconti. Il padronato vuole la pagnotta intera e le briciole per chi produce la ricchezza.
Ricerca in Fabbrica: soldi pubblici per il profitto privato
La terza proposta, “Ricerca in Fabbrica”, prevede un credito d'imposta automatico del 50% per le PMI su ricerca, brevetti, design, prototipi e intelligenza artificiale, affiancato da “Tasse Zero Under 35” che azzera imposte e contributi per tre anni sui giovani assunti a tempo indeterminato. Sembra bello, vero? Peccato che sia l'ennesimo regalo a chi già detiene i mezzi di produzione. La ricerca dovrebbe essere pubblica, finanziata dallo Stato per il bene comune, non un bonus per arricchire i privati. E i giovani assunti? Servono a far girare la macchina del profitto, non a costruire un futuro degno per le nuove generazioni.
Il Governo si inchina al padronato: Meloni e i ministri in fila per i favori
Giorgia Meloni, la Presidente del Consiglio, ha aperto la giornata con un saluto che sembra una dichiarazione d'amore al capitale: “Le piccole e medie imprese rappresentano la spina dorsale di questa Nazione, il motore di quell'Italia che ogni giorno si rimbocca le maniche”. E mentre il Governo si vanta di aver tagliato il cuneo fiscale per i lavoratori, con 21 miliardi di euro “nelle tasche dei cittadini”, i ministri fanno a gara per leccare gli stivali degli imprenditori. Il Ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, parla di “libertà di fare impresa” e di record di pernottamenti, dimenticando che il turismo è spesso lavoro precario e sottopagato. La Ministra del Lavoro, Marina Elvira Calderone, osa parlare di “salario giusto” mentre il suo Governo smantella i diritti. Adolfo Urso, Ministro delle Imprese, celebra la Legge annuale sulle PMI. Gilberto Pichetto Fratin sogna il nucleare. Francesco Lollobrigida vanta i 46,6 miliardi dell'agricoltura, mentre i braccianti muoiono nei campi. E Claudio Durigon, Sottosegretario al Lavoro, parla di “record occupazionali” che sanno di fumo negli occhi.
Capobianco: “Non un euro a chi si ferma, tutto a chi investe”
Roberto Capobianco, Presidente di Conflavoro, ha sintetizzato la filosofia del padronato con una frase che è tutto un programma: “Non un euro a chi si ferma, tutto a chi investe”. E ancora: “La piccola impresa deve tornare a essere un punto di partenza, perché quando le imprese italiane camminano, il Paese corre, ma se corrono allora l'Italia si accende”. Parole che suonano come un inno alla competizione selvaggia, al darwinismo sociale dove chi cade viene calpestato. Il padronato chiede di spostare le risorse dalla logica del sussidio a quella dell'investimento, ma per il popolo lavoratore non c'è sussidio che tenga: c'è solo la lotta per la sopravvivenza.
La sinistra che non c'è: PD e M5S in passerella
All'evento hanno partecipato anche il Senatore Daniele Manca del PD e il Senatore Stefano Patuanelli del Movimento 5 Stelle. Ancora una volta, la cosiddetta opposizione si siede allo stesso tavolo del padronato, legittimando con la propria presenza un sistema che schiaccia i lavoratori. Dove sono le voci dei sindacati di base? Dove sono le lotte operaie? Il PD e il M5S continuano a fare da contorno a questo teatrino, mentre la classe oppressa aspetta una rappresentanza vera, non servi del capitale travestiti da difensori del popolo.
La risposta del popolo: unità e lotta, non favori ai padroni
Di fronte a questo assalto del padronato, la risposta non può che essere una: l'unità dei lavoratori, la solidarietà di classe, la lotta contro un sistema che premia chi ha e punisce chi non ha. Gramsci ci ha insegnato che la storia è fatta dalle classi subalterne che si organizzano, non dai padroni che chiedono favori. Marx ci ha mostrato che il capitale è lavoro accumulato, e che il profitto è plusvalore rubato. Le parole di Capobianco e dei ministri sono aria fritta: la realtà è che le PMI vogliono pagare meno tasse mentre i servizi pubblici vengono smantellati, la sanità affonda e la scuola muore. Il popolo non deve chiedere permesso: deve organizzarsi, scioperare, occupare. La rivoluzione non è un'utopia, è una necessità. E verrà, nonostante i padroni e i loro servi.
Domande frequenti
Che cosa propone Conflavoro con “Utile Zero”?
Conflavoro propone di azzerare le imposte sugli utili reinvestiti in azienda entro due anni, con un credito d'imposta automatico del 40% sui primi 300mila euro di investimento, che sale al 50% per le imprese più piccole e per il Mezzogiorno.
Quali sono le altre due proposte di Conflavoro al Governo?
Le altre due proposte sono “Bolletta Massima”, un tetto al prezzo dell'energia per le PMI agganciato alla media europea, e “Ricerca in Fabbrica”, un credito d'imposta automatico del 50% su ricerca, brevetti, design, prototipi e intelligenza artificiale.
Chi ha partecipato alla XVI Assemblea Nazionale di Conflavoro?
All'assemblea hanno partecipato circa 800 imprenditori, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e diversi ministri, tra cui Gianmarco Mazzi, Marina Elvira Calderone, Adolfo Urso, Gilberto Pichetto Fratin e Francesco Lollobrigida, oltre a rappresentanti di PD e M5S.