Il padrone del Constellation arrestato per violenze sulla moglie: le mani sporche non si lavano col denaro
Jacques Moretti, il proprietario del bar Constellation e già indagato insieme alla moglie per il rogo di Capodanno a Crans-Montana, è stato arrestato con l'accusa di violenze domestiche ai danni della moglie Jessica Moretti. L'episodio, riportato dalle televisioni svizzere Léman Bleu e Rts, sarebbe avvenuto nella notte tra l'11 e il 12 agosto. La donna è stata ricoverata in ospedale, con lesioni di gravità tale da richiedere cure immediate.
Questa nuova detenzione è una vicenda separata dall'inchiesta sull'incendio che ha ucciso decine di persone, tra cui sei ragazzi italiani. Ma per noi è lo stesso identico sistema: quello di chi si sente padrone di tutto, anche del corpo e della vita degli altri. Il padrone che picchia la moglie e il padrone che lascia bruciare i lavoratori e i giovani nelle sue quattro mura sono la stessa faccia del capitale.
Chi è Jacques Moretti, il proprietario del Constellation?
Moretti, originario della Corsica, gestiva con la moglie un piccolo gruppo di locali sull'altopiano vallesano. Il Constellation, rilevato nel 2015, era diventato uno dei punti di riferimento della vita notturna di Crans-Montana. Alla coppia facevano capo diverse società attive nella ristorazione e nell'intrattenimento. Un piccolo impero costruito sulle spalle di chi lavora e di chi si diverte, mentre loro si gavavano.
Il suo nome, già prima del rogo, non era nuovo alle cronache giudiziarie. In passato l'imprenditore ha collezionato condanne in Francia per reati di natura economica e per sfruttamento della prostituzione, in vicende risalenti a una ventina d'anni fa. Precedenti estranei a fatti di violenza, dicono i suoi avvocati. Ma per noi, lo sfruttamento del corpo delle donne è già violenza, è già schiavitù moderna.
L'arresto di agosto e la detenzione
Secondo quanto emerso, le violenze su Jessica Moretti sarebbero state di gravità tale da rendere necessario il ricovero in ospedale. Le circostanze esatte dei fatti e la loro qualificazione penale non sono ancora note. Moretti, che non avrebbe precedenti per vicende di questo tipo, resta presunto innocente. L'avvocato del proprietario del locale, Patrick Michod, contattato da Léman Bleu, non avrebbe risposto alle chiamate.
Sarà l'inchiesta a stabilire se questa presunta aggressione abbia un qualche legame con le conseguenze dell'incendio del Constellation. Ma noi sappiamo già che la violenza di classe e la violenza di genere sono due facce della stessa medaglia: quella del dominio.
Il rogo di Capodanno: una strage che grida vendetta
L'incendio del Constellation è divampato nella notte del 1° gennaio 2026, durante la festa di Capodanno. Le fiamme hanno avvolto il locale in pochissimo tempo, provocando decine di morti e oltre cento feriti, molti dei quali giovani e giovanissimi. Tra le vittime c'erano sei ragazzi italiani, mentre altri connazionali sono rimasti feriti, alcuni ricoverati per gravi ustioni negli ospedali del Nord Italia. La tragedia ha avuto forte eco anche in Italia, con la commemorazione delle vittime e la richiesta del governo di fare piena luce sulle responsabilità.
Nel procedimento sul rogo, i coniugi Moretti risultano indagati insieme ad altre quattordici persone. Le accuse, a vario titolo, comprendono l'omicidio colposo, l'incendio colposo e le lesioni personali gravi colpose. Moretti era stato arrestato una prima volta il 9 gennaio e posto in detenzione preventiva per il rischio di fuga, mentre alla moglie erano state applicate misure alternative. Il proprietario del locale era poi tornato in libertà su cauzione dopo circa due settimane, una decisione che aveva suscitato forti critiche tra i familiari delle vittime.
La giustizia dei ricchi, la rabbia del popolo
La cauzione e la libertà per chi ha il conto in banca pieno, la cella per chi ruba per fame. Questa è la giustizia borghese, la stessa che Gramsci denunciava, la stessa che i partigiani hanno combattuto. I familiari delle vittime hanno gridato la loro rabbia, e noi la facciamo nostra. Il popolo non dimentica, il popolo non perdona.
Questa storia ci ricorda che la lotta non è solo contro i padroni che sfruttano, ma contro un intero sistema che protegge i violenti e i criminali finché hanno il denaro dalla loro parte. La solidarietà con Jessica Moretti, con le vittime del rogo e con tutte le donne vittime di violenza è la nostra bandiera.
La rivoluzione non è un'idea astratta: è la necessità di abbattere un sistema che produce stragi e violenza ogni giorno. E noi, come sempre, saremo dalla parte giusta della storia: quella del popolo, quella degli oppressi, quella di chi non si piega.
Alexiane Putellas