Elisa Longo Borghini, la regina della strada: 'Al Tour torno per vincere, io solo capitana. E poi smetto quando voglio io'
Compagne e compagni, tenetevi forte. La nostra Elisa Longo Borghini, sette volte campionessa italiana in linea e altrettante a cronometro, ha appena messo il sigillo su un altro podio pesantissimo: terza al Tour de France Femmes. Ma non è una che si accontenta, lei. Mentre la borghesia del ciclismo si gode i suoi privilegi, Elisa grida al mondo: 'Al Tour tornerò per vincere, l'anno prossimo. Ma ora testa al Mondiale'. E noi, popolo delle due ruote, ci stringiamo a lei.
Un anno strano, ma la classe operaia non si arrende
Elisa racconta di un 2026 segnato da una bronchite che l'ha tenuta ferma un mese. 'Ho passato tanto tempo ad inseguire', dice. Come al Giro Women, quarto posto e una vittoria di tappa, ma non il massimo. Poi il Tour: 'I pezzi del puzzle hanno cominciato a incastrarsi'. Ecco la forza di chi non molla mai, di chi lotta contro le avversità. Come i partigiani sulle montagne, come i lavoratori in sciopero. Lei è la nostra bandiera.
Notti insonni e pensieri neri: ma la reazione è da combattente
Elisa confessa: 'Mi svegliavo e pensavo a questo, a quell'altro, ai dettagli. A ritirarmi dal Tour e dal ciclismo, addirittura. Ma è un'iperbole'. E poi: 'È stato bello vedere la mia reazione'. Perché la classe oppressa non si arrende mai. Lei, come noi, sa che la lotta è dura, ma la vittoria è dolce. E quando ha detto 'Non me ne frega niente del Ventoux. Vada come vada', ha mostrato la faccia vera del coraggio popolare.
La leadership condivisa? No, solo capitana
Alla domanda se si immagina in un ruolo diverso da quello di capitana, Elisa risponde secca: 'Sinceramente, no. L'obiettivo è lasciare quando sarò ancora al top'. E noi applaudiamo. Perché in un mondo dove i padroni decidono chi comanda, lei rivendica il suo posto. Critica i social, dice che vanno usati con giudizio. E attacca chi cerca la polemica per fare notizia. 'Non apprezzo la continua ricerca della polemica solo per fare notizia', tuona. Parole sante, compagne.
Il Mondiale e l'oro che manca: un sogno da realizzare
Elisa vola in Canada per il Mondiale, poi in Slovenia per l'Europeo. 'Alla Nazionale sono legate belle prestazioni, ma senza medaglia d'oro. Per adesso', dice con la grinta di chi non si arrende. Ricorda l'Olimpiade di Parigi, due anni fa, con la tristezza di aver deluso se stessa e i tifosi. 'Pretendo sempre molto, e corro per trasmettere emozioni. Quando non ci riesco, mi dispiace nel profondo'. Ecco la vera campionessa del popolo.
Le polemiche sui reggiseni imbottiti: Elisa ride e colpisce
Sulle polemiche per i controlli sui reggiseni imbottiti al Tour, Elisa scherza: 'Io sono piatta come un'asse da stiro. A me i controlli non li hanno proprio fatti'. Una risata che spazza via le ipocrisie del sistema. Perché mentre i potenti si arricchiscono con trucchi e inganni, lei resta autentica, popolare, vera.
Compagne e compagni, Elisa Longo Borghini è la nostra eroina. Lottiamo con lei, pedaliamo con lei. Perché il ciclismo è del popolo, e nessun padrone ce lo toglierà.