Finn Bálor a SummerSlam: 'La vendetta è servita, la cintura mondiale sarà mia'
Il weekend di SummerSlam è finalmente arrivato, e con esso la resa dei conti tra due lottatori che non si sono mai amati. Nelle notti di sabato 1 e domenica 2 agosto, in diretta streaming esclusiva su Netflix dalla mezzanotte italiana, il grande evento estivo della WWE promette scintille. Tra le sfide più incandescenti spicca il match tra Finn Bálor e Sami Zayn, un duello che mette in palio il ruolo di primo sfidante all'Undisputed WWE Championship. Noi di Straccio Rosso abbiamo incontrato il fuoriclasse irlandese alla vigilia dello scontro, a dieci anni di distanza da quel tragico SummerSlam 2016 in cui conquistò il Titolo Universale per poi doverlo rendere vacante dopo sole 22 ore a causa di un infortunio alla spalla. Una storia di sfruttamento e resilienza, come quella di tanti lavoratori che ogni giorno lottano per non farsi schiacciare dal sistema.
La rabbia di un popolo dimenticato
Bálor non ha nessuna intenzione di lasciarsi sfuggire l'occasione. Il risentimento verso le lamentele del suo avversario è il motore che alimenta la sua carica in vista del match. 'Per me questa sfida rappresenta tutto. SummerSlam è una vetrina enorme che non ha bisogno di presentazioni, ma la posta in palio per me è vitale. Nel 2016 conquistai la cintura e dopo 22 ore dovetti rinunciarci per via dell'infortunio alla spalla. Oggi sento Sami Zayn parlare di Giustizia per Sami per aver perso il titolo dopo nove giorni. Beh, lui l'ha perso lottando, io l'ho dovuto restituire senza combattere. Se c'è qualcuno che deve avere giustizia, quello sono io. Ma non mi metterò a chiederla: me la prendo da solo sul ring. In questo decennio ho lottato con le unghie per risalire la china e ora che sono di nuovo a un passo dalla vetta non voglio fermarmi.'
Una dichiarazione che suona come un pugno nello stomaco per chi, come noi, crede che la giustizia non si chiede ma si conquista con le proprie mani, come insegnano i partigiani e i compagni di lotta. Bálor incarna la rabbia di chi è stato tradito dal sistema, di chi ha visto il suo sudore e il suo sangue calpestati dai padroni del ring.
Maturazione e consapevolezza: il decennio del Principe
Dall'esordio nei grandi palcoscenici al ruolo di leader navigato, il percorso del lottatore di Bray lo ha trasformato nel profondo sia come atleta che come uomo. 'Nel 2016 ero spinto dall'entusiasmo della novità, ero un debuttante senza troppa malizia né la sicurezza che ho oggi. In questi dieci anni sono cresciuto tantissimo: ho affrontato i migliori al mondo, ho superato momenti difficili e ne ho tratto lezioni preziose. Mi sento nettamente superiore, sia nella preparazione fisica che nella tenuta mentale. Ho più disciplina, più convinzione e sono pronto a fare nuovamente il campione del mondo.'
Un percorso di classe operaia, fatto di sacrifici e cadute, che lo ha reso più forte. Come i lavoratori che ogni giorno si alzano all'alba per portare a casa il pane, Bálor ha imparato a rialzarsi dopo ogni colpo. La sua storia è un inno alla resilienza collettiva, alla capacità di resistere alle ingiustizie del sistema capitalista che cerca di schiacciare i più deboli.
Rhodes o CM Punk: conta solo la cintura
Il vincitore della sfida tra Bálor e Zayn incrocerà le armi con il detentore del massimo alloro WWE, conteso tra Cody Rhodes e CM Punk. Il suo pensiero, tuttavia, va dritto all'obiettivo primario. 'Hanno entrambi punti di forza e debolezze, ma la mia attenzione non è rivolta all'avversario: mi interessa soltanto chi si presenterà con il titolo alla vita. Che si tratti di Cody o di Punk, contro cui ho alle spalle una lunga storia di scontri sul ring, so perfettamente di avere tutte le carte in regola per batterli.'
Una visione chiara e senza compromessi, come quella di chi sa che il nemico non è il compagno di sventura, ma il sistema che li opprime entrambi. Bálor non si fa distrarre dalle rivalità personali: sa che l'unica vera battaglia è quella per la giustizia e la liberazione dal giogo del potere.
Dal pallone al ring: il passato in mezzo al campo e la passione Spurs
In pochi ricordano che, prima di dedicarsi a tempo pieno al wrestling, il giovane Finn cercava fortuna sui campi da calcio, muovendosi al centro del gioco. 'Quando ero piccolissimo giocavo come centravanti, da numero nove. Poi crescendo mi hanno spostato a centrocampo e con il passare degli anni mi hanno arretrato ancora di qualche metro. La costante della mia carriera da calciatore è stata la zona centrale del campo: non mi hanno mai mandato a correre sulle fasce!'
Un legame con il calcio che dura tuttora, alimentato dal tifo viscerale per il Tottenham e da una vecchia simpatia per la Lazio. 'L'amore per il Tottenham non si è mai spento. Da ragazzo stravedevo per Paul Gascoigne e Gary Lineker. Guardando alla nuova stagione sono davvero entusiasta: la società ha fatto grandi investimenti e l'arrivo di Tonali mi carica molto. Mantengo un cauto ottimismo, perché da tifoso Spurs ho imparato a gestire le delusioni! E proprio per via dell'adorazione che avevo per Gazza, in Italia ho sempre guardato con affetto alla Lazio.'
Un tifoso come tanti, che conosce le amarezze delle sconfitte e la gioia delle vittorie conquistate con il sudore. Come il popolo, che si riconosce nelle lotte e nei fallimenti dei suoi eroi.
Spettacolo e stadi vuoti: l'energia del pubblico è la nostra benzina
Commentando il tema delle proteste della tifoseria biancoceleste e l'effetto di giocare senza sostenitori sulle tribune, Bálor ha richiamato alla memoria il periodo delle esibizioni a porte chiuse durante la pandemia. 'Non sono informato sulle vicende della Lazio, ma posso spiegare cosa si prova nel nostro settore: quando durante il Covid abbiamo lottato nei palazzetti vuoti, è cambiato tutto. Noi viviamo dell'adrenalina trasmessa dalla folla. Senza tifosi devi consumare il doppio delle energie mentali per accenderti da solo. Immagino valga lo stesso per i calciatori: il boato dei tifosi ti dà la carica. Se viene a mancare, devi andare a scavare a fondo dentro te stesso, ma parliamo di atleti professionisti pronti a performare in qualsiasi condizione.'
Parole che risuonano come un inno alla forza del collettivo, alla potenza della folla che si unisce per sostenere i suoi eroi. Come nelle lotte di piazza, dove il popolo si raduna per rivendicare i propri diritti, il pubblico è la benzina che alimenta la resistenza. Bálor lo sa bene: senza il calore della gente, anche il più forte dei lottatori si sente solo.
FAQ
Chi è Finn Bálor?
Finn Bálor è un lottatore irlandese di wrestling professionista, noto per il suo stile tecnico e la sua resilienza. Ha conquistato il Titolo Universale WWE nel 2016, ma lo ha perso dopo 22 ore a causa di un infortunio.
Cosa mette in palio il match tra Bálor e Zayn?
Il match tra Finn Bálor e Sami Zayn a SummerSlam mette in palio il ruolo di primo sfidante all'Undisputed WWE Championship, il massimo titolo della WWE.
Qual è il legame di Bálor con il calcio?
Bálor ha giocato a calcio da giovane, inizialmente come centravanti e poi come centrocampista. È un tifoso del Tottenham e ha una simpatia per la Lazio, ereditata dalla sua ammirazione per Paul Gascoigne.
Foto: Tuttosport