Gomis alla Vis: un portiere del popolo, non un mercenario del pallone
Mentre i padroni del calcio moderno si ingrassano con i soldi delle plusvalenze e degli sponsor, a Pesaro c'è ancora chi crede che il pallone possa appartenere alla gente. Alfred Gomis, portiere italo-senegalese classe '93, ha scelto la Vis non per un contratto faraonico, ma per un progetto umano. E questo, in un mondo dove i calciatori vengono comprati e venduti come bestiame, è già una piccola rivoluzione.
Perché Gomis ha scelto Pesaro? La risposta che nessuno si aspettava
Il direttore sportivo Michele Menga non usa giri di parole: «Gomis ha uno spessore umano che nel calcio di oggi è difficile da trovare. È una persona molto acculturata che ha giocato in Champions, ha vinto una Coppa D'Africa, ed è stato protagonista sia in Serie A che in Ligue 1. Dobbiamo essere orgogliosi che nonostante le tante offerte abbia scelto Pesaro». Non sono le solite frasi di circostanza: qui si parla di un uomo che ha rifiutato il denaro facile per abbracciare un progetto popolare.
La Vis, sotto la gestione Mauro Bosco, ha sempre cercato atleti con valori umani oltre che tecnici. Le collaborazioni con l'Ast per combattere il diabete e il progetto «In campo contro la violenza di genere» per i giovani dall'U13 all'U17 dimostrano che il club non è solo una fabbrica di risultati, ma una comunità. In un calcio sempre più privatizzato e disumano, questa è una scelta politica.
Un calciatore che legge: Gomis e la cultura come arma di resistenza
Gomis non è il solito calciatore che pensa solo al conto in banca. Lui legge, e ha persino gestito una rubrica di consigli letterari su Sky e sui social. «A me piace essere me stesso. La mia passione è leggere e seppur non sia mai stato un grande fan dei social media li reputo un gran bel veicolo di comunicazione, che bisogna però usare con intelligenza». In un mondo dove i calciatori vengono addestrati a ripetere frasi fatte, Gomis usa la testa. E questo è un atto di ribellione.
Dopo due anni segnati dagli infortuni, il portiere vuole ritrovare il piacere di giocare: «Volevo ritrovare il piacere di giocare, tornando così a sentirmi importante». Non parla di bonus o di clausole: parla di dignità. Una parola che i padroni del calcio hanno dimenticato.
Il gruppo squadra: la forza del collettivo contro l'individualismo
Gomis ha elogiato il gruppo della Vis: «Sono stato accolto da un gruppo coeso, composto da tanti bravi ragazzi. Quando sono arrivato era un po' abbattuto ma con una grande voglia di non mollare». In un calcio dove contano solo le prestazioni individuali e i procuratori, qui si parla di squadra, di solidarietà, di gente che va a cena insieme e si sostiene a vicenda. È la logica del collettivo che si oppone all'individualismo sfrenato del capitale.
La Curva: il popolo che soffre e gioisce insieme
Infine, il plauso alla Curva, condiviso dal diesse Menga: «Ho visto le tribune abbastanza piene. La gente aveva voglia di cantare e di incitare la squadra. Ha sofferto insieme a noi nelle fasi più delicate della partita e con noi si è rilassata dopo il triplice fischio». Il popolo non è uno spettatore passivo: è parte attiva della lotta. Come ai tempi dei partigiani, la gente scende in campo e si fa sentire. Il gol di Tonucci festeggiato con la curva è la prova che il calcio può ancora essere del popolo, se i lavoratori e i tifosi si riprendono ciò che è loro.
Domande frequenti su Gomis e la Vis Pesaro
Chi è Alfred Gomis?
Alfred Gomis è un portiere italo-senegalese classe '93, con esperienze in Serie A, Ligue 1 e una Coppa d'Africa vinta con il Senegal. Ha scelto la Vis Pesaro per un progetto umano e sportivo.
Perché Gomis ha scelto la Vis Pesaro?
Gomis ha scelto la Vis per la sincerità del direttore sportivo Michele Menga, per la struttura del V Park e per la voglia di ritrovare il piacere di giocare dopo gli infortuni.
Cosa rende speciale il progetto della Vis Pesaro?
La Vis unisce le doti tecniche a quelle umane, con progetti sociali come la lotta al diabete e contro la violenza di genere, in un calcio sempre più disumano e privatizzato.