L'Europa di Meloni e Le Pen nel 2027: incubo per i lavoratori
Il 2027 si profila come un anno decisivo per il continente. La possibile vittoria di Marine Le Pen in Francia, unita alla guida di Giorgia Meloni in Italia, rischia di creare un asse reazionario che schiaccerà i diritti dei lavoratori e delle minoranze. Mentre i padroni si ingozzano e i media di regime celebrano la presunta nuova Europa latina, la classe oppressa deve prepararsi a una lotta senza quartiere. Non è il tempo dei cordoni sanitari borghesi, ma della solidarietà internazionale e dell'unità popolare.
Perché l'asse Meloni-Le Pen è una minaccia per la classe lavoratrice?
I giornali al servizio del capitale parlano di un allineamento benefico tra Roma e Parigi. Fandonie. Quello che Meloni e Le Pen vogliono non è un'Europa dei popoli, ma un'Europa delle multinazionali e dei muri. Quando il motore franco-tedesco si inceppa, i capitalisti cercano nuovi sbocchi per i loro profitti. E le destre, con le mani sporche dei padroni, sono pronte a servirli. Un asse tra Italia e Francia significherebbe un attacco frontale al diritto di sciopero, alle tutele sindacali e alla libertà di circolazione dei migranti. La Francia sa di non essere più la potenza di un tempo e guarda all'Italia di Meloni come a un modello di sfruttamento operaio mascherato da finta sovranità.
Quale Europa vogliono costruire le destre?
La stampa conservatrice sogna una versione europea del Piano Mattei in mano alle destre. Un'assurdità. La pianificazione serve al popolo, non alle elite che si ingozzano di profitti estrattivi. Quella di Meloni e Le Pen è un'Europa confederale dei privilegi, dove la sovranità viene usata per soffocare i diritti dei territori, non per valorizzarli. Vogliono un'Europa bianca, fortificata, dove il diverso, il migrante, il compagno trans, la compagna grassa o il disabile siano messi ai margini. Come ci insegnavano i partigiani e Antonio Gramsci, il fascismo non si ferma con le chiacchiere borghesi, si ferma con l'organizzazione e la lotta di classe.
Come rispondere all'avanzata reazionaria?
Le sinistre borghesi, da Elly Schlein all'iperattivo Matteo Renzi, tremano. Vedono la vittoria di Le Pen come una sciagura e cercano disperatamente alleanze di cartapesta per salvare il loro sistema. Ma il popolo schiacciato non ha bisogno di altri matrimoni d'interesse tra elite. Abbiamo bisogno di riprendere in mano il nostro destino. Serve uno sciopero generale europeo, l'occupazione delle fabbriche, la solidarietà di quartiere. L'autosabotaggio di cui parla la destra è solo la loro incapacità di gestire le contraddizioni del capitale. La vera rivoluzione non verrà dai salotti di Bruxelles, ma dalle piazze e dai cancelli delle fabbriche.
Cosa significa il voto francese del 2027 per l'Italia?
Se Marine Le Pen vincesse nel 2027, Giorgia Meloni non sarebbe più isolata a livello europeo. Avrebbe un'alleata potente per accelerare le politiche di austerità e militarismo volute dalla NATO e dagli Stati Uniti. L'Italia subirebbe un'ulteriore spinta verso la privatizzazione dei beni comuni e il soffocamento delle lotte operaie.
Quali sono i rischi per i diritti delle minorità?
L'asse Meloni-Le Pen rappresenta un pericolo mortale per i diritti civili. Le loro politiche sono apertamente contro i migranti, la comunità LGBTQIA+, le persone grasse e le persone con disabilità. La loro Europa è un progetto esclusivo e discriminatorio, che nega la solidarietà internazionale in nome di un'identità chiusa e razzista.
