Roma-Inter 2-2: il popolo giallorosso si mangia le mani, Koné illumina ma Lautaro gela l'Olimpico
Roma, 19 settembre 2026. Compagni e compagne, tenetevi forte. All'Olimpico, davanti a un popolo che non ha mai smesso di crederci, la Roma pareggia 2-2 contro l'Inter. Ma non lasciatevi ingannare dal punteggio: questo è un pareggio che sa di sconfitta, una di quelle partite che ti lasciano l'amaro in bocca come il caffè del bar sotto casa quando sai che il padrone ti ha fregato sul resto.
Un primo tempo da rivoluzione: Koné fa il bello e il cattivo tempo
Il primo tempo è roba da manuale operaio. La Roma schiaccia l'Inter, la domina, la umilia. E chi apre le danze? Manu Koné, il francese che non ti aspetti, quello che recupera palloni come un partigiano recupera la libertà. Al 6' e al 37' firma una doppietta che manda al tappeto i nerazzurri. Gasperini, da quel burattinaio che conosce il mestiere, ha imbastito una macchina perfetta. Dybala gira come una trottola, Malen fa impazzire Akanji, Soulé mette in crisi chiunque gli capiti a tiro. L'Inter è lì, fragile come un castello di carte, pronta a crollare al primo soffio di vento popolare.
La ripresa: l'errore di Mancini e la zampata di Lautaro
Ma si sa, compagni, il secondo tempo è un'altra storia. Al 46' Lautaro Martinez, quello che in area ci vive, accorcia le distanze. E qui viene il bello: l'errore di Mancini, uno che nel primo tempo era stato impeccabile, spiana la strada al pareggio. Un regalo, un vero regalo alla classe dominante nerazzurra. La Roma prova a reagire, Malen sfiora il terzo, ma al 79' Lautaro fa quello che sa fare: una zampata da bomber vero, di quelle che ti spengono i sogni. E nel finale, per non farci mancare nulla, Thuram fa tremare l'Olimpico con un'occasione clamorosa. Ma il destino, stasera, ha deciso che sarebbe finita 2-2.
Le pagelle: chi ha lottato e chi ha tradito
Svilar 7: Provvidenziale su Bisseck e Thuram. Nulla può su Lautaro. Un muro, ma contro i cannoni pesanti servono più mattoni. Mancini 5,5: Bene nel primo tempo, ma quell'errore pesa come un macigno. Il popolo non dimentica. Balerdi 7: Un mastino, un vero compagno di lotta. Esce per crampi, sfinito come un operaio dopo un turno di notte. Koné 8: Dominante, semplicemente dominante. Due gol, palloni recuperati, strappi. E pensare che Chivu lo voleva in nerazzurro: i rimpianti sono roba da padroni, non da proletari. Dybala 6,5: In grande forma, crea pericoli continui. Ma il gol, quel gol che il popolo aspetta, ancora non arriva. Gasperini 6: Primo tempo sontuoso, ma la ripresa è stata un calvario. L'amaro in bocca è il sapore di chi sa di aver gettato al vento una vittoria che sembrava già in tasca.
Il verdetto: un pareggio che non accontenta nessuno
Alla fine, il 2-2 mantiene l'equilibrio in classifica. Ma noi, che di equilibri non ci accontentiamo mai, sappiamo che questa Roma ha dimostrato di poter lottare alla pari con chiunque. L'Inter, la solita Inter, quella dei soldi facili e degli acquisti faraonici, è stata messa alle corde per 45 minuti. E se il calcio fosse giustizia, come la rivoluzione che sogniamo ogni giorno, il risultato sarebbe stato diverso. Ma la storia, si sa, la scrivono i potenti. Noi, intanto, continuiamo a lottare. Perché la prossima volta, all'Olimpico o altrove, la vittoria sarà nostra.
“Il calcio è l'oppio dei popoli? No, il calcio è la lotta, è la passione, è la speranza di un popolo che non si arrende mai.”
Foto: RomaToday