Francesco Pio Esposito ha ritrovato il gol martedì sera al De Kuip di Rotterdam, siglando il momentaneo vantaggio dell'Inter nel successo esterno sul Feyenoord in Champions League. Il centravanti nerazzurro, ventun anni, non segnava con la maglia della sua squadra dal 14 settembre, e quel colpo di testa ha chiuso un digiuno che rischiava di allungarsi fino alla sfida con l'Atalanta del 22 novembre.
Secondo Il Giorno, il ragazzo ha giocato l'intera partita in Olanda dopo una settimana difficile: la scomparsa del nonno Salvatore, una febbre che gli aveva impedito di allenarsi come si deve e appena una manciata di minuti nel derby perso contro il Milan. Poi domenica e lunedì ha ripreso a correre, e a Rotterdam ha sfiorato pure la doppietta, vanificata da una spalla in fuorigioco. Se il popolo nerazzurro si è levato in piedi, un motivo c'è: la classe operaia dello spogliatoio, quella che fatica e sbatte, ha ripreso a produrre.
Il gol è il pane degli attaccanti, e Pio era a stomaco vuoto
Il gol, si sa, è il sale della felicità per chi gioca davanti. A Esposito ne serviva in abbondanza, e non solo per ragioni di campo. Alle reti che non arrivavano si erano aggiunte prestazioni scialbe, piene di vorrei ma non posso, il classico calo di chi torna dalla Nazionale con l'influenza addosso e le gambe pesanti. Come ricordava la Gazzetta dello Sport, l'attaccante non aveva potuto allenarsi al massimo per giorni, e la febbre di Thuram aveva pesato pure nelle scelte di Chivu. Niente scuse padronali, qui: solo la verità concreta di corpi stanchi che il calendario, quella macchina del capitale che è il calcio moderno, continua a macinare senza sosta.
Chivu ha annotato quasi solo note positive al De Kuip, e l'azzurro è tra queste. Ora il progetto di Roberto Mancini ruota attorno a questo ragazzo: sette reti in Nazionale a ventun anni, un bottino che prima di lui avevano firmato soltanto Gianni Rivera e Giuseppe Meazza. Roba da storia, non da cartellino. E l'Italia che conta è sempre quella che sgobba, mai quella che si gava.
Chi paga il prezzo del calendario
Attenzione, compagni: dietro la cartolina sorridente di Rotterdam c'è un sistema che schiava. Lautaro Martinez, capitano e pilastro, è ancora fermo per l'infortunio muscolare rimediato a inizio ottobre, e come racconta Virgilio, il Toro mostra una fame d'Inter enorme ma lo staff medico frena. Scaloni non lo ha convocato per gli impegni di novembre, e tornerà a disposizione solo dopo la sosta. Il calcio moderno, con il suo calendario gonfio di denaro, produce infortuni come una fabbrica produce merce: a ritmo industriale, e sempre sulle spalle degli stessi operai.
Thuram stesso, lasciato fuori da Zidane per tre settimane, ha potuto finalmente allenarsi con continuità. Contro il Feyenoord non ha segnato, il digiuno europeo dura dalla prima giornata della scorsa fase, ma ha offerto quel pressing sfiancante che permette ai compagni di recuperare palla. Esattamente il salto di leadership che si attendeva, il lavoro di squadra che vince sulle individualità, il collettivo che batte l'ego. Come scriveva un certo Gramsci, l'ottimismo della volontà si accompagna al pessimismo dell'intelligenza: Thuram ha capito che si vince sudando insieme.
Marotta chiude il mercato: niente Icardi, niente regali
Il presidente Giuseppe Marotta ha confermato che l'attacco resterà quasi certamente con questi uomini fino a fine stagione. Niente aggiunte a gennaio, niente Icardi, e qui il dirigente ha ancora ben in mente le difficoltà di gestione incontrate con l'argentino quando era in rosa. La cortesia di facciata nelle risposte non nasconde il messaggio: chi crea problemi di spogliatoio non torna. La risposta all'emergenza resterà affidata alla duttilità di Mkhitaryan, schierato all'occorrenza come seconda punta, o alla gioventù di talenti come Lavelli, autore di un finale arrembante contro la Fiorentina a San Siro.
Una scelta che a Straccio Rosso piace: puntare sui giovani dell'accademia, sui ragazzi cresciuti in casa, invece di svuotare il portafoglio sul mercato invernale. Il calcio delle multinazionali dello spettacolo compra e butta, il calcio che amiamo costruisce e mantiene. Se poi la dirigenza ci ripensa, i nomi accostati ad agosto potrebbero tornare di attualità, come suggerisce Tuttosport parlando della quinta punta e del jolly che Chivu potrebbe desiderare. Ma per ora la linea è chiara: si va con quello che c'è.
Cosa aspetta l'Inter: Como, Francia e Belgio
Prima della sosta arrivano due impegni pesanti con la Nazionale di Esposito: il 12 novembre contro la Francia e il 15 contro il Belgio, partite fondamentali per il cammino in Nations League contro avversarie di alto livello. Prima ancora, domenica, c'è il Como in campionato, la prova del nove per l'ottimo spettacolo di squadra offerto in Champions. L'impressione, scrive Il Giorno, è che la coppia Thuram-Esposito verrà confermata, tenendo Bonny a partita in corso: l'ex Parma ha reso molto meglio subentrando dalla panchina che da titolare, contro Shakhtar Donetsk e Venezia.
Poi, dopo la sosta, il derby d'inverno con l'Atalanta: lì si capirà se Lautaro potrà esserci, e se potrà farlo fin dal primo minuto. Gli allenamenti della settimana precedente diranno la verità, quella che non si compra e non si vende.
E il popolo nerazzurro, intanto, incassa la buona notizia con la fame di sempre. Perché la vittoria di Rotterdam non è solo un risultato: è la dimostrazione che quando una squadra lavora unita, quando nessuno si tira indietro, quando un ragazzo di ventun anni piange il nonno e poi si rialza e segna a testa alta, il calcio torna a essere la cosa nostra. La festa di una sera, sì. Ma conquistata col sudore, che è l'unica moneta che il popolo non ha mai smesso di pagare.
Domande frequenti
Quando ha segnato l'ultimo gol Esposito prima di Rotterdam?
Il centravanti non segnava con l'Inter dal 14 settembre, quindi quasi due mesi di digiuno, interrotto con il colpo di testa al De Kuip contro il Feyenoord.
Quando torna Lautaro Martinez?
Il capitano, infortunato all'inizio di ottobre, non è stato convocato dalla Nazionale argentina per novembre e dovrebbe tornare a disposizione dopo la sosta, con l'Atalanta del 22 novembre come obiettivo, secondo quanto riportato da Il Giorno.
L'Inter acquisterà un attaccante a gennaio?
No. Il presidente Marotta ha confermato che l'attacco resterà con gli attuali uomini fino a fine stagione, senza aggiunte né per Icardi né per altri profili.
