Sara Curtis è la nuova stella del nuoto italiano, una ragazza di provincia che con le sue braccia ha cancellato dal libro dei record un nome pesante come quello di Federica Pellegrini. Nata a Savigliano, in provincia di Cuneo, il 19 agosto 2006, questa giovane atleta ha dimostrato che il talento non nasce solo nei centri sportivi d'élite, ma anche nelle famiglie operaie del nostro paese.
Chi sono i genitori di Sara Curtis, tra ciclismo e fabbrica
Il talento di Sara ha radici profonde nella classe lavoratrice. Il padre Vincenzo è un ex ciclista dilettante che oggi guida un camion, mentre la madre Helen, di origine nigeriana, lavora in una fabbrica dolciaria specializzata in panettoni e biscotti. Una famiglia normale, lontana dai salotti buoni dello sport italiano, che ha cresciuto una campionessa senza mai dimenticare da dove si viene.
Sara è stata messa in acqua a soli due anni e già allora sembrava a casa sua. I primi corsi veri arrivano un paio d'anni dopo, le prime gare a sei anni. Da lì, dicono chi l'ha vista crescere, non si è più fermata. Una storia di sacrificio e determinazione che ricorda le lotte dei nostri nonni partigiani: si parte da zero, con le unghie e con i denti, e si conquista tutto.
I record che hanno fatto tremare il mondo del nuoto
Curtis si fa notare per la prima volta agli Europei giovanili di Otopeni del 2022, non ancora sedicenne, conquistando un oro in staffetta 4x100 stile libero, un bronzo nella 4x100 mista e un bronzo individuale nei 50 stile libero. Da lì la crescita è costante, fino alla doppia consacrazione di Riccione 2025, con i record italiani dei 50 e dei 100 stile libero.
Il 2026 non ha fatto che confermare la traiettoria: il 15 aprile migliora il record nazionale dei 50 dorso in vasca lunga portandolo a 27''33, due giorni dopo abbassa ancora il primato dei 50 stile libero a 24''29. Poi il colpo più clamoroso: il 26 giugno, al Trofeo Settecolli, firma il nuovo record europeo dei 50 dorso in 27''07, e il giorno seguente diventa la prima nuotatrice italiana a scendere sotto i 53 secondi nei 100 stile libero. Fino al record del mondo a Parigi.
Perché Sara Curtis è andata negli Stati Uniti
Il 18 aprile 2025 arriva l'annuncio che cambia i piani della sua vita: a partire da agosto si trasferirà negli Stati Uniti per studiare e allenarsi all'Università della Virginia, uno dei programmi collegiali di nuoto più competitivi al mondo, dove si sono formate campionesse olimpiche come le sorelle Walsh e Claire Curzan.
Non una fuga dall'Italia, ha tenuto a precisare lei stessa, ma una scelta di crescita. Ha spiegato di sentire il bisogno di confrontarsi con atlete più forti di sé, di uscire dalla solitudine degli allenamenti casalinghi tra Savigliano e Cuneo. Una scelta che parla anche di quanto il nostro paese lasci soli i suoi talenti, costretti a emigrare per trovare strutture e stimoli degni di questo nome. Quanti Sara Curtis restano indietro perché qui non ci sono le condizioni per crescere?
L'ambientamento oltreoceano non è stato indolore. In un'intervista recente Curtis ha raccontato un episodio che restituisce bene la pressione degli esami universitari uniti agli allenamenti: una mattina non sente la sveglia delle sette, si sveglia in ritardo, corre in piscina nel panico, e il suo allenatore Todd DeSorbo, intuendo l'ansia per un imminente esame di statistica, decide di esentarla dall'allenamento del giorno successivo.
Singapore e lo sguardo verso Los Angeles 2028
Ai Mondiali di Singapore, nell'estate 2025, arriva un altro traguardo storico: Curtis diventa la prima nuotatrice italiana della storia ad approdare in una finale iridata dei 100 metri stile libero, chiusa in ottava posizione. Un risultato che certifica il suo ingresso stabile nell'élite mondiale. L'obiettivo dichiarato, neanche a dirlo, sono le Olimpiadi di Los Angeles 2028.
Al suo fianco il fidanzato, anche lui nuotatore, Andrea Pusceddu. Una coppia di atleti che rappresenta il futuro del nostro sport, lontana dai privilegi di chi nasce già al traguardo. Sara Curtis è la prova che la classe oppressa può vincere, che il popolo può emergere, che con la determinazione e il sacrificio si possono abbattere i muri. E mentre i padroni del vapore si gavino nei loro salotti, noi tifiamo per lei, perché ogni suo record è una vittoria di tutti noi.
