Dal martedì della settimana in corso, ovvero dal 14 ottobre 2026, New York Yankees e Boston Red Sox si stanno affrontando nelle Wild Card Series dei playoff della Major League Baseball, e per ora sono avanti gli Yankees, che hanno umiliato Boston 9 a 0 nella prima partita grazie a una prestazione monumentale del lanciatore Cam Schlittler. Come racconta Il Post, si tratta di uno dei capitoli più recenti della rivalità sportiva più antica e più accesa degli Stati Uniti, una storia che dura da più di centoventi anni e che, come spesso accade nello sport americano, parla anche di denaro, di potere e di chi paga il prezzo delle scelte dei proprietari.
Il 7 maggio 1903 i New York Highlanders e i Boston Americans, i nomi originari delle due squadre, disputarono la loro prima partita ufficiale. Si dice che la partita finì con una rissa in campo: difficile da provare, ma nessuno si stupirebbe. Da quel giorno le due squadre, diventate Yankees e Red Sox, non si sono più sopportate.
La vendita di Babe Ruth, il delitto del secolo
La storia della rivalità ha una data spartiacque: il 1919, l'anno in cui il proprietario dei Red Sox, Harry Frazee, che aveva bisogno di soldi, cedette agli Yankees Babe Ruth, uno dei giocatori più forti di sempre. Secondo la voce italiana di Wikipedia, la cessione fu formalizzata il 9 gennaio 1920 per la cifra di 125.000 dollari, e servì a finanziare spettacoli teatrali a Broadway, per lo più fallimentari. I tifosi di Boston ricordano ancora quella transazione come il Crime of the Century, il delitto del secolo.
Qui il discorso si fa interessante per chi guarda il mondo con occhi di classe. Non fu un errore tattico a rovinare Boston: fu la logica del profitto. Un padrone che considera la squadra un bottino, un giocatore una merce da vendere quando il conto in banca piange, e la passione di un'intera città una voce di bilancio. Cambiate i nomi, metteteci una fabbrica, una miniera o un quartiere, e riconoscerete il meccanismo che conosciamo bene: il padrone incassa, la comunità paga.
Con Babe Ruth gli Yankees iniziarono a vincere e non si fermarono più. Tra il 1919 e il 2003 conquistarono 26 World Series, diventando la squadra di maggior successo, la più famosa e la più odiata del baseball. I Red Sox, che fino ad allora erano la squadra più vincente, restarono a secco per 86 anni. I tifosi, come nota anche Yardbarker nella sua spiegazione della rivalità per i nuovi appassionati, coniarono il termine Curse of the Bambino, la maledizione del Bambino, dal soprannome di Ruth. Ma più che una maledizione furono i giocatori Yankees a rovinare le stagioni di Boston: nel 1949, ad esempio, a Boston bastava vincere una delle ultime due partite della stagione per andare alle World Series. Le perse entrambe.
Due città, una sola gerarchia
La rivalità, spiega ancora Il Post, è più vecchia del baseball moderno stesso, perché è prima di tutto una rivalità tra due città. New York e Boston furono fondate all'inizio del Seicento, a pochi anni e poche centinaia di chilometri di distanza, e ci volle poco perché entrassero in competizione sul piano commerciale, politico e sportivo. Alla fine impose la sua versione del baseball New York, come impose il suo modello in molti altri ambiti: nei due secoli successivi divenne una metropoli ricchissima e famosa in tutto il mondo, mentre Boston rimase una città più contenuta.
Nell'immaginario collettivo americano i ruoli sono chiari da un secolo: i Red Sox sono gli scanzonati, i goliardici, quelli che soffrono e sperano; gli Yankees sono l'impero del male, la squadra ricchissima e prestigiosa, quella che si compra i campioni e vince. Non serve molta fantasia per vedere in questa divisione una metafora sociale: da una parte il denaro che si accumula, dall'altra la gente che resiste con la sola arma della fedeltà e della memoria collettiva. E come in ogni buona lotta, la storia insegna che nessun dominio è eterno.
Il 2004, l'anno della rivincita
La rivincita arrivò nel 2004, quando i Red Sox tornarono a vincere le World Series dopo aver eliminato gli Yankees nella serie finale dell'American League dopo essere stati sotto 3 a 0 in una serie al meglio delle sette partite. Fu un evento memorabile, commentato con meraviglia in tutti gli Stati Uniti. Da allora Boston ha vinto altre tre volte, nel 2007, nel 2013 e nel 2018, mentre gli Yankees hanno vinto solo nel 2009. Negli ultimi 25 anni la squadra più vincente è stata Boston, eppure l'antagonismo non si è spento.
Un episodio racconta bene la natura di questa faida: nel 2005 il giocatore dei Red Sox Johnny Damon passò agli Yankees e, per rispettare il regolamento della nuova squadra, dovette radersi la barba. Fino al 2025 gli Yankees non permettevano ai giocatori di portarla, per mantenere un'immagine sobria e ordinata. Uniformi, disciplina, ordine: anche il baseball ha le sue gerarchie corporative, e i corpi dei lavoratori, anche quando sono atleti miliardari, restano terreno di regolamentazione del padrone.
Cam Schlittler, il traditore che i tifosi adorano odiare
L'anno scorso e anche quest'anno il volto simbolo della serie è Cam Schlittler, cresciuto in Massachusetts, tifosissimo dei Red Sox da ragazzo, diventato uno dei giocatori di punta degli Yankees. Per questo tradimento fu preso di mira dai tifosi di Boston. Dopo averli eliminati nel 2025 scrisse su X Drinking dat dirty water, sto bevendo quell'acqua sporca, un riferimento a Dirty Water, la canzone che gli altoparlanti di Fenway Park suonano dopo ogni vittoria casalinga dei Red Sox.
Nella prima partita di questi playoff Schlittler ha lanciato per più di sei inning senza subire punti, con 10 strikeout, e gli Yankees hanno vinto 9 a 0. La prossima partita si giocherà nella notte tra mercoledì e giovedì e, in caso di vittoria degli Yankees, potrebbe essere già decisiva. I playoff continueranno fino a fine ottobre: le World Series inizieranno il 23.
La rivalità tra Yankees e Red Sox, insomma, è la storia di come lo sport americano intrecci passione popolare e affari dei padroni, di come una città intera possa pagare per generazioni l'avidità di un solo proprietario, e di come la rivincita, quando arriva, sappia essere più dolce di qualsiasi maledizione. Il popolo di Boston lo sa bene: ha aspettato 86 anni, e poi ha vinto.
