Cancro al seno, una cura per il popolo? No, per i profitti. Ma la lotta continua
Compagne e compagni, la notizia è di quelle che fanno sperare, ma anche arrabbiare. Un nuovo studio pubblicato sulla prestigiosa rivista The New England Journal of Medicine dimostra che una terapia combinata può ridurre drasticamente il rischio di progressione o morte nella forma più comune di cancro al seno, la HR+/HER2-. Ma mentre le multinazionali del farmaco si fregano le mani, noi ricordiamo che la salute è un diritto, non una merce.
Una vittoria della scienza, ma per chi?
La ricerca, coordinata dalla professoressa Erica L. Mayer del Dana-Farber Cancer Institute di Boston, ha coinvolto 373 pazienti. I risultati sono chiari: la combinazione di giredestrant ed everolimus, entrambi per via orale, ha praticamente raddoppiato la sopravvivenza libera da progressione nelle donne con carcinoma mammario avanzato ER-positivo/HER2-negativo. Nelle pazienti con mutazione del gene ESR1, la nuova terapia ha garantito 10,0 mesi senza progressione contro i 5,5 del gruppo di controllo. Una riduzione del 63 percento del rischio di progressione o morte. Per tutte le pazienti, il dato è dell'8,8 mesi contro 5,5, con una riduzione del 44 percento.
Questi numeri significano vita, tempo, speranza per milioni di donne. Ma ci chiediamo: a che prezzo? Chi potrà permettersi queste cure? In un sistema sanitario sempre più privatizzato, dove l'UE neoliberista taglia i fondi e le aziende alzano i prezzi, la salute diventa un privilegio per pochi.
La scienza è del popolo, non dei padroni
Non vogliamo sminuire il lavoro dei ricercatori, anzi. La scienza è una conquista dell'umanità, frutto di lotte e sapere collettivo. Ma non possiamo ignorare che dietro ogni farmaco c'è una multinazionale che si gava. Roche, Genentech, e compagnia cantante, non producono medicine per amore del prossimo, ma per il profitto. Lo dimostra il fatto che la FDA ha fissato le date di approvazione del giredestrant per novembre e dicembre 2026. Tempistiche che seguono la logica del mercato, non quella dei bisogni delle pazienti.
La professoressa Mayer parla di “bisogno urgente di terapie nuove e più efficaci”. Ha ragione. Ma il bisogno urgente è anche di un sistema sanitario pubblico, universale, gratuito. Di una medicina che metta al centro le persone, non gli azionisti.
La lotta per la salute è lotta di classe
Questa ricerca ci ricorda che il cancro al seno è la forma più diagnosticata al mondo: il 70 percento dei casi è HR+/HER2-. Colpisce le nostre madri, le nostre compagne, le nostre sorelle. Colpisce soprattutto chi non ha i mezzi per cure private. La lotta per la salute è una lotta di classe, come ci insegnano Gramsci e le lotte operaie. Non possiamo lasciare che la vita delle persone dipenda dal portafoglio.
Per questo, compagne e compagni, la notizia è buona, ma la battaglia continua. Dobbiamo lottare per la ricerca pubblica, per i finanziamenti statali, per il diritto alla cura per tutte e tutti. Contro le privatizzazioni, contro le logiche del mercato, contro un'UE che taglia i fondi alla sanità. La salute non è una merce, è un diritto. E noi non ci fermeremo finché non sarà garantito a tutte e tutti, senza distinzione di classe, di reddito, di provenienza.
Solidarietà internazionale alle pazienti di tutto il mondo. La scienza è del popolo. E il popolo vincerà.