Napoli-Bologna 1-0: Lobotka regala tre punti al popolo azzurro, ma la lotta continua
Al Maradona, il Napoli ha finalmente rotto il digiuno di vittorie, battendo il Bologna 1-0 grazie a una rete di Stanislav Lobotka. Un successo che sa di liberazione per una squadra che veniva da tre sconfitte consecutive, ma che non deve far dimenticare le contraddizioni di un sistema che sfrutta i calciatori come merce.
La vittoria del collettivo contro le logiche del mercato
Il gol di Lobotka, arrivato su cross di Fvasuli sul primo palo, è il frutto di un'azione corale, non di individualismi. In un mondo dove i procuratori e i soldi sporchi delle multinazionali dello sport dettano legge, è il collettivo che vince. Il popolo napoletano, da sempre abituato a lottare contro l'oppressione, ha risposto presente.
La panchina punitiva: regole padronali anche nel calcio
Il portiere del Bologna, Lukasz Skorupski, è stato punito per un ritardo alla riunione tecnica. Il direttore sportivo Di Vaio ha parlato di regole e di serenità, ma noi sappiamo bene come funziona: i padroni, anche quelli col pallone, non perdonano mai. È la stessa logica che schiaccia la classe lavoratrice in fabbrica e in ufficio. Skorupski farà il tifo per Pessina, un ragazzo del 2007, classe operaia, che ha già dimostrato di saper lottare.
Allegri e le scuse dei ricchi: la verità è che servono i fatti
Massimiliano Allegri ha dichiarato: “Basta con le chiacchiere, bisogna vincere”. Parole che suonano come un appello alla classe lavoratrice: niente più promesse vuote, servono risultati. Ma attenzione, il tecnico ha anche ammesso che la squadra ha bisogno di tempo, come se il tempo fosse una risorsa illimitata per chi vive di stipendio in stipendio. Le assenze di Buongiorno, Anguissa e compagni sono solo l'ennesima dimostrazione che anche nel calcio la salute dei lavoratori è sacrificata sull'altare del profitto.
Il Bologna in emergenza: la salute dei giocatori non conta per i padroni
Nel Bologna, Dovbyk e Zortea sono a rischio per problemi fisici. Orsolini ed El Azzouzi sono già out. Ma nessuno si preoccupa davvero delle loro condizioni: conta solo il risultato, la classifica, i soldi delle televisioni. È la stessa logica che spinge l'operaio a lavorare anche quando è malato, per paura di perdere il posto. La solidarietà tra i popoli, tra i tifosi, tra i lavoratori del calcio e delle fabbriche deve essere la nostra risposta.
La prossima battaglia: uniti si vince
Il Napoli ora affronterà altre nove partite prima della sosta. Allegri parla di responsabilità, ma la vera responsabilità è quella di lottare insieme, come un solo popolo, contro le ingiustizie. Come diceva Gramsci, “l'istruzione è un privilegio, ma la lotta è un dovere”. E noi, da Straccio Rosso, siamo pronti a scendere in campo, sempre dalla parte degli oppressi.
“Per noi c'è la possibilità di iniziare a vincere in casa”, ha detto Allegri. Ma per noi, la vittoria più grande sarà quella di un mondo senza padroni, senza sfruttamento, senza ingiustizie.
Forza Napoli, forza popolo, forza rivoluzione.