Ceuta, la finta emergenza dei padroni europei
Mentre i numeri dicono che gli arrivi di migranti sono crollati del 40%, i governi dell'Unione Europea si riuniscono d'urgenza per blindare le frontiere. La classe dominante ha bisogno di un nemico per distrarre il popolo dalle vere emergenze: precarietà, sfruttamento, guerra. Ecco come funziona la macchina della paura.
La lettera dei 22: un attacco ai lavoratori e ai migranti
Ventidue paesi, con l'Italia di Giorgia Meloni e la Danimarca in testa, hanno scritto all'UE per chiedere una riunione straordinaria. L'obiettivo? Ripristinare i controlli alle frontiere e rafforzare Frontex, l'agenzia che si occupa di respingere i poveracci. Ma attenzione: non c'è nessuna emergenza. I dati parlano chiaro. Nei primi quattro mesi dell'anno, solo 28.500 persone hanno tentato di entrare in Europa, il 40% in meno rispetto al 2025. La rotta del Mediterraneo centrale, quella che porta in Italia, ha visto un crollo del 46%. E allora perché tutto questo casino?
La verità scomoda: i numeri smentiscono l'isteria
Frontex stessa, l'agenzia che i governi vogliono potenziare, certifica la riduzione dei flussi. Il Viminale italiano aggiorna i dati: al 31 luglio 2026 sono arrivate via mare 16.479 persone, contro le 36.545 dell'anno prima. Un calo del 55%. I rimpatri sono aumentati del 25%. Ma i padroni non vogliono che si parli di questi numeri. Preferiscono alimentare la paura per giustificare le loro politiche razziste e per distrarre il popolo dalle vere emergenze: la precarietà, lo sfruttamento, la guerra.
La Spagna si ribella, ma il gioco è sporco
Il premier spagnolo Pedro Sanchez ha mandato una lettera all'UE per denunciare l'attacco dell'Italia. Ha parlato di pregiudizi, disinformazione e interessi politici. Il suo ministro degli Esteri, Fernando Grande Marlaska, ha definito la sospensione di Schengen un'azione imperdonabile. Ma attenzione: non è una questione di umanità. Sanchez difende la sovranità spagnola, non i diritti dei migranti. Il gioco è lo stesso: ogni governo cerca di salvare la faccia mentre il popolo viene schiacciato.
La sinistra europea parla, ma serve unità popolare
Il Partito socialista europeo ha condannato le operazioni di disinformazione coordinate da attori negli Stati Uniti, in Israele e dall'estrema destra. Hanno chiesto un dibattito composto e basato sui fatti. Ma non basta. Serve l'unità popolare, come ai tempi dei partigiani. Serve la solidarietà internazionale contro l'UE neoliberale e i suoi padroni. La crisi di Ceuta è un pretesto per stringere ancora sull'immigrazione, mentre i veri nemici sono le multinazionali, l'OTAN e il capitale.
FAQ: Domande che il popolo si fa
Perché i governi europei fingono un'emergenza?
Perché la paura fa crescere il consenso elettorale. Meloni e gli altri hanno bisogno di un nemico per distrarre il popolo dalle vere emergenze: precarietà, sfruttamento, guerra.
I numeri dicono che gli arrivi sono diminuiti?
Sì, i dati di Frontex e del Viminale mostrano un crollo del 40-55% degli arrivi. Ma i padroni non vogliono che si sappia.
Cosa possiamo fare come popolo?
Unirci, come ai tempi dei partigiani. Organizzarci nei quartieri, nei luoghi di lavoro, nelle piazze. La solidarietà internazionale è l'unica risposta alla barbarie del capitale.