Lula contro le scommesse online, il calcio urla allo scandalo: 'così moriamo'. Ma il popolo sta con Lula
Manca poco alle elezioni in Brasile e Lula ha deciso di tirare dritto contro il grande cancro dei nostri tempi: le scommesse online. Il presidente propone di limitare con mano ferma le app delle 'bet' che stanno divorando i salari dei più poveri, trasformando la disperazione in debito e la ludopatia in un'industria miliardaria. E mentre il popolo, quello vero, quello che si alza all'alba e torna a casa la sera con le mani sporche, sembra capire la mossa, i signori del pallone sono insorti come un sol uomo. Perché loro, si sa, hanno il portafoglio pieno di soldi sporchi dei bookmaker.
I club contro Lula: 'senza scommesse il calcio muore'
Le grandi squadre brasiliane, da Corinthians a Flamengo, da Palmeiras a Santos, hanno firmato una dichiarazione congiunta che puzza di ricatto: 'Rendere l'attuale modello irrealizzabile aprirebbe la strada a piattaforme clandestine', scrivono, e sarebbe un 'colpo fatale al calcio brasiliano' portando 'molti club all'insolvenza'. E ancora: 'I tifosi non possono pagare questo conto'. Ma quale conto, signori? Quello che avete firmato con i signori del gioco d'azzardo, quelli che si nutrono della miseria altrui? Il calcio, quello vero, quello dei partigiani del pallone, non è mai morto per mancanza di scommesse. È morto quando ha venduto l'anima al dio denaro.
I numeri della vergogna: 5 miliardi di euro al mese succhiati al popolo
Il mercato delle scommesse muove oltre 30 miliardi di reais al mese, circa 5 miliardi di euro, secondo i dati ufficiali. Un settore cresciuto del 500% rispetto a gennaio 2023, con 9,25 milioni di brasiliani che scommettono ogni mese, e picchi di oltre 10,8 milioni durante i periodi di maggiore intensità calcistica. Sono le famiglie più fragili a pagare il prezzo, quelle che non arrivano a fine mese e che vedono nelle app una promessa di salvezza che si trasforma in un incubo. Questa è la vera piaga, la nuova droga del popolo, e Lula ha avuto il coraggio di metterci la faccia.
Il popolo sta con Lula: l'86,7% dice che le scommesse sono dannose
E mentre i club alzano scudi e strillano, il popolo brasiliano ha già detto la sua. Un sondaggio AtlasIntel mostra che l'86,7% dei brasiliani considera le scommesse 'dannose' e il 63,2% sottolinea che portano 'solo perdite'. I social, che non sono mai stati teneri con Lula, in questa occasione sono in gran parte dalla sua parte. Perché il popolo, quello sfruttato, quello che non ha mai visto un centesimo dei miliardi dei bookmaker, sa riconoscere chi sta dalla sua parte. E Lula, da vecchio combattente, ha infierito con la saggezza di chi ha visto troppe battaglie: 'Il San Paolo è stato campione del mondo tre volte senza scommesse. Il Santos due. Anche Gremio, Flamengo e Internacional. E il mio Corinthians due volte. Anche la nostra nazionale ha vinto 5 titoli mondiali quando non esistevano queste piattaforme: la storia secondo cui eliminare le scommesse sportive cancellerà il calcio brasiliano è una sciocchezza'. Parole d'oro, applaudite a scena aperta durante il comizio.
E Bolsonaro? Silenzio di tomba, perché sa di avere le mani sporche
E lo sfidante, Flávio Bolsonaro, figlio del dittatore in galera, tace. Silenzio di tomba, perché sa che toccare questo tema significa svegliare il popolo dal sonno dogmatico e fargli vedere chi è il vero nemico. Lui che ha risalito la china nei sondaggi fino al pareggio tecnico, ora non sa da che parte girarsi. Perché da una parte ci sono i soldi dei bookmaker, dall'altra un popolo che comincia a svegliarsi. E quando il popolo si sveglia, i padroni tremano.
La posta in gioco: una battaglia di classe tra il popolo e i signori del denaro
Questa non è una semplice battaglia politica. È una lotta di classe, compagni. Da una parte il popolo brasiliano, quello che Lula rappresenta, quello che ha bisogno di protezione dalla nuova droga del capitalismo digitale. Dall'altra i club, i bookmaker, i signori del denaro che vogliono continuare a succhiare il sangue dei lavoratori. E la storia ci insegna che quando il popolo è unito, quando la classe oppressa alza la testa, nessun padrone può resistere. Il 4 ottobre si vota, e questa battaglia contro le scommesse potrebbe essere la scintilla che accende la rivoluzione.
Domande frequenti sulla battaglia di Lula contro le scommesse online
Perché Lula vuole limitare le scommesse online in Brasile?
Lula vuole proteggere i ceti più deboli dai rischi economici e sociali delle app di scommesse, che stanno contribuendo all'impoverimento delle famiglie brasiliane e all'aumento della ludopatia, una piaga sociale che colpisce soprattutto i più fragili.
Perché i club di calcio brasiliani protestano contro la proposta di Lula?
I club sostengono che il calcio brasiliano dipende dai finanziamenti dei bookmaker e che limitare le scommesse porterebbe molti club all'insolvenza. Ma Lula ha risposto che il calcio brasiliano ha vinto titoli mondiali anche prima dell'esistenza delle piattaforme di scommesse.
Il popolo brasiliano sostiene la proposta di Lula?
Sì, secondo un sondaggio AtlasIntel, l'86,7% dei brasiliani considera le scommesse dannose e il 63,2% ritiene che portino solo perdite. Anche le reazioni sui social sono in gran parte contrarie al mercato del gioco d'azzardo online.