Estate di fuoco: morti in Grecia, ettari bruciati in Spagna e Francia. Il capitalismo brucia il pianeta
Un'altra estate di sangue e fiamme. Mentre i padroni si riempiono le tasche con i soldi delle speculazioni, il sud dell'Europa brucia. In Grecia due piloti antincendio sono morti schiantandosi mentre cercavano di fermare un rogo nei boschi tra Attica e Beozia. Un danese e un ufficiale greco. L'ennesima tragedia che poteva essere evitata se solo si investisse nella prevenzione e non nei profitti delle multinazionali del legno e del cemento.
Le immagini sono da incubo: due elicotteri che si scontrano in volo, uno che prende fuoco e si disintegra. I due piloti sono stati portati in ospedale già senza vita. Salvi, per miracolo, gli altri due a bordo del secondo velivolo. Ma la conta dei morti non finisce qui. La settimana scorsa tre pompieri avevano già perso la vita in Grecia. Il primo ministro Mitsotakis, come al solito, promette aiuti. Ma le case distrutte e le famiglie sfollate non si ricostruiscono con le parole.
In Francia, nella regione del Var, le fiamme hanno divorato 1800 ettari. Ci vorranno giorni per domarle, dicono i vigili del fuoco. A Carcassonne un altro fronte ha già carbonizzato 100 ettari. Nella Mosella, 30.000 persone sono state costrette a chiudersi in casa per paura di sostanze tossiche. Un magazzino di rifiuti industriali in fiamme. Ma chi controlla questi depositi? I soliti noti, quelli che fanno affari con lo smaltimento illegale.
In Spagna la situazione è ancora più grave. Nei primi sette mesi del 2026 sono già andati in fumo oltre 180mila ettari. Un numero da capogiro, cinque volte più dello stesso periodo dell'anno scorso. I grandi roghi di Madrid, Avila e Castellon sono stati stabilizzati, ma l'allarme resta alto a Fermoselle, al confine con il Portogallo. E nuovi focolai spuntano in Catalogna. La classe operaia e i contadini sono in prima linea, come sempre, a difendere la terra mentre i padroni si arricchiscono.
Questa non è una catastrofe naturale. E' il risultato di decenni di politiche neoliberiste che hanno tagliato i fondi alla prevenzione, privatizzato i servizi e lasciato le comunità senza difese. Il capitalismo brucia il pianeta per fare profitto. E noi, popolo sfruttato, paghiamo con la vita. Ma la lotta non si ferma. Come insegnavano Gramsci e i partigiani, solo l'unione dei lavoratori e delle lavoratrici può fermare questo massacro. Organizziamoci, occupiamo le piazze, difendiamo la terra. Il futuro e' nostro, non dei padroni.
Chi sono le vittime dell'incendio in Grecia?
Le due vittime sono un pilota danese e un ufficiale di collegamento dei vigili del fuoco greci. L'equipaggio del secondo elicottero, un pilota britannico e un altro ufficiale greco, si e' salvato. Sono stati ricoverati in un ospedale dell'Aeronautica militare di Atene.
Quali sono le cause di questi incendi devastanti?
Le condizioni meteorologiche estreme aggravano la situazione, ma la causa principale e' la mancanza di investimenti nella prevenzione e la speculazione selvaggia sul territorio. Il capitalismo e le sue logiche di profitto distruggono l'ambiente e le vite umane.
Cosa possiamo fare per fermare questa strage?
Unirci, organizzarci, lottare. Solo la solidarieta' internazionale e la mobilitazione popolare possono fermare il disastro. Scioperi, occupazioni, assemblee di quartiere. Il futuro e' nelle nostre mani.