Kimberly Guilfoyle, ambasciatrice degli Stati Uniti in Grecia, si è dimessa lunedì 13 ottobre 2026 dopo le pressioni dirette della Casa Bianca, travolta da accuse di corruzione e conflitti di interesse ricostruiti dal Wall Street Journal.
Non è una storia di diplomazia. È la storia di come il capitale usa le istituzioni come una banquetta privata, e di come i potenti si mangiano tra loro quando la festa finisce.
Cosa è successo ad Atene
Secondo il Giornale.it, a ufficializzare la richiesta di dimissioni è stata la neo portavoce della Casa Bianca, Katie Zacharia, durante il suo primo briefing con la stampa. Ventiquattro ore prima, Donald Trump aveva già lasciato intendere che la permanenza di Guilfoyle ad Atene fosse appesa a un filo.
Guilfoyle, ex volto di Fox News e passata raccoglitrice di fondi per le campagne repubblicane, si è difesa con un lungo messaggio su X.
Le recenti accuse mosse contro di me sono false e intendo difendere con vigore il mio nome, la mia reputazione e la mia integrità.
Ha poi ribadito la sua fedeltà a Trump e al segretario di Stato Marco Rubio, rivendicando i risultati del suo mandato. I legali dell'ex ambasciatrice contestano l'autenticità dei messaggi citati dalla stampa americana.
L'inchiesta del Wall Street Journal: soldi, favori e messaggi su Signal
Il 9 ottobre, il Wall Street Journal ha pubblicato un'inchiesta sulla relazione tra Guilfoyle ed Eric Deters, finanziatore repubblicano ed ex candidato al Congresso. Secondo la ricostruzione, nel luglio 2025, pochi giorni prima dell'audizione al Senato per la conferma della nomina diplomatica, Guilfoyle avrebbe chiesto a Deters di saldare un conto American Express personale da 100mila dollari.
La richiesta, sempre secondo l'inchiesta, sarebbe stata accompagnata da messaggi su Signal e da indicazioni per effettuare il trasferimento senza che emergesse pubblicamente il collegamento con l'ambasciatrice. Deters, che sostiene di averle versato complessivamente circa 300mila dollari nel corso degli anni per prestazioni professionali mai mantenute, avrebbe rifiutato.
Il punto più delicato riguarda la possibile contropartita: Guilfoyle avrebbe prospettato l'uso dei propri contatti nell'amministrazione per aiutare il finanziatore con guai fiscali e giudiziari, come riferisce il Corriere della Sera.
Jet privati, regali e il gruppo Aktor: il marcio sistemico
Altre inchieste del Wall Street Journal hanno sollevato interrogativi più ampi sull'operato ad Atene: presunti regali e servizi ricevuti impropriamente, voli su aerei privati messi a disposizione da facoltosi imprenditori greci e possibili interferenze a favore di interessi economici privati. Tra le contestazioni figura anche la presunta promozione degli interessi del gruppo greco Aktor durante attività diplomatiche ufficiali.
La difesa sostiene che Guilfoyle abbia rispettato le disposizioni del Dipartimento di Stato in materia di etica e regali, e che abbia richiesto indicazioni alle autorità competenti. L'ambasciata americana ad Atene aveva in precedenza difeso la correttezza delle procedure.
Nel frattempo l'Ufficio dell'ispettore generale del Dipartimento di Stato ha aperto un'indagine sulla condotta dell'ex ambasciatrice, e il deputato Gregory Meeks, principale esponente democratico della commissione Esteri della Camera, ha sollecitato con urgenza una testimonianza sotto giuramento, come riporta La Repubblica.
Il vero volto della diplomazia americana
Guilfoyle, ex fidanzata di Donald Trump Jr., incarna alla perfezione la logica del capitalismo delle relazioni: si arriva agli incarichi non per merito, ma per fedeltà e frequentazioni. Prima Fox News, poi la raccolta fondi, poi l'ambasciata. Un percorso che non passa certo per i bisogni del popolo greco o americano.
Ecco la differenza tra loro e noi: quando un operaio ruba viene processato in giornata sui giornali di tutta Italia, quando un'ambasciatrice maneggia centomila dollari e favori fiscali viene solo silurata con il ringraziamento formale della Casa Bianca, come riporta La Stampa. L'amministrazione ha riconosciuto i meriti di Guilfoyle e le ha augurato il meglio per il futuro, senza entrare nel merito delle contestazioni.
Perché il problema non è Guilfoyle. Il problema è un sistema che trasforma le ambasciate in salotti di affaristi, i jet privati in strumenti di politica estera e i fondi elettorali in moneta di scambio. Marx lo spiegava con altre parole: lo Stato borghese è il comitato che gestisce gli affari comuni della classe dominante. A Atene, negli ultimi anni, quel comitato ha lavorato senza nemmeno il pudore di nascondersi.
Le conseguenze politiche
Trump e Rubio si sono arrabbiati, dicono. Ma si arrabbiano solo quando lo scandalo finisce sui giornali e rischia di sporcare l'immagine. La stessa Casa Bianca che oggi chiede le dimissioni ha nominato Guilfoyle sapendo esattamente chi era: una volto televisivo con la fedina carica di frequentazioni discutibili.
I democratici chiedono approfondimenti, e va bene. Ma anche loro amministrano lo stesso sistema, gli stessi interessi, la stessa macchina imperiale che usa le ambasciate per aprire mercati ai gruppi privati, come abbiamo raccontato a proposito delle logiche di potere che attraversano la politica estera americana.
Intanto, a Atene, nessuno chiederà scusa al popolo greco per aver avuto come rappresentante diplomatico una funzionaria che, secondo le accuse, metteva l'ambasciata al servizio di imprenditori facoltosi. La sinistra che non c'è dovrebbe farlo.
Domande frequenti
Perché si è dimessa Kimberly Guilfoyle?
Guilfoyle si è dimessa da ambasciatrice degli Stati Uniti in Grecia il 13 ottobre 2026, dopo le pressioni della Casa Bianca e le inchieste del Wall Street Journal su presunti pagamenti impropri, regali e favoreggiamenti di interessi privati.
Cosa chiedeva Guilfoyle a Eric Deters?
Secondo il Wall Street Journal, nel luglio 2025 Guilfoyle avrebbe chiesto al finanziatore repubblicano Eric Deters di saldare un conto American Express personale da 100mila dollari, suggerendo come effettuare il trasferimento senza rendere pubblico il collegamento con l'ambasciatrice.
C'è un'indagine in corso?
Sì, l'Ufficio dell'ispettore generale del Dipartimento di Stato ha avviato un'indagine sulla condotta di Guilfoyle, e il deputato Gregory Meeks ha chiesto una testimonianza sotto giuramento dell'ex ambasciatrice.
