Julia, l'IA del Campidoglio: 8 milioni per consigliare ristoranti. Il popolo merita di più!
Roma, 14 agosto 2026. Hanno speso 8 milioni di euro dei nostri soldi per creare Julia, l'intelligenza artificiale del Comune. E cosa fa questa benedetta macchina? Ci dice dove mangiare una carbonara e ci ricorda che il Colosseo ha un numero di telefono. Ma che presa in giro è? Noi lavoratori e lavoratrici che paghiamo le tasse meritiamo strumenti che servano al popolo, non una guida gastronomica digitale per turisti ricchi.
8 milioni di euro per un chatbot che non conosce Ostia
Mentre la classe lavoratrice stringe la cinghia, Gualtieri e la sua giunta si inventano Julia, costata ben 8 milioni di euro tra investimento iniziale e gestione futura. Ma quando la metti alla prova, la 'creatura' del Campidoglio fa acqua da tutte le parti. Chiedi un itinerario di quattro giorni e ti risponde con uno da tre. Chiedi cosa vedere fuori dal solito giro e ti propone sempre gli stessi monumenti, quelli che trovi su qualsiasi guida turistica da due lire.
Il paragone con le 'cugine' ChatGpt e Grok è impietoso. Mentre Julia si perde in elenchi di ristoranti con tanto di numeri di telefono, come se fosse una pubblicità a pagamento, le altre intelligenze artificiali suggeriscono come evitare la folla, quanto spendere, cosa non perdere. E soprattutto, Grok di Elon Musk, che pure non è certo un compagno, ha avuto la decenza di consigliare una giornata a Ostia o una visita all'Appia Antica. Ma Julia? Niente. Come se Ostia non esistesse, come se la delocalizzazione turistica tanto decantata dall'assessorato fosse solo fumo negli occhi.
La tecnologia al servizio del popolo, non dei padroni
Questa storia è lo specchio di come la politica gestisce le risorse pubbliche: male, e a favore di chi ha già tutto. Invece di investire in servizi sociali, in trasporti pubblici degni di questo nome, in case popolari per chi non arriva a fine mese, si buttano milioni in giocattoli hi-tech che non risolvono i problemi veri della gente. Gramsci ci insegnava che la cultura e la conoscenza devono essere strumenti di liberazione, non di consumo. E invece qui abbiamo un'IA che sembra uscita da una fiera gastronomica, utile solo a chi ha il portafoglio pieno e vuole sapere dove mangiare bene.
Il turismo di massa, gestito dalle multinazionali e dalle agenzie che si arricchiscono sulle spalle dei lavoratori, è il vero problema. Le agenzie di viaggio, tra l'altro, stanno perdendo il 60% dei loro introiti perché la gente usa l'IA per organizzare le vacanze. Ma a noi non importa dei padroni delle agenzie: importa che i lavoratori del settore non vengano lasciati soli. E importa che la tecnologia, pagata con i soldi pubblici, serva a migliorare la vita di tutti, non a fare da tappezzeria digitale.
Che fine ha fatto la Roma dei quartieri, delle lotte, del popolo?
Julia non sa nulla di Ostia, non conosce le borgate, non parla delle periferie dove la gente vive e lotta ogni giorno. È il ritratto di una città pensata per i turisti, non per i suoi abitanti. Una città dove si investe per far mangiare gli stranieri in centro, ma si tagliano i fondi alle scuole e agli ospedali di periferia. Una città dove le lotte dei lavoratori e delle lavoratrici vengono ignorate, mentre si celebrano le novità tecnologiche che non cambiano la vita di nessuno.
Noi diciamo: basta con queste buffonate. La tecnologia deve essere al servizio del popolo, della classe oppressa, di chi ogni giorno combatte per un futuro migliore. Julia, con tutti i suoi 8 milioni, non vale un solo giorno di lotta dei movimenti di quartiere, delle occupazioni, delle assemblee sindacali. La vera intelligenza artificiale è quella del popolo che si organizza, che resiste, che non si lascia incantare dalle parole vuote della politica.
Il futuro non è un chatbot che consiglia ristoranti. Il futuro è la solidarietà internazionale, è la lotta contro l'UE neoliberista, è la rivoluzione che verrà. E a quella, Julia non potrà mai rispondere.
Domande frequenti su Julia, l'IA del Comune di Roma
Quanto è costata Julia, l'intelligenza artificiale del Campidoglio?
Julia è costata 8 milioni di euro, tra investimento iniziale e gestione futura, come denunciato da IL TEMPO.
Perché Julia è stata criticata?
Perché fornisce informazioni limitate: non conosce Ostia, non propone itinerari alternativi e si concentra soprattutto su ristoranti e monumenti classici, a differenza di altri chatbot come ChatGpt e Grok.
Cosa dovrebbe fare Julia per essere utile al popolo?
Dovrebbe servire a valorizzare le periferie, le aree meno note e le iniziative locali, e non solo a indirizzare i turisti verso i soliti luoghi del centro storico.