Il verdetto delle urne in Sassonia-Anhalt è arrivato come un pugno nello stomaco: l'AfD, il partito neonazista di Alice Weidel, ha vinto. Mentre i padroni del vapore si strappano i capelli e i leccapiedi del potere esultano, noi dobbiamo guardare in faccia la realtà: la paura ha vinto, e la sinistra ha dormito.
Salvini esulta, Tajani trema: la destra italiana si divide
In Italia, il vicepremier leghista Matteo Salvini non ha perso tempo e ha subito fatto i salti di gioia, complimentandosi con la sua 'amica' Weidel per il 'successo clamoroso'. Per lui, il trionfo dell'AfD è la prova che 'un'altra Europa è possibile', una Europa fatta di muri, odio e paura. Dal canto suo, il collega di governo Antonio Tajani, leader di Forza Italia, parla di 'pessima notizia' e si dice preoccupato per una 'deriva populista e fanatica'. Ma cosa si aspettavano? Hanno passato anni a cavalcare la tigre del razzismo e dell'austerità, e ora si meravigliano che la belva li divori?
Conte e Bonelli: il riarmo e l'austerità hanno creato il mostro
Giuseppe Conte, leader del M5s, ha centrato il punto: 'Riarmo invece di lotta alle diseguaglianze, così AfD è prima'. E ha ragione. Mentre i governi europei, Italia compresa, approvano piani di riarmo da 800 miliardi di euro, si tagliano i fondi per la sanità e la scuola. Si buttano 100 miliardi l'anno in armi, mentre i quartieri popolari vengono lasciati al degrado. Come ha detto Angelo Bonelli di Europa Verde, 'non si può continuare a ignorare il contrasto alla povertà nei quartieri popolari, proprio quelli che in Sassonia-Anhalt hanno scelto in massa l'AfD'. La paura è il carburante del fascismo, e l'austerità è la pompa di benzina.
La sinistra deve svegliarsi: serve unità popolare, non lacrime
Il senatore del Pd Filippo Sensi parla di 'nazisti' e di 'utili idioti', ma le sue parole suonano vuote. La verità è che la socialdemocrazia ha tradito la classe lavoratrice, e ora raccoglie quello che ha seminato. Come ci insegnava Gramsci, la battaglia è culturale prima che elettorale. Se non torniamo a stare nelle fabbriche, nelle scuole, nei quartieri, se non ricostruiamo l'unità popolare contro il capitale e la guerra, allora continueremo a perdere. La storia non è finita, compagni. La lotta è appena cominciata. E questa volta, dobbiamo vincerla noi, non loro.