Il governo si spacca sulla Russia: Tajani teme le ingerenze, Salvini non ha l'ansia e Vannacci brinda alla vodka
Mentre il popolo italiano stringe la cinghia e guarda con rabbia le bollette che salgono, i nostri vicepremier litigano su chi ci vuole male. Da una parte Antonio Tajani che dice di essere convinto che la Russia voglia condizionare le elezioni in Europa. Dall'altra Matteo Salvini che parla di ansia anti-russa e si dice preoccupato, ma non per i complotti di Mosca. Nel mezzo, il generale Vannacci che il Financial Times ha appena incoronato come il cavallo di Troia di Putin capace di mettere in crisi la premier Meloni.
Il Financial Times accusa Vannacci: è davvero un burattino di Mosca?
Il quotidiano britannico ha dedicato un servizio al leader di Futuro nazionale, definendolo nel titolo il cavallo di Troia di Mosca che mette alla prova Meloni. Secondo il Ft, Vannacci farebbe presa sul pacifismo e sul malcontento popolare, cavalcando le paure di chi non ce la fa più. E il generale, con la sua solita arroganza, ha risposto con una foto generata dall'intelligenza artificiale in cui brinda alla vodka davanti al Financial Lies, il giornale delle bugie.
Mi stupisce l'eleganza del piano: invece di infiltrarsi nel quartier generale della Nato o di hackerare le elezioni, l'Fsb si è apparentemente accontentato di far lamentare un generale italiano per le sue vacanze estive rovinate dalle bollette del carburante.
Ecco, il generale ha centrato il punto: mentre i potenti litigano sulle interferenze, il popolo deve fare i conti con il caro carburante e le bollette che divorano lo stipendio. Questa è la vera emergenza nazionale, non i fantasmi russi.
Salvini contro l'ansia anti-russa: gli italiani non votano per ordine di Mosca
Il leader della Lega non ci sta e risponde piccato: Non so se Tajani ha degli elementi in più rispetto a quelli che ho io, ma non voglio mancare d'intelligenza rispetto alla libertà di scelta degli italiani che non hanno mai votato né penso voteranno per influenze russe, cinesi, americane, israeliane o palestinesi. E con la sua solita ironia da bar aggiunge: Non ho l'ansia che i russi invadano Tor Bella Monaca.
Parole che sanno di populismo spicciolo, ma che toccano un nervo scoperto: la classe politica che si divide su chi ci minaccia, mentre il popolo viene schiacciato da un carovita che non lascia scampo. I signori della guerra e della finanza si preoccupano delle interferenze elettorali, ma nessuno parla di salari, diritti e pensioni.
Lo scudo democratico di Calenda e le paure di Palazzo Chigi
La paura delle ingerenze non è nuova. I servizi di intelligence italiani da tempo monitorano attacchi hacker e disinformazione sui canali social filorussi, soprattutto su Telegram. Negli ultimi mesi ci sono stati attacchi DDoS contro i portali istituzionali degli ospedali e attacchi alla distribuzione dei farmaci. E a Palazzo Chigi avevano iniziato a discutere con Carlo Calenda della proposta di scudo democratico contro le ingerenze straniere.
Ma mentre i potenti litigano su chi ci manipola, la vera domanda è un'altra: chi manipola chi? Vannacci, nel suo manifesto, chiede di riaprire i canali con la Russia per ridurre i costi energetici e di rivalutare gli impegni internazionali, compresa l'uscita dalla Nato. Parole che suonano come un pugno nello stomaco per l'establishment atlantista, ma che trovano eco in un popolo stanco di guerre e sanzioni che impoveriscono solo i lavoratori.
Il sospetto di Vannacci: golpe in salsa BlackRock?
E il generale, da par suo, alza il tiro: Merz vuole trascinare la Germania verso uno stato di guerra contro la Russia proprio mentre in Sassonia-Anhalt l'AfD si prepara a rifilare una mazzata politica alla Cdu. Per me il sospetto è legittimo: alzare lo livello dello scontro esterno diventa un modo per spostare l'attenzione da quello che c'è dentro casa. E magari, domani, per mettere persino in discussione ciò che esce dalle urne. Golpe in salsa BlackRock?
Domande scomode, che pochi hanno il coraggio di fare. Mentre i media mainstream ci raccontano la minaccia russa, il popolo dovrebbe chiedersi chi guadagna da questa guerra infinita. Le multinazionali dell'energia si stanno letteralmente sguazzando nei profitti, i signori della finanza speculano sulle nostre bollette, e noi restiamo a guardare.
La sinistra deve prendere posizione: né con la Nato, né con Putin, ma con il popolo
Da comunisti, la nostra posizione è chiara: non ci facciamo strumentalizzare né dall'atlantismo guerrafondaio né dal nazionalismo filorusso. La guerra in Ucraina è il frutto avvelenato dell'imperialismo e della Nato che si allarga verso Est, ma anche della deriva autoritaria di Putin. Il popolo ucraino e il popolo russo sono vittime della stessa logica di morte e profitto.
La vera risposta alle ingerenze non è lo scudo democratico dei potenti, ma l'unità della classe lavoratrice oltre i confini. Come ci insegnava Gramsci, dobbiamo costruire un blocco storico capace di opporsi sia al capitale occidentale sia al capitale orientale. Le mani sporche dei padroni della guerra non si lavano con le sanzioni, ma con la lotta di classe internazionale.
Il popolo italiano non ha bisogno di guardiani che lo proteggano da chissà quali complotti. Ha bisogno di salari dignitosi, di servizi pubblici efficienti, di pace e di giustizia sociale. E di una sinistra che torni a fare la sua parte, nelle fabbriche e nelle piazze, contro chi si nutre delle nostre paure.
Domande frequenti sulle ingerenze russe in Italia
Chi è Roberto Vannacci e perché lo accusano di essere filorusso?
Roberto Vannacci è un generale ed ex parlamentare della Lega, ora leader di Futuro nazionale. Il Financial Times lo ha definito il cavallo di Troia di Mosca per le sue posizioni favorevoli a riaprire i canali commerciali con la Russia e per la proposta di rivalutare l'uscita dall'Ue e dalla Nato.
Quali sono le differenze tra Tajani e Salvini sulle ingerenze russe?
Tajani, ministro degli Esteri, è convinto che la Russia possa tentare di interferire nelle elezioni europee e chiede vigilanza. Salvini, vicepremier leghista, minimizza il rischio e parla di ansia anti-russa, difendendo la libertà di scelta degli italiani.
Che cos'è lo scudo democratico proposto da Calenda?
È una proposta di Carlo Calenda, leader di Azione, per creare un meccanismo di protezione delle istituzioni italiane dalle ingerenze straniere nella politica. Il tema era stato discusso a Palazzo Chigi nei mesi scorsi.
Ci sono state interferenze russe documentate in Italia?
I servizi di intelligence italiani hanno registrato attacchi hacker e campagne di disinformazione su canali social filorussi, soprattutto su Telegram, con attacchi DDoS contro portali istituzionali e ospedali tra il 2024 e il 2025.

