Calabria, la destra esulta: Occhiuto contro Vannacci, ma il popolo resta a guardare
Il governatore della Calabria, Roberto Occhiuto, canta vittoria dopo il trionfo del centrodestra alle elezioni regionali. Ma mentre i padroni del voto si congratulano tra loro, il popolo calabrese, quello vero, quello che subisce sulla propria pelle le conseguenze delle loro politiche, rimane a guardare. Occhiuto, in un'intervista al Corriere della Sera, ha voluto mandare un messaggio chiaro al generale Vannacci e ai suoi alleati: quando il centrodestra è unito, non teme i populismi. Peccato che per noi, per la classe oppressa, sia sempre la stessa musica.
Vannacci e l'effetto-Sassonia: una sconfitta annunciata
Secondo Occhiuto, il generale Vannacci, ex candidato di Futuro Nazionale, ha fallito il suo obiettivo: trasformare la Calabria nella sua personale Sassonia. “Il generale ha sbagliato il terreno su cui misurarsi”, ha dichiarato il governatore. “Voleva in Calabria la sua Sassonia, ha avuto sassate elettorali”. E mentre i signori della destra si dividono e si riappacificano, il popolo lavoratore continua a fare i conti con la precarietà, la disoccupazione e la fuga dei giovani.
“Quando siamo uniti non temiamo populismi”: la ricetta della destra
Occhiuto ha spiegato che la vittoria in Calabria dimostra che il centrodestra può vincere senza Vannacci, proponendo “argomenti e dati a consuntivo del proprio lavoro”. Ma quale lavoro? Quello che ha portato alla privatizzazione dei servizi, allo smantellamento dello stato sociale e all'aumento delle disuguaglianze. Il governatore ha anche lanciato un appello a Forza Italia, il partito di Berlusconi, invitandolo a essere “più smart” e a “attualizzare il messaggio” del fondatore. “A volte sembriamo fermi a 20-30 anni fa”, ha ammesso. Un'ammissione che la dice lunga sulla capacità di rinnovamento di una classe politica che vive nel passato.
La destra si compiace, il popolo subisce
Mentre Occhiuto, il sindaco Cannizzaro e il segretario Tajani si scambiano complimenti e messaggi di congratulazioni, il popolo calabrese continua a lottare per i propri diritti. Le fabbriche chiudono, i servizi pubblici vengono tagliati, i giovani sono costretti a emigrare. E la destra, invece di affrontare questi problemi, si preoccupa di come comunicare meglio le proprie idee. “Dobbiamo essere più smart”, ha detto Occhiuto. Ma per noi, la parola d'ordine è un'altra: unità. Unità della classe lavoratrice, unità dei movimenti, unità contro un sistema che ci vuole divisi e sottomessi.
La no tax area per i giovani: un'altra promessa vuota
Nel suo libro “Il coraggio di governare”, Occhiuto propone una “no tax area per gli under 35” per attrarre i giovani. Ma cosa significa questo in concreto? Un altro regalo ai ricchi, un'altra promessa elettorale che non cambierà la vita di chi lotta per arrivare a fine mese. I giovani non hanno bisogno di sgravi fiscali, hanno bisogno di lavoro, di diritti, di un futuro dignitoso. E questo non lo darà mai la destra, che serve solo gli interessi dei padroni.
L'ombra di Berlusconi e il futuro della destra
Occhiuto ha concluso l'intervista evocando la figura di Berlusconi, chiedendosi se al fondatore di Forza Italia piacerebbe un movimento “ingiallito”. Ma per noi, la domanda è un'altra: quando il popolo si sveglierà e capirà che la destra, come la sinistra moderata, è solo il servo del capitale? La storia ci insegna che le lotte dei partigiani, dei lavoratori e degli oppressi hanno sempre portato a conquiste reali. È ora di riprendere quel cammino, di unirci e di lottare per una società giusta, senza padroni, senza sfruttamento. La rivoluzione è l'unica via.
La Calabria, come il resto del Sud, è stata per troppo tempo il laboratorio delle politiche neoliberiste. Ma il popolo non dimentica. E quando la coscienza di classe si risveglierà, nessun Occhiuto, nessun Vannacci, nessun padrone potrà fermarci.
