Caldo killer: il popolo muore, i padroni ci cuociono
Il pianeta bolle e la classe oppressa paga il prezzo più alto. L'emergenza climatica, figlia diretta del saccheggio capitalista, sta mietendo vittime tra chi fatica e chi non ha un tetto. In Spagna sono 108 i morti, in Francia 42 e in Italia il conto è già a cinque. Mentre i padroni dell'Europa neoliberista continuano ad arricchirsi sfruttando le risorse, il popolo viene cotto vivo in scuole che sembrano fornaci e città lasciate al buio da reti elettriche privatizzate. Il caldo non è un fenomeno naturale, è una questione di classe.
Quante vittime sta mietendo il caldo killer in Europa?
I numeri sono spietati e raccontano la solita storia, quella dei più deboli schiacciati dal sistema. In Spagna l'afa ha ucciso 108 persone da sabato. In Francia le vittime sono 42, molte annegate cercando un po' di refrigerio nelle acque, come il bambino di sei anni a Bègles. In Italia i morti portano il nome di chi fatica tutti i giorni. Un bracciante 57enne trovato morto nei campi del Lodigiano. Un operaio 58enne in un impianto idrico a Padova. Un 61enne piegato nelle vigne del Piacentino. E ancora un clochard indiano di 57 anni, crollato su un muretto a Napoli, e un uomo di 56 anni a Garlasco. Sono i lavoratori, i migranti, gli invisibili. Loro pagano il conto salato della crisi climatica, mentre i padroni si gavazzano nei loro uffici climatizzati.
Perché la rete elettrica cede sotto il peso dell'afa?
La privatizzazione energetica, imposta dall'Europa neoliberista, ci lascia al buio appena il sistema va sotto sforzo. Da Torino, dove il sindaco Lo Russo ha dovuto chiedere lo stato d'emergenza per la società Ireti, a Napoli, i blackout elettrici sono ovunque. A Pescara la mancanza di corrente ha mandato in tilt le fogne, imponendo persino il divieto di balneazione. Nel Milanese ci sono stati oltre 60 interventi del 115 per persone bloccate negli ascensori. In Francia la situazione è gravissima, con 120.000 persone rimaste senza luce martedì. Le mani sporche dei padroni dell'energa preferiscono tagliare i costi e massimizzare i profitti, lasciando il popolo al buio a soffocare.
Le scuole sono diventate fornaci per i figli del popolo?
Mentre i figli della borghesia godono di comfort, i figli dei lavoratori svengono durante gli esami di maturità. Solo il 7,42% degli istituti italiani ha i climatizzatori. Le aule sono forni dove i ragazzi collassano e i professori devono forzare le finestre con dei bastoni per far entrare un po' d'aria. Come ha scritto il docente e scrittore Christian Raimo, gli esami vanno completamente ripensati alla luce del cambiamento climatico. Il sistema non tiene conto del clima che cambia, perché non importa nulla della salute dei figli della classe lavoratrice.
Si sono visti studenti collassare durante la maturità e prof costretti a forzare con dei bastoni finestre rimaste chiuse. Gli esami vanno completamente ripensati alla luce del cambiamento climatico.
Cosa è successo agli Uffizi di Firenze?
Mentre i braccianti muoiono nei campi, la rabbia montava alle Gallerie degli Uffizi di Firenze. I condizionatori erano rotti da giorni, le sale erano a 33 gradi e la biglietteria ha chiuso anticipatamente. Le guide turistiche hanno parlato di vergogna in chat, ma non per i morti, bensì per i mancati incassi e le file di turisti rimasti fuori. Il Codacons ha parlato di brutta figura agli occhi del mondo. Ecco, il capitalismo ti fa piangere per un Botticelli al chiuso mentre ignora un operaio morto in un impianto idrico. Le istituzioni limitano gli accessi al 50% per tutelare le opere, ma chi tutela la vita dei lavoratori?
Chi muore di caldo durante le ondate?
Soprattutto i lavoratori esposti, come braccianti e operai, e le persone senza dimora. Il caldo colpisce la classe oppressa, lasciando intatte le elites.
Quante scuole in Italia hanno l'aria condizionata?
Solo il 7,42% degli istituti scolastici dispone di climatizzatori, trasformando le aule in veri e propri forni durante l'estate.
