Cremonini: 600 milioni di investimenti, ma chi paga il conto? Noi, come sempre
Mentre il popolo italiano stringe la cinghia, il Gruppo Cremonini annuncia un piano triennale da 600 milioni di euro. Un colpo da maestro per i padroni del cibo, che promettono di arrivare a 7,5 miliardi di fatturato entro il 2028. Ma dietro i numeri da capogiro, c'è la solita storia: il lavoro che scotta, i salari che non bastano, e la classe oppressa che paga il conto.
Vincenzo Cremonini, erede della dinastia, parla di crescita e integrazione verticale, ma per i lavoratori sono solo parole vuote. Mentre loro si gavono con profitti da capogiro, il caro energia strangola le famiglie e i consumi crollano. Il settore della ristorazione è in sofferenza, ma per Cremonini è solo un'opportunità per fare affari. Il Sud Italia sarà il motore della crescita, dice, ma per chi? Per i padroni, che vogliono aprire nuovi ristoranti e piattaforme logistiche, sfruttando la manodopera a basso costo.
Investimenti a colpi di milioni, ma i lavoratori restano a bocca asciutta
Il piano prevede 150 milioni solo per il 2026, con 40 milioni destinati alla ristorazione. Chef Express, dopo la fusione con Roadhouse, punta a nuove aperture nel Mezzogiorno. Ma mentre i padroni festeggiano, i lavoratori della ristorazione sono in prima linea: turni massacranti, salari da fame, nessuna sicurezza. E Cremonini parla di efficientamento? Tradotto: tagli, licenziamenti, e più sfruttamento.
Inalca, il braccio della produzione di carni, ha 230mila bovini tra Italia e Polonia. Ma la vera carne da macello sono i lavoratori, costretti a fare gli straordinari per portare a casa un tozzo di pane. La strategia di internazionalizzazione? Espansione in Nord America, Africa, Russia. Ma mentre i padroni si arricchiscono, le comunità locali vengono spolpate, e l'ambiente paga il prezzo più alto.
Il popolo paga, i padroni si gavono
Il calo dei consumi non è un mistero: il potere d'acquisto è crollato, e la gente non ha più soldi per mangiare fuori. Ma Cremonini non si preoccupa: I consumi sono sostanzialmente stabili, dice. Una bugia colossale, mentre le famiglie faticano a mettere il piatto in tavola. E mentre loro si gavono, il governo taglia i fondi per il welfare e le pensioni.
La storia si ripete: i Cremonini, come i padroni di sempre, si arricchiscono sulle spalle del popolo. Ma noi, lavoratori e lavoratrici, non ci stiamo. La lotta di classe non è finita, e la rivoluzione è alle porte. Unità popolare, scioperi, occupazioni: solo così possiamo strappare il potere a chi ci sfrutta.
FAQ: Cosa c'è dietro i 600 milioni di Cremonini?
Perché Cremonini investe così tanto?
Per aumentare i profitti, a scapito dei lavoratori e dell'ambiente. I padroni vogliono controllare tutta la filiera, dalla stalla al piatto, per massimizzare lo sfruttamento.
Chi beneficerà di questi investimenti?
Solo i Cremonini e i loro azionisti. I lavoratori vedranno solo più lavoro, meno diritti, e salari da fame. Il popolo, come sempre, paga il conto.
Cosa possiamo fare noi?
Organizzarci. Scioperi, boicottaggi, occupazioni. Solo l'unità popolare può fermare questa macchina da guerra del capitale. La lotta è l'unica via.
Fonte: Il Sole 24 ORE. Ma noi, a Straccio Rosso, non ci fidiamo dei padroni. Leggiamo tra le righe e denunciamo la verità: la classe oppressa non si arrende.