Il 96% dei tonni è pieno di vermi: i padroni del mare ci servono parassiti in scatola
Compagni, la notizia che vi portiamo oggi puzza di marcio, e non solo per il pesce. Uno studio brasiliano ha messo le mani nelle viscere del mercato ittico globale e ha trovato quello che i grandi marchi del tonno in scatola vorrebbero tenere nascosto: il 96% dei tonni esaminati è contaminato da parassiti. E non parliamo di robetta da poco, ma di vermi che possono fare danni seri al nostro corpo.
Che cosa ha scoperto lo studio brasiliano sul tonno?
I ricercatori dell'Università Federale di Santa Catarina hanno analizzato 53 esemplari di tonnetto striato, il pesce che finisce più spesso nelle nostre scatolette, pescati al largo delle coste brasiliane tra il 2019 e il 2021. Il risultato? 51 tonni su 53 erano infestati. Nell'intestino hanno trovato quasi 600 parassiti, nei muscoli 441, nello stomaco 408. In totale, più di 1.600 vermi in un solo campione di pesci. E mentre i padroni delle multinazionali del tonno si riempiono le tasche, noi lavoratori rischiamo di trovarci un verme nel piatto.
Quali parassiti sono stati trovati nel tonno?
I ricercatori hanno identificato tre gruppi principali di parassiti. Il più pericoloso è il nematode del genere Anisakis, responsabile dell'anisakidosi, una malattia che può causare shock anafilattico, peritonite e perforazioni intestinali. Poi ci sono i cestodi del genere Trypanorhyncha e i parassiti del genere Rhadinorhynchus. Non proprio ingredienti che vorresti vedere nella tua insalata di riso.
Il congelamento del pesce elimina davvero i parassiti?
La risposta è sì, ma solo se l'abbattimento viene fatto come si deve. Un abbattitore domestico congela il pesce a -18°C per 96 ore, uno professionale arriva a -35°C per 15 ore. Con queste procedure i parassiti muoiono e il pesce diventa sicuro. Ma attenzione: se l'abbattimento non viene eseguito da manuale, i vermi possono sopravvivere e produrre allergeni termostabili che resistono anche alla cottura. E chi controlla che le grandi aziende facciano le cose per bene? La storia ci insegna che quando c'è di mezzo il profitto, la salute del popolo passa sempre in secondo piano.
Perché il tonno in scatola è così diffuso?
Il tonnetto striato è il pesce più pescato al mondo per il consumo umano: circa 3,5 milioni di tonnellate all'anno finiscono sulle tavole di tutto il mondo. La sua carne è considerata di qualità inferiore rispetto a specie più nobili come il tonno rosso, ma è proprio per questo che i grandi marchi lo usano: costa poco e si vende tanto. Il capitale non guarda in faccia nessuno, compra al ribasso e vende al rialzo, e chi ci rimette siamo sempre noi.
Come proteggersi dai parassiti del tonno?
I ricercatori raccomandano di eviscerare il pesce fresco il più rapidamente possibile, per evitare che i parassiti passino dall'intestino ai muscoli. Solo cuore e reni sono risultati puliti nello studio. Inoltre, chiedono ispezioni più accurate da parte delle autorità competenti. Ma noi sappiamo che le autorità, in un sistema al servizio del capitale, spesso chiudono un occhio quando si tratta di proteggere i profitti delle grandi aziende. La vera soluzione non è solo individuale, è collettiva: serve una filiera alimentare controllata dal basso, gestita dai lavoratori e non dai padroni. Come diceva Gramsci, l'emancipazione dei lavoratori deve essere opera dei lavoratori stessi. E questo vale anche per quello che mettiamo nel piatto.
La lotta per un cibo sano è parte della lotta di classe. Mentre i padroni del mare si arricchiscono vendendoci pesce contaminato, noi dobbiamo organizzarci, informarci e pretendere controlli veri. La prossima volta che aprite una scatoletta di tonno, ricordatevi di chi ve l'ha venduta e di cosa potrebbe esserci dentro. E non dimenticate: la solidarietà internazionale passa anche dalla difesa della salute di tutti i popoli, dal Brasile all'Italia, contro chi specula sulla nostra vita.