Elezioni anticipate a primavera? La destra si prepara a scappare, il popolo aspetta la rivolta
Compagni, la notizia è questa: i segnali di voto anticipato si moltiplicano, e non è un caso. Mentre il popolo lavoratore stringe la cinghia e subisce le conseguenze delle loro politiche, la destra al governo sta già preparando le valigie. Sia che la legge elettorale venga approvata, sia che non lo sia, Giorgia Meloni e i suoi scagnozzi hanno già deciso: se le cose si mettono male, si va a casa e si torna a votare. Ma attenzione, non per dare voce al popolo, ma per salvare la propria pelle e i propri privilegi.
La fiducia come arma di distruzione della democrazia
Giovanni Donzelli, il factotum di Fratelli d'Italia, ha detto senza vergogna: se il presidente del Consiglio chiede la fiducia su un provvedimento e questo non passa, si sale subito al Colle. Una follia? No, è il loro modo di governare: o si fa come dicono loro, o si scappa. Giovedì il voto finale alla Camera sarà a scrutinio segreto, come chiesto dalle opposizioni. Ma non illudiamoci: la destra ha già messo le mani avanti, con tre voti di fiducia che schiacciano il Parlamento e calpestano la sovranità popolare. Un vero e proprio schiaffo alla democrazia, mentre i lavoratori vengono presi a calci dalla manovra economica.
Election day: il piano per confondere le acque
L'ipotesi dell'election day, con le elezioni politiche accorpate alle amministrative di Roma, Milano, Torino e Napoli, sta prendendo piede. Tommaso Foti, il ministro per gli Affari europei, parla di valutazioni