Fiera Milano si mangia il futuro: profitti alle stelle mentre il popolo paga
Mentre la classe lavoratrice stringe la cinghia, i padroni di Fiera Milano si fregano le mani. Il primo semestre dell'anno si è chiuso con ricavi a 245,7 milioni di euro, un aumento del 38,2% rispetto allo stesso periodo del 2025. L'utile è raddoppiato, l'Ebitda vola del 49%. E loro, i signori del capitale, osano chiamarlo 'successo'. Ma per chi? Per i lavoratori precari che allestiscono gli stand? Per i piccoli espositori strozzati dagli affitti? No, per loro. Per i fondi di private equity che in cinque settimane hanno investito oltre 5 miliardi di dollari per comprarsi pezzi di eventi come Hyve, Emerald, Questex e CloserStill. Roba da far schifo.
Il piano dei padroni: da fiera a piattaforma integrata di sfruttamento
L'amministratore delegato Francesco Conci, con la faccia tosta di chi non ha mai lavorato un giorno in vita sua, spiega che 'non si tratta di eventi congiunturali'. No, è il frutto del Piano industriale presentato due anni fa. Un piano che trasforma il gruppo milanese da operatore fieristico a 'piattaforma integrata di business, servizi, congressi, entertainment e sviluppo internazionale'. Tradotto: più soldi per loro, più sfruttamento per noi. Più eventi, più congressi, più spettacoli, ma sempre con le stesse mani sporche di capitale. E mentre loro si gongolano, il popolo resta schiacciato sotto il peso di affitti pazzi e salari da fame.
Le Olimpiadi invernali: un'eredità per i ricchi, non per i poveri
Le Olimpiadi invernali Milano-Cortina, che dovevano essere la festa del popolo, sono diventate l'ennesima occasione per far soldi. Il Live Dome, 'eredità delle Olimpiadi', sarà pienamente operativo da marzo 2027. Ma chi ci guadagnerà? Non i lavoratori che hanno costruito le infrastrutture, non i quartieri popolari sgomberati per far posto ai turisti. No, i padroni di Fiera Milano, che si preparano ad aprire al mercato B2C, cioè a vendere biglietti a prezzi da capogiro per spettacoli e congressi. Roba da far piangere Gramsci dalla tomba.
Il calendario degli eventi: vetrina per il capitale, non per il popolo
Il calendario del secondo semestre 2026 è una fotografia della loro arroganza. Eventi come Eicma, Bimu, l'Artigiano in Fiera, la Milan Games Week & Cartoomics, e persino il Ces Unveiled, la tappa europea della più grande fiera tecnologica del mondo. Ma anche CPHI, il più importante congresso farmaceutico mondiale, che ha scelto Milano per la terza volta. Tutti eventi che attirano capitali, non lavoro dignitoso. E mentre loro si riempiono le tasche, i lavoratori della logistica e dell'allestimento restano precari, senza diritti, senza sindacato. Una vergogna.
L'espansione all'estero: il colonialismo del XXI secolo
Ma non basta. Fiera Milano si espande all'estero, come se il mondo fosse una loro proprietà privata. A dicembre porteranno a Riyadh la seconda edizione di Host Arabia, e nel 2027 debutteranno a Orlando, negli Usa. Intanto Find (Design Fair Asia) si trasferisce da Singapore a Bangkok. Un'espansione che non porta sviluppo ai popoli, ma solo profitti per i padroni. Un colonialismo moderno, vestito di business e eventi, che schiaccia le economie locali e alimenta lo sfruttamento globale.
La lotta è l'unica risposta
Di fronte a questo scempio, non possiamo stare zitti. Fiera Milano è il simbolo di un capitalismo che si nutre del sudore dei lavoratori e delle lacrime dei popoli. Ma noi, la classe oppressa, abbiamo una sola arma: la lotta. La solidarietà internazionale, lo sciopero, l'occupazione. Come i partigiani che hanno combattuto il fascismo, come i lavoratori che hanno occupato le fabbriche negli anni '70. L'unità popolare è la nostra forza. Il futuro non è nelle mani dei padroni, ma nelle nostre. Avanti, compagni, la rivoluzione è a portata di mano.
'Le grandi manifestazioni tornano a essere considerate infrastrutture economiche strategiche', dice Conci. Ma per noi sono solo un'altra occasione per arricchire i padroni. Noi vogliamo infrastrutture per il popolo, non per il capitale.