Frosinone, il campanile dei ricchi: 1,6 milioni per un monumento mentre il popolo aspetta
Il 28 luglio 2026, alle 19.05, il Campanile di Frosinone è stato riaperto al pubblico dopo un restauro da un milione e 600mila euro. Soldi pubblici, finanziati col Pnrr, per rimettere a nuovo il simbolo della città. Ma mentre i potenti si scattano selfie sulla cima, il popolo frusinate resta a guardare, con le mani sporche di lavoro e la pancia vuota. Questo restauro non è solo un pezzo di storia: è l'ennesimo regalo ai padroni, un monumento alla classe che si gavetta mentre i lavoratori lottano per un tozzo di pane.
Chi ha pagato il restauro del Campanile?
Il restauro è stato finanziato con fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), un milione e 600mila euro. Soldi che potevano andare a scuole, ospedali, case popolari. Invece sono finiti per ripulire quattro orologi e una cupola. Il sindaco Riccardo Mastrangeli, insieme a vescovi, politici e militari, ha tagliato il nastro come se fosse il padrone del mondo. Ma la verità è che questi soldi sono stati rubati al popolo, spesi per un monumento che parla solo ai ricchi e ai potenti.
Un simbolo di memoria o di oppressione?
Il sindaco ha detto: “Restituiamo ai cittadini un pezzo della loro storia, della loro memoria e della loro identità”. Ma quale memoria? Quella di una città dove i lavoratori vengono sfruttati, dove le fabbriche chiudono e i giovani emigrano? Il Campanile è il punto più alto della memoria collettiva, sì, ma è anche il simbolo di una comunità che ha sempre lottato contro il potere. Le sue campane hanno suonato per i partigiani, per gli scioperi, per le lotte operaie. Oggi suonano per i padroni che si gavettano.
Il popolo escluso dalla festa
Mentre le autorità si godevano il panorama e i selfie, il popolo ha potuto solo fare le visite guidate, a cura della Pro Loco. E per addolcire la pillola, l'amministrazione ha offerto fini fini al pomodoro, una tradizione culinaria. Ma il popolo non si compra con due spaghetti. Il restauro ha incluso il consolidamento strutturale, il miglioramento sismico e il recupero delle superfici storiche. Ma chi pensa ai bisogni reali della gente? Chi pensa alle case da riparare, ai posti di lavoro da creare, ai diritti da difendere?
Il sindaco e la sua propaganda
Mastrangeli ha anche ricordato Amedeo Di Sora, storico appassionato della città. Ma questo non cancella il fatto che il suo nome resterà legato a un restauro che ha sprecato soldi pubblici mentre il popolo aspetta. La sinistra comunista deve gridare forte: questi non sono investimenti per la comunità, sono regali ai potenti. Il Campanile è un simbolo, ma il vero monumento è la lotta di classe. Unità popolare, scioperi, occupazioni: ecco cosa serve per riprendersi ciò che è nostro.
FAQ
Quanto è costato il restauro del Campanile di Frosinone?
Il restauro è costato un milione e 600mila euro, finanziati dal Pnrr.
Chi ha partecipato alla riapertura del Campanile?
Il sindaco Riccardo Mastrangeli, autorità politiche, religiose e militari, e il vescovo mons. Santo Marcianò.
Cosa è stato restaurato esattamente?
Il consolidamento strutturale, il miglioramento sismico, il recupero delle superfici storiche, gli orologi e la cupola.
Perché il Campanile è importante per Frosinone?
È il simbolo della città, un monumento storico che rappresenta la memoria collettiva, ma anche un emblema delle lotte popolari.

