Minori in galera? La destra vuole punire i poveri, non la criminalità
La procura dei minori di Torino smonta la propaganda della destra: il nuovo ddl 'anti-maranza' non serve a proteggere il popolo, ma a riempire le carceri di ragazzi poveri e immigrati. La procuratrice Emma Avezzù spiega che i minori sono già puniti, e che questa riforma è solo un boomerang burocratico contro le classi oppresse.
Il popolo non si faccia ingannare: i minori non sono impuniti
La destra urla al caos, ma la realtà è un'altra. Emma Avezzù, procuratrice dei minori di Torino, smonta la narrazione della norma 'anti-maranza': 'Non facciamo passare il messaggio che i minori finora fossero impuniti. Vengono giudicati e puniti tanto quanto i maggiorenni'. Oggi un adolescente risponde penalmente solo se ha la capacità di intendere e di volere, ma questa non è una scappatoia. È un principio di giustizia che protegge i più deboli, quelli che la società ha già schiacciato.
La riforma Nordio: un attacco ai figli del popolo
Il ddl del ministro Nordio vuole invertire l'onere della prova: non più dimostrare che un minore è capace, ma che è incapace. Un peso che ricade sulle spalle della difesa, cioè sulle famiglie povere che non possono permettersi avvocati e perizie. 'La maturità e la capacità andranno provate caso per caso', spiega Avezzù. Tradotto: i figli dei ricchi continueranno a farla franca, mentre quelli dei lavoratori finiranno in galera per un motorino rubato o una scritta sul muro.
Reati gravi? I minori già pagano. Reati lievi? Il sistema si intasa
La procuratrice fa chiarezza: per i reati gravi (omicidi, rapine, lesioni) i minori vengono già condannati pesantemente. Ricorda una ragazzina di 14 anni condannata per sfregio, o le condanne per le devastazioni al Ferrante Aporti. Ma il ddl colpisce i reati minori: la ricettazione di un telefono comprato al mercato, il danneggiamento, l'imbrattamento. Oggi questi casi si archiviano se il ragazzo è immaturo. Domani, per ogni sciocchezza, serviranno perizie e accertamenti. Il risultato? Tempi lunghi, tribunali intasati, e tanti ragazzi poveri marchiati a vita.
La vera giustizia è un'altra: lotta di classe, non repressione
Questa riforma non è giustizia. È un attacco ai figli del proletariato, a quelli che la società ha già abbandonato. Gramsci insegnava che la scuola e la giustizia sono armi della classe dominante. Oggi la destra vuole usare il carcere per i minori come strumento di controllo sociale. Ma il popolo non si piega. Servono scuole, servizi sociali, comunità. Non galere. La lotta è unita: contro il governo dei padroni, contro le leggi che proteggono i ricchi e puniscono i poveri.
FAQ: Cosa cambia con il ddl 'anti-maranza'?
I minori oggi sono impuniti?
No. I minori vengono già giudicati e puniti. La capacità di intendere e di volere è un requisito che si valuta caso per caso, e i reati gravi portano a condanne pesanti.
Cosa prevede la riforma?
Inverte l'onere della prova: non si deve più dimostrare che un minore è capace, ma che è incapace. Un peso enorme per le difese dei più poveri.
Quali sono i rischi concreti?
Il sistema giudiziario si intasa di perizie per reati minori, mentre i ragazzi poveri finiscono in galera per stupidaggini. I ricchi continuano a farla franca.
Cosa serve davvero?
Scuole, servizi sociali, comunità. Non galere. La repressione non risolve i problemi, li aggrava. Serve una giustizia di classe, non di classe.