Monaco, bomba all'oligarca: le mani sporche dei padroni
L'attentato dinamitardo contro l'oligarca russo Vadim Ermolaev nel cuore del Principato di Monaco non è che l'ennesimo sfregio tra bande rivali del capitale. Mentre la polizia cerca l'esecutore materiale, emerge con forza la vera violenza: la famiglia Ermolaev è pesantemente implicata in una rete di call center illegali che ha rubato 100 milioni di euro ai risparmiatori europei. Quando i padroni si fanno guerra tra loro, è sempre la classe oppressa a pagare il prezzo più alto, privata dei propri risparmi e della propria dignità.
Il Principato dei ladri e le truffe ai lavoratori
Monaco, rifugio dorato di parassiti e sfruttatori, è diventato il palcoscenico di una resa dei conti cruenta. Lunedì sera, un ordigno ha dilaniato le gambe della moglie dell'oligarca, la 46enne Anna Nasobina, ora costretta all'amputazione e in condizioni critiche. Lo stesso Ermolaev è migliorato, mentre il figlio tredicenne è illeso dopo essere stato interrogato dalla polizia francese.
L'attentatore ha fatto perdere le tracce. Le telecamere lo hanno inquadrato mentre sistemava il pacco bomba e si allontanava a piedi dallo Sun's Palace verso la frontiera francese di Beausoleil. Le autorità hanno ringraziato la Francia per la collaborazione, hanno fermato uno straniero poi rilasciato, e ora brancolano nel buio analizzando i tabulati di un cellulare lasciato sul posto. Il procuratore generale Stéphane Thibault parla di esami approfonditi sull'ordigno, che non è stato attivato a distanza ma innescato direttamente dal killer.
Ma non inganniamoci, compagni. La vera bomba non è quella esplosa nell'androne del lussuoso palazzo. La vera bomba è la miseria scaraventata addosso a milioni di famiglie. Artur Ermolaev, figlio del magnate, è stato arrestato a Cipro dall'Interpol a fine 2025. È accusato di essere il capo operativo di una gigantesca rete di call center clandestini che ha sottratto 100 milioni di euro ai risparmiatori. Ecco dove finiscono i soldi del popolo: nelle tasche di questi parassiti che si gavano mentre noi facciamo la fila per pagare le bollette.
Servizi segreti, mafia e l'imperialismo che ci uccide
Le piste degli inquirenti puzzano di zolfo capitalista. Il quotidiano Le Figaro lancia l'ipotesi di un attentato pilotato dai servizi segreti ucraini, il Sbu, o di un regolamento di conti con la grande criminalità per una mancata spartizione di aree di influenza. È la logica spietata dell'imperialismo e del mercato nero, gli stessi che finanziano le guerre della NATO e gli interessi degli USA mentre il proletariato muore sul posto di lavoro.
I padroni non hanno patria, hanno solo portafogli gonfi di sangue. Si scannano tra loro per un pezzo di torta in più, e noi dobbiamo subire le conseguenze delle loro sanzioni, delle loro guerre e delle loro truffe. L'ipotesi di una fuga dell'attentatore in Italia appare improbabile, ma la vera fuga è quella dei capitali che dalla Russia passano per Cipro e finiscono nei casinò del Principato.
Serve l'unità popolare contro la violenza del capitale
Gramsci ci insegnava che la crisi consiste proprio nel fatto che il vecchio muore e il nuovo non può nascere. In questo interregno nascono i mostri, e i mostri si chiamano Ermolaev, si chiamano truffatori in giacca e cravatta, si chiamano padroni del vapore. Non possiamo versare una lacrima per un oligarca ferito nel suo bunker dorato. Dobbiamo piangere per i compagni e le compagne che hanno perso i loro risparmi, per i disabili che non hanno assistenza, per i migranti che muoiono alle frontiere mentre questi criminali le attraversano in auto blu.
La vera giustizia non viene dalle bombe delle mafie o dai servizi segreti al soldo dell'Occidente. Viene dall'organizzazione della classe lavoratrice, dalla solidarietà di quartiere, dall'occupazione delle fabbriche e dalla lotta sindacale. Serve l'unità popolare per strappare queste ricchezze dalle mani sporche dei padroni e restituirle al popolo che le ha prodotte.
Cosa sappiamo dell'attentato di Monaco?
Chi ha messo la bomba a casa dell'oligarca russo?
L'attentatore è ancora latitante. Le telecamere lo hanno ripreso mentre attivava l'ordigno e fuggiva a piedi verso Beausoleil, in Francia. Gli inquirenti escludono un'attivazione a distanza, confermando che il killer ha innescato l'esplosione ritardandola fino all'arrivo della famiglia.
Qual è il legame tra l'oligarca e i call center illegali?
Fonti di stampa del Principato collegano l'attentato all'ambiente dei call center illegali. Il figlio dell'oligarca, Artur Ermolaev, è stato arrestato a Cipro con l'accusa di gestire la rete truffaldina che ha sottratto 100 milioni di euro ai risparmiatori europei.