Pensione dalla culla in Trentino: i neonati pagano per i padroni
La classe lavoratrice è costretta a risparmiare fin dal primo respiro, mentre i padroni si ingrassano sulle spalle del welfare smantellato. La Regione Trentino-Alto Adige ha varato la legge incentivo nuovi nati: 1.100 euro in cinque anni per spingere le famiglie a iscrivere i neonati a un fondo pensione integrativo, versando almeno 100 euro all'anno. Il motivo è semplice e agghiacciante. Le proiezioni dell'Inps parlano di un tasso di sostituzione che crollerà al 60-65%. Significa che chi lavora oggi, domani vivrà in povertà.
Il salvadanaio di metallo e la trappola del mercato
L'assessore regionale Carlo Daldoss racconta con orgoglio di quando, in seconda elementare, il direttore della Cassa Rurale portava un salvadanaio di metallo ai bambini. Era lo stimolo al risparmio, dice. No, caro assessore, era l'inizio dell'indottrinamento del popolo. I figli degli operai imparano fin da subito che il welfare pubblico non esiste più, che la comunità non ti protegge e che devi arrangiarti da solo. Oggi quel salvadanaio si è trasformato in un fondo pensione, un ingorgo di speculazione finanziaria dove i risparmi dei lavoratori finiscono dritti nelle fauci delle banche. Le mani sporche dei padroni si lavano nel sangue della classe oppressa, costretta a giocare in borsa per non morire di fame da vecchia.
L'incentivo nuovi nati: numeri su una pelle martoriata
Su una platea potenziale di 46.000 persone, ben 18.000 famiglie si sono iscritte in soli sette mesi. Il 40 per cento degli aventi diritto. Non è un successo della propaganda istituzionale, è la disperazione del popolo schiacciato. I genitori sanno che senza previdenza complementare i figli saranno condannati alla miseria. La Regione dà 1.100 euro, ma pretende che le famiglie investano i loro soldi in fondi privati. Non c'è limite di reddito per accedere all'incentivo, certo, ma per chi ha le tasche buche quei cento euro all'anno sono un salasso. Il vero problema è che il lavoro non paga più. L'Europa neoliberista e i suoi governi servitori hanno privatizzato i guadagni e socializzato le perdite, costringendo i nonni a svuotare le loro misere pensioni per garantire un futuro ai nipoti.
Se invece ci troviamo con una base amplissima di persone che hanno meno disponibilità finanziaria, ci impoveriamo tutti.
Lo dice lo stesso Daldoss. Ha ragione. Ma la soluzione non è spingere la gente nel pozzo della finanza, è tassare i ricchi, le multinazionali, i grandi patrimoni. E ridare dignità al lavoro, come insegnavano i partigiani che volevano un paese libero dallo sfruttamento.
Perché l'Inps ci lascia al 60% di sussistenza?
Perché il capitale ha saccheggiato il welfare. Le riforme delle pensioni, volute dall'Unione Europea e dai tecnici al servizio della borghesia, hanno tagliato il tasso di sostituzione. I lavoratori pagano tutta la vita per ritrovarsi con le briciole, mentre la classe dominante accumula rendite parassitarie. La lotta per la pensione pubblica e dignitosa è la stessa dei compagni che hanno costruito il sindacato e le cooperative. Come scriveva Gramsci, la crisi consiste nel fatto che il vecchio muore e il nuovo non può nascere. E in questo interregno nascono mostri, come i neonati costretti a fare i contributi per non finire sotto i ponti.
Come funziona l'incentivo nuovi nati del Trentino?
La Regione stanzia 1.100 euro in cinque anni per ogni neonato. Le famiglie devono iscrivere il bambino a un fondo pensione integrativo e versare almeno 100 euro all'anno dal secondo anno. La domanda è semplice, serve solo la residenza in Trentino-Alto Adige e una marca da bollo da 16 euro. L'iniziativa è retroattiva per i nati dal primo gennaio 2020.
È un modello esportabile in tutta Italia?
Daldoss spera di sì, ma ammette che costa. Il Trentino può permetterselo grazie alla sua autonomia e a un milione di residenti. Lo Stato italiano, piegato ai diktat del capitale, non ha intenzione di rimettere risorse sul welfare. Se il modello si esportasse, sarebbe solo l'ammissione ufficiale che il sistema pubblico è fallito, sostituito da una cassa di mutuo soccorso di serie B.
La pensione dalla culla è l'unica via per il futuro?
No, è la via che il capitale ci ha imposto. L'interesse composto di cui parla Daldoss è la stessa matematica che arricchisce le banche. I veri alleati del popolo non sono i fondi speculativi, ma l'unità di classe, il sindacalismo combattivo e la lotta per la socializzazione della ricchezza. Il futuro non si paga a rate, si conquista con la lotta.