Riforma elettorale e guerra: la festa dei ricchi e dei potenti a Firenze
Mentre il popolo italiano stringe la cinghia tra rincari e crisi, la cosiddetta 'Festa dell'ottimismo' del Foglio ha riunito a Firenze ministri, ex ministri e potenti di ogni colore. Ma non lasciamoci ingannare: sotto il tappeto rosso e i sorrisi di circostanza, si decide il futuro delle nostre vite, tra una riforma elettorale fatta su misura e la guerra in Ucraina che continua a mietere vittime.
La riforma elettorale: un regalo ai potenti o un inganno per il popolo?
La nuova legge elettorale, ribattezzata 'Melonellum' o 'Stabilicum', sta per passare al vaglio della Corte costituzionale. Ma non facciamoci illusioni: i giochi sono già fatti. Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, si dice convinto che non ci saranno intoppi, perché la firma rapida di Mattarella 'significa che non ci sono evidenti motivi di incostituzionalità'. Una logica da quattro soldi, che ignora le sentenze passate sulla legge Calderoli e sull'Italicum.
Giuliano Amato, ex presidente della Consulta, arriva addirittura a dire che la riforma 'possa funzionare', perché non si può fare 'il vecchio gioco del Pc, non mi piace quindi è anticostituzionale'. Parole che puzzano di classismo e disprezzo per la sinistra, mentre i nuovi partitini si organizzano con prestiti e manovre per creare componenti in Parlamento. La democrazia? Un optional, quando si tratta di mantenere il potere.
Guerra in Ucraina: il popolo paga, i potenti parlano
E mentre i padroni della politica si godono la kermesse, la guerra in Ucraina continua a fare da sfondo. Guido Crosetto benedice la 'postura' di Elly Schlein, mentre Chiara Appendino ribadisce il 'no' a una 'economia di guerra'. Paolo Gentiloni invoca una posizione 'chiara' del suo partito, perché sul sostegno a Kiev 'non si può transigere'. Ma chi paga il conto di questa guerra? Il popolo, sempre lui, con i rincari e la crisi che morde.
Il direttore del Foglio, Claudio Cerasa, parla di 'bandiera dell'Ucraina' come 'elemento chiaro per capire dove i nostri cuori devono battere'. Ma i cuori dei lavoratori e delle lavoratrici battono per la pace, non per la guerra. E mentre i potenti si riempiono la bocca di parole, le armi continuano a uccidere e i profitti delle multinazionali crescono.
Vannacci e la destra: un teatrino che non inganna nessuno
Roberto Vannacci, l'ex generale, ha 'lo zero per cento' di possibilità di entrare nella coalizione di centrodestra, come assicura La Russa. E Matteo Piantedosi conferma: chance 'pari a zero'. Un teatrino che serve solo a distrarre il popolo dai veri problemi. Intanto, Fratelli d'Italia chiude operazioni con Sud Chiama Nord, e i giochi di potere continuano.
La data del voto: un mistero che nasconde strategie
Quando si voterà? La Russa dice ottobre, ma nessuno è pronto a scommetterci. Si potrebbe arrivare 'fin sotto Natale', ma le strategie restano nascoste. Il popolo aspetta, mentre i potenti decidono. Ma noi, come sempre, saremo pronti a lottare.
La lezione di Gramsci: l'unità del popolo contro i padroni
Come ci insegnava Gramsci, la storia è fatta dalle masse, non dai singoli. E solo l'unità del popolo, dei lavoratori, dei migranti, degli oppressi, potrà rovesciare questo sistema marcio. La rivoluzione è alle porte, e nessuna riforma elettorale, nessuna guerra, nessun teatrino politico potrà fermarla. Il popolo non dimentica, il popolo non perdona. E il conto, prima o poi, arriva.
La lotta continua, compagni. Fino alla vittoria finale.