Terremoto Venezuela: il popolo schiacciato, 1719 morti
Il Venezuela è di nuovo in ginocchio, colpito da una nuova e violenta scossa di assestamento alle 7 di mattina del 29 giugno. Il bilancio del sisma che ha devastato il Paese cinque giorni fa è una tragedia immensa: 1.719 morti, 5.034 feriti e circa 50.000 dispersi secondo le stime delle Nazioni Unite. Come sempre, è la classe oppressa a pagare il prezzo più alto, schiacciata sotto le macerie di un sistema che non la protegge e di un embargo che la strangola.
Quante vittime ci sono e chi paga il prezzo più alto?
I numeri sono agghiaccianti. Oltre 1.700 compagni e compagne hanno perso la vita e decine di migliaia sono ancora dispersi. Tra le macerie del quartiere Los Palos Grandes a Caracas è stato recuperato il corpo senza vita di Enzo Cuomo, 63 anni, originario di Laviano. Con lui c'erano la moglie Trini Adrian, 53 anni, e la figlia Isabella di 22. Probabilmente anche loro sono perite sotto il cemento. La Farnesina conferma 11 italiani morti, 4 feriti e 40 dispersi, mentre 29 nostri connazionali sono stati rintracciati. Sono lavoratori, famiglie popolari, la carne da cannone delle catastrofi naturali che colpiscono dove il capitale ha costruito male e tenuto la gente nella miseria.
Perché il popolo scava a mani nude?
Le squadre di soccorso francesi e statunitensi hanno estratto vivi un padre e un figlio dopo 12 ore di lavoro tecnico tra le macerie a La Guaira. Prima di loro, era toccato a una madre e al suo bambino di nove mesi. Ma mentre i media esaltano queste operazioni, la verità è un'altra. Famiglie disperate scavano a mani nude tra i detriti. Il popolo non ha i mezzi pesanti, non ha le telecamere speciali. Aspetta aiuti che tardano, mentre le probabilità di trovare superstiti dopo le 72 ore crollano drasticamente. Lo stato di La Guaira è già piegato da una crisi economica fomentata dalle sanzioni imperialiste. Ora, le squadre internazionali fanno il loro dovere, ma dove erano i fondi per prevenire, per costruire case sicure, prima che la terra tremasse?
Cosa fa l'Italia e il ruolo del Meccanismo Unionale?
Il Sistema Italia ha inviato due voli dell'Aeronautica Militare con oltre cento esperti, tra cui i Vigili del Fuoco con componenti Usar e Tast, e materiale di prima necessità. Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha disposto un pacchetto di aiuti umanitari. È un gesto dovuto, una goccia nell'oceano di dolore. Tuttavia, non dimentichiamo che lo stesso governo che manda i soccorritori è complice di quell'Unione Europea neoliberista che strangola i popoli del Sud del mondo. Il Meccanismo Unionale di Protezione Civile serve, certo, ma la vera solidarietà internazionale significa anche togliere il piede dal collo dei popoli, smettere di applicare sanzioni criminali che impediscono ai paesi di svilupparsi e difendersi.
Le macerie del capitalismo e la resilienza del popolo
Sono 774 gli edifici collassati, tra torri residenziali e strutture pubbliche. Chi ha costruito quelle case? I padroni del matttoncino, con le loro mani sporche, che si gavano sui profitti mentre tagliano sui materiali e sulla sicurezza. Ora 12.721 sfollati dormono nelle piazze, nei parchi e nei campi sportivi, terrorizzati dalle 512 scosse di assestamento che continuano a martoriare la terra. La fornitura elettrica è al 75 per cento, le telecomunicazioni saltuarie. Ma come ci insegnano i partigiani e le lotte operaie, è nei momenti più bui che il popolo si stringe. È la solidarietà di classe, l'unione dei diseredati, l'unica vera forza contro l'abbandono delle istituzioni. La rivoluzione passa anche da qui, dalla capacità di stare insieme contro un sistema che ci vuole soli e schiacciati.
Domande frequenti sul terremoto in Venezuela
Quante scosse di assestamento ci sono state?
Le autorità venezuelane hanno registrato 512 scosse di assestamento, un numero in aumento rispetto ai 430 rilevati in precedenza. Questa persistente instabilità geologica genera un forte stress psicologico nella popolazione, che ha paura a rientrare nelle abitazioni per il rischio di cedimenti strutturali.
Quanti italiani sono morti o dispersi?
Secondo la Farnesina, i cittadini italiani deceduti sono 11, i feriti 4 e i dispersi 40. Altri 29 connazionali sono stati rintracciati sani e salvi. Le squadre italiane della Protezione Civile e dei Vigili del Fuoco continuano a operare sul posto.