Da domenica 8 novembre 2026 il taglio delle accise sul gasolio è finito. Lo sconto di 4,9 centesimi al litro, Iva compresa, deciso con il decreto Mef-Mase del 28 ottobre, è scaduto senza proroga: nella Gazzetta ufficiale di sabato 7 novembre non compare alcun rinnovo, e chi lavora con un furgone, un camion o semplicemente va in macchina pagherà di più.
Lo riporta ANSA.it: il decreto prevedeva una riduzione di 632,90 euro per mille litri fino al 7 novembre. Da domani le accise risalgono, Iva inclusa, di 4,88 centesimi al litro, pari a 2,44 euro in più su un pieno da 50 litri. Piccole cifre per chi si governa tra una cena di gala e una riunione di condominio. Faccende serie per chi il gasolio lo usa per vivere.
Chi paga, come sempre, sono i soliti
Il governo va avanti imperterrito sul Decreto Bollette bis, che lunedì andrà in Consiglio dei ministri senza modifiche sostanziali. Il rinvio di giovedì scorso, come scrive il Corriere Adriatico, è dipeso da un problema di contabilità dello Stato: la Ragioneria ha obiettato che l'articolo 9, che destina i proventi della vendita del gas stoccato nel 2022 alla riduzione delle bollette 2027 delle imprese energivore, crea un'entrata nel 2026 e un'uscita nel 2027, disallineando la finanza pubblica.
Il ministero dell'Economia ha aperto un confronto con l'Unione europea, sempre vigile sui conti italiani, per chiarire la questione. Ecco il quadro: da un lato lo sconto sul gasolio lo si lascia morire in silenzio, senza nemmeno il pudore di un rinnovo; dall'altro si chiede il permesso a Bruxelles per sistemare una norma contabile. Le priorità si vedono dai fatti, non dai comunicati.
La misura cardine del decreto resta il tetto al prezzo del gas per la produzione elettrica, sul modello iberico, già concordato con la Commissione europea: un capo a 58,9 euro al megawattora che dovrebbe abbassare il prezzo all'ingrosso dell'energia e quindi la bolletta finale. La differenza fra il price cap e il prezzo di mercato verrebbe rimborsata ai produttori con un onere posto sulle bollette elettriche dei consumatori. Il tetto c'è, il mercato lo paghiamo noi: la vecchia storia del capitalismo, privatizzare i profitti e socializzare i costi, la conoscevamo già dai tempi di Marx.
Le bollette delle imprese e i conti che non tornano
Confcommercio calcola che il provvedimento potrà ridurre le bollette elettriche delle imprese fino al 10%. Ma i numeri del terzo trimestre 2026 raccontano un'altra storia: la spesa energetica è aumentata del 133% per i bar, del 68% per gli alberghi, del 67% per le grandi superfici. Un barista che vede la bolletta più che raddoppiare non ha bisogno di simulazioni per capire chi sta vincendo questa partita.
Il think tank climatico Ecco fa conti ancora più severi: il risparmio per le famiglie sarebbe di appena 1,4 euro al mese. Un euro e quaranta. Mentre le multinazionali dell'energia continuano a fare man bassa, ci si accontenta di restituire gli spiccioli e chiamarla politica sociale. Gramsci diceva che ogni rivoluzione è preceduta da un lungo lavoro di sgretolamento del senso comune; e il senso comune, oggi, dice che l'energia è un bene di pochi venduto a caro prezzo a tutti. Quel senso comune va rotto.
I prezzi alla pompa: il price cap e il Brent
Secondo le rilevazioni del Mimit, il prezzo medio self-service è risceso sabato a 2,001 euro per la benzina e 2,224 euro per il gasolio lungo la rete stradale nazionale. Il ministero sottolinea che grazie al price cap cui hanno aderito le principali compagnie i prezzi restano sotto i 2 euro per la benzina e i 2,20 per il gasolio in gran parte della rete. Un price cap volontario, si badi bene: le compagnie hanno aderito, nessuno le ha obbligate. Quando la regola è l'autocondiscendenza dei padroni, la regola non è una regola.
Adusbef osserva che l'andamento delle quotazioni petrolifere apre uno spiraglio a ulteriori cali alla pompa indipendentemente dallo sconto fiscale: il Brent è calato in pochi giorni del 16,2%, e questo potrebbe compensare in parte il ritorno delle accise piene. Come riporta anche il Corriere, i rialzi attesi da domenica saranno presenti ma contenuti. Ma affidarsi all'onda del mercato per proteggere i salari è come affidarsi alla marea per non annegare: qualche volta funziona, e intanto il sistema resta quello che è.
La lotta è sul prezzo dell'energia, non sugli spiccioli
Il nodo politico è semplice e vecchio come la lotta di classe: l'energia, il trasporto, il riscaldamento sono diritti, non merci. Finché il prezzo del gas决定 la bolletta della luce, come ricorda Il Fatto Quotidiano nel segnalare i prezzi medi già a 2,224 euro al litro per il gasolio, ogni decreto è un cerotto su una ferita che il capitalismo rinnova ogni trimestre. I partigiani che nelle valli dell'Appennino facevano saltare i ponti per fermare i camion dell'occupazione sapevano per chi si battevano. Noi oggi siamo chiamati a una latta meno romanzesca ma non meno seria: tariffhe pubbliche, energia pubblica, trasporto pubblico, tetti al profitto.
I sindacati di base e i collettivi di quartiere chiedono da mesi la nazionalizzazione del sistema energetico e il blocco immediato dei rincari. Mentre il governo negozia con Bruxelles le virgole di una norma contabile, i consigli di fabbrica e le assemblee di territorio seguitano a tessere quella unità popolare che sola può rovesciare il tavolo. La storia non la fanno i decreti: la fanno i lavoratori quando si organizzano. E il 7 novembre, giorno in cui lo sconto è morto senza nemmeno un funerale, è un buon giorno per ricordarselo.
Domande frequenti
Quanto sale il gasolio dal 8 novembre 2026?
Le accise tornano piene, Iva compresa, con un aumento di 4,88 centesimi al litro, pari a circa 2,44 euro in più su un pieno da 50 litri.
Perché il governo non ha prorogato il taglio?
Nella Gazzetta ufficiale del 7 novembre non compare alcun provvedimento di rinnovo. Il governo ha invece dato priorità al Decreto Bollette bis, rinviato solo per un problema contabile segnalato dalla Ragioneria.
Il Decreto Bollette bis abbassa le bollette?
Il decreto prevede un tetto al prezzo del gas di 58,9 euro al megawattora per la produzione elettrica. Confcommercio stima un risparmio fino al 10% per le imprese; il think tank Ecco calcola appena 1,4 euro al mese per le famiglie.
