Giovanni Simeone attraversa il digiuno più lungo della sua carriera italiana da titolare: in casa, in campionato, non segna da oltre sei mesi, e domenica contro il Lecce saranno passati 183 giorni dall'ultima rete granata allo stadio Olimpico. A raccontarlo, il 6 novembre, è Tuttosport, che dipinge un attaccante spremuto ma mai domo, un ragazzo che ci mette l'anima ogni volta che scende in campo.
L'ultima rete in Serie A a Torino risale all'8 maggio, un colpo di testa su cross di Ebosse contro il Sassuolo, quella dell'1 a 1 prima del gol di Pedersen che firmò il 2 a 1. Da allora, silenzio in casa. Solo una rete in Coppa Italia contro la Carrarese, il 15 agosto, e una doppietta straordinaria a Parma il 19 ottobre, i primi gol di questo campionato. Dieci presenze in dieci giornate, una sola volta dalla panchina: il Cholito è una colonna della squadra, e proprio per questo sei mesi senza gol davanti ai propri tifosi sono, come scrive Tuttosport, un unicum nella sua esperienza italiana.
La mindfulness del Cholito: due dita sul collo e la mente ripulita
Il segreto di Simeone non è una ricetta magica da spogliatoio borghese, è disciplina del corpo e della psiche, roba che i lavoratori conoscono bene. Da una decina d'anni pratica la mindfulness, una meditazione specifica che ha scoperto a 21 anni, quando lasciò l'Argentina per approdare al Genoa.
„Non riuscivo a stare da solo con me stesso“, ha confessato. „In questi anni ho lavorato molto sulla mia psiche, ho anche imparato nuove tecniche di respirazione. Spengo le luci, accendo due candele, metto musica da meditazione e mi ripulisco la mente.“
Prima di entrare in campo si appoggia due dita sul collo, controlla la respirazione e i battiti cardiaci, si concentra sulla sequenza e allontana l'ansia. Non è new age da centro benessere: è un lavoratore che impara a gestire le pressioni del mestiere, come l'operaio impara a gestire il ritmo della catena. E la respirazione come arma contro l'ansia da prestazione è una pratica seria, confermata anche da La Gazzetta dello Sport, che spiega come la respirazione diaframmatica, ad esempio la tecnica 4-7-8, spenga l'allarme rosso dello stress con un comando biologico.
„Prima o poi la palla entra, per forza“
La frase che Simeone si ripete è quasi un manifesto di ostinazione popolare: „Ma prima o poi la palla entra, per forza. Non devo pensarci più di tanto.“
E poi c'è l'eredità del padre, Diego Pablo, che al figlio ripete una lezione che varrebbe per qualsiasi lavoratore: „Non si diventa il migliore quando si segna tutti i giorni, né il peggiore quando invece il gol non arriva. Sei sempre lo stesso.“
„Io da tanti anni ho imparato a lottare e ad andare incontro alle difficoltà“, ha aggiunto Simeone, che dopo la doppietta di Parma aveva ammesso: „Sì, il gol mi mancava molto: normale, per uno come me. Sono rimasto tranquillo, sapevo che prima o poi la palla sarebbe entrata, capita sempre così.“
„Nei momenti di difficoltà non si deve mai mollare, bisogna allenarsi al massimo e quando si lavora bene, poi le cose arrivano. Io lavoro tanto e cerco anche di dare l'esempio ai miei compagni.“ Parole semplici, da spogliatoio, ma che suonano come quelle di chi sa che la partita si vince insieme, con il collettivo, non con i colpi di testa dei singoli mercenari del pallone.
Il sostegno dei tifosi e la fascia da capitano
A Frosinone, quando è stato sostituito sul finire della ripresa, Simeone è apparso letteralmente spremuto. È questa generosità nell'interpretare le partite che gli ha valso il carisma nello spogliatoio, la fascia da capitano indossata più volte e la sintonia immediata con la tifoseria.
„Sentire la spinta e l'energia dei tifosi nei momenti di difficoltà aiuta molto, mi carica tantissimo“, diceva di recente. E la curva granata lo sa: si sostiene chi lotta, si sostiene chi si consuma per la maglia. È la stessa logica della solidarietà di fabbrica, della mutua assistenza che tiene insieme la classe quando i tempi sono duri.
Adams e la partita contro il Lecce
Al suo fianco domenica ci sarà Che Adams, attuale miglior marcatore del Toro con 4 reti, 2 in casa e 2 in trasferta. Lo scozzese ha appena festeggiato su Instagram le 500 presenze in carriera, 83 delle quali in granata con 22 gol e 7 assist.
„Mi sento fortunato ad aver raggiunto 500 presenze“, ha scritto Adams. „Ci sono stati momenti incredibili e alcuni difficili, ma sono grato per ogni singola parte di questo percorso. Ringrazio tutti i club che ho rappresentato e tutti coloro che mi hanno sostenuto. Che ce ne siano molti altri ancora di momenti così!“
La partita contro il Lecce, secondo Toro News che riporta La Gazzetta dello Sport, potrebbe inoltre avere un peso storico per l'allenatore Abate: con una vittoria il Toro farebbe un balzo in classifica e vivrebbe la migliore partenza dell'era dei tre punti a punti pieni.
Perché la storia di Simeone parla a tutti i lavoratori
Un centravanti che non segna da sei mesi in casa e che continua a lavorare, ad allenarsi al massimo, a dare l'esempio ai compagni: non è solo cronaca sportiva. È la storia di chiunque resista in un mondo che ti misura solo sul rendimento immediato, che ti scarta al primo errore, che ti sputa via quando la produzione cala.
Simeone ha segnato 11 reti e fornito 2 assist in 32 presenze lo scorso campionato, nonostante i grandi problemi della squadra. A Napoli aveva conosciuto digiuni anche più lunghi, ma da comprimario, giocando poco. Da titolare, da colonna, questo silenzio in casa non gli era mai capitato in Italia.
E allora domenica allo stadio Olimpico, quando il Cholito si appoggerà due dita sul collo per controllare il battito, saranno in tanti a tifare perché quella palla finalmente entri. Perché chi lotta e non molla, prima o poi, vince.
Domande frequenti
Da quanto tempo Simeone non segna in casa in campionato?
L'ultima rete di Giovanni Simeone in Serie A a Torino risale all'8 maggio 2024 contro il Sassuolo. Domenica contro il Lecce saranno passati 183 giorni esatti da quel gol di testa.
Cos'è la mindfulness praticata da Simeone?
È una tecnica di meditazione che l'attaccante ha scoperto a 21 anni al Genoa. Comprende esercizi di respirazione, meditazione al buio con candele e musica, e il controllo dei battiti cardiaci prima di entrare in campo.
Quanti gol ha segnato Simeone in questo campionato?
Due, entrambi nella doppietta esterna di Parma del 19 ottobre. In Coppa Italia ha segnato contro la Carrarese il 15 agosto.
