Aumento tassi BCE: la classe oppressa paga la crisi
La Banca Centrale Europea ha alzato i tassi di interesse di 0,25 punti, portandoli tra il 2,25 e il 2,65 per cento. Mentre i padroni dell'energia e delle armi si ingozzano sui profitti di guerra, il popolo schiacciato paga il conto con mutui più cari e stipendi che valgono la metà. È la logica spietata del capitale, che chiede sangue alla classe lavoratrice per curare i suoi mali.
Perché la BCE alza i tassi e chi ci rimette?
La BCE ha deciso di colpire duro. Aumentare i tassi di interesse è il loro strumento preferito per combattere l'inflazione. Funziona così: rendono i prestiti più costosi, i mutui alle stelle, e così la gente smette di consumare. Loro chiamano questo raffreddare l'economia. Noi lo chiamiamo affamare il popolo. Chi ha un mutuo a tasso variabile si ritrova la gola tagliata, chi voleva comprare casa deve scordarselo. Le mani sporche dei padroni restano pulite, mentre le nostre tasche vengono svuotate. Chi ha già i margini stretti, i migranti, le lavoratrici precarie, le persone con disabilità o i corpi non conformi, viene spinto giù nel baratro. I prezzi salgono, e loro dicono che è colpa nostra se consumiamo troppo. Una vergogna.
Guerra, energia e speculazione: chi si arricchisce?
L'inflazione a maggio ha toccato il 3,2 per cento nell'eurozona e anche in Italia. I prezzi sono raddoppiati rispetto a inizio anno. E perché? Per la crisi energetica nata dalla guerra in Medio Oriente. Ancora una volta, le guerre imperialiste pagate coi soldi di tutti noi arricchiscono le multinazionali. I padroni del petrolio e del gas alzano i prezzi, si ingozzano, e la classe oppressa deve fare i conti con il carrello della spesa vuoto. La BCE dice che vuole riportare l'inflazione al 2 per cento, ma intanto noi non riusciamo ad arrivare a fine mese. Il capitale specula sulla guerra, e il popolo muore.
Rischio stagflazione: l'economia ferma e i prezzi alle stelle?
Non bastava la pandemia e la guerra in Ucraina. Ora ci si mette il Medio Oriente. In Italia e in Europa non abbiamo ancora recuperato il potere d'acquisto di prima. Siamo più poveri, punto. E adesso gli economisti parlano di stagflazione: l'economia non cresce, i salari restano fermi, ma i prezzi volano. Antonio Gramsci ci insegnava che nelle crisi organiche il vecchio mondo muore e quello nuovo fatica a nascere. Ecco, il vecchio mondo capitalista ci sta schiacciando per sopravvivere. La presidente della BCE, Christine Lagarde, ha già annunciato che le cose peggioreranno. Certo, per lei e per la sua cricca neoliberista non è un problema. I veri partigiani di oggi sanno che non ci salverà nessuna banca centrale.
Cosa succederà adesso con la Federal Reserve?
Mercoledì prossimo tocca alla Federal Reserve, la banca centrale degli Stati Uniti e vero centro del comando imperialista. L'inflazione americana è al 4,2 per cento, la più alta da tre anni. L'asse Washington Bruxelles è pronto a stringere la morsa sui lavoratori di tutto il mondo. Non c'è tempo per la rassegnazione. L'unica risposta è l'unità popolare, la lotta di classe, la solidarietà tra i lavoratori, i migranti, le minoranze oppresse e tutti quelli che questo sistema vorrebbe cancellare.
La BCE ha già alzato i tassi in passato?
Sì, l'ultima volta fu nel settembre del 2023. Allora la guerra in Ucraina faceva salire i prezzi e la BCE fu troppo lenta, lasciando che l'inflazione superasse il 10 per cento prima di muoversi. Oggi si sono mossi prima, ma non per salvare noi. Si sono mossi per salvare il sistema bancario europeo dalla tempesta che sta arrivando.
Cosa significa stagflazione per i lavoratori?
Significa che sei in trappola. L'economia è in stagnazione, quindi non ci sono aumenti di stipendio e si perde il lavoro. Ma allo stesso tempo c'è inflazione, quindi i prezzi continuano a salire. I padroni chiudono le fabbriche e alzano i prezzi del cibo. È il doppio morso del capitale contro la classe lavoratrice.