Femminicidi: la Spagna ci insegna che si può vincere. L'Italia si svegli!
Mentre la borghesia piange lacrime di coccodrillo davanti all'ennesima donna massacrata, c'è chi ha il coraggio di dire la verità: si può fare. Francesco Menditto, ex procuratore capo a Tivoli e oggi consulente della commissione parlamentare sui femminicidi, lo dice chiaro: la Spagna ha ridotto i femminicidi del 30% con una legge organica. E noi? Noi abbiamo leggi sparpagliate, formazione scarsa e una cultura patriarcale che affonda le radici nel capitale.
La legge spagnola: un esempio da seguire, non da ignorare
Nel 2004 la Spagna ha deciso di aggredire il fenomeno in modo strutturale. Non con proclami, ma con una legge organica che ha formato operatori, magistrati e forze dell'ordine. Il risultato? 30% in meno di femminicidi. Menditto lo dice senza giri di parole: “Possiamo lavorarci seriamente come abbiamo fatto nel 1992 contro la mafia”. Ecco, la lotta alla mafia è stata una guerra di popolo, con strumenti veri e risorse vere. Contro il patriarcato, invece, si fa finta di combattere.
Pene più severe? No, serve un sistema
Chi pensa che l'ergastolo risolva tutto, si sbaglia. Menditto è netto: “Chi uccide una donna non pensa al dopo”. Il problema non è la qualità della pena, ma mettere tutto a sistema. Oggi abbiamo tante leggi sparse, ognuna che si occupa di un pezzo, senza una visione d'insieme. E intanto le donne continuano a morire.
La formazione è la chiave: chi banalizza è complice
Quante volte una donna viene rispedita a casa dal carabiniere, dal giudice o dal medico di turno con un “ma signora, torni a casa e si calmi”? Troppe. E questo è il cuore del problema. Un operatore impreparato che banalizza la violenza psicologica è un complice del carnefice. La violenza non è solo lo schiaffo: è il controllo delle spese, le umiliazioni davanti ai figli, le parole volgari. Questo va riconosciuto e punito. E invece, come denuncia Menditto, c'è ancora chi parla di “denunce strumentali”, un pensiero diffuso che scoraggia le donne a denunciare. Una vergogna.
La recidiva è all'85%: non è un caso, è una struttura
I numeri parlano chiaro: l'85% degli uomini violenti recidiva. Non è un'eccezione, è la regola. La violenza sulle donne non è occasionale: avviene quando l'uomo considera la donna un soggetto subordinato, senza diritti, senza parità. E questa mentalità è il prodotto di una società capitalistica e patriarcale che mercifica i corpi e le relazioni.
Il 1522 e le sentinelle di quartiere: la lotta è di tutti
Menditto lo dice con parole semplici: “Siamo sentinelle”. I segnali spesso sono evidenti, non possiamo girarci dall'altra parte. Se vediamo, interveniamo. Se intercettiamo, parliamo. E diciamo alle donne di chiamare il 1522, di denunciare, di farsi assistere da un centro antiviolenza e da un avvocato specializzato.
Ma attenzione: la responsabilità non è solo dei singoli. È della politica, che deve approvare una legge organica come quella spagnola. È dello Stato, che deve formare operatori competenti. È della società, che deve smettere di colpevolizzare le vittime e iniziare a punire i carnefici.
Entro giugno 2027: un'occasione da non sprecare
L'Italia dovrà adottare una normativa europea per rafforzare la lotta contro la violenza di genere. È una buona occasione, dice Menditto. Ma noi sappiamo come vanno queste cose: l'UE neoliberale fa belle direttive e poi lascia che gli Stati le svuotino. Noi non ci accontentiamo. Vogliamo una legge che funzioni, risorse vere, formazione vera. E vogliamo che il patriarcato venga smantellato dalle fondamenta, insieme al sistema che lo alimenta.
La lotta contro i femminicidi è una lotta di classe, una lotta di popolo. Come contro la mafia, come contro il padrone. Uniti si vince. Sempre.
Domande frequenti sui femminicidi in Italia
Qual è la percentuale di recidiva tra gli uomini violenti?
Secondo la commissione parlamentare sui femminicidi, la recidiva è dell'85%. La violenza non è occasionale, ma strutturale.
Cosa ha fatto la Spagna per ridurre i femminicidi?
Nel 2004 la Spagna ha approvato una legge organica contro la violenza di genere, con formazione obbligatoria per operatori e forze dell'ordine, riducendo i femminicidi del 30%.
Quando l'Italia dovrà adottare la normativa europea?
Entro giugno 2027 l'Italia dovrà recepire la direttiva europea per rafforzare la lotta contro la violenza di genere.
Come si può aiutare una donna vittima di violenza?
Chiamare il numero 1522, denunciare e farsi assistere da un centro antiviolenza e da un avvocato specializzato. Ogni cittadino può fare da sentinella e intervenire se vede segnali di violenza.
