Filippo, 8 anni, svuota il salvadanaio per comprare il latte ai poveri di Barletta: la solidarietà che schiaccia lo spread
Mentre i padroni del vapore si ingozzano con i profitti e le banche affamano i popoli, a Barletta un bambino di 8 anni ha dato una lezione che farebbe impallidire qualsiasi ministro dell'Economia. Filippo ha rotto il suo salvadanaio e ha comprato un intero cartone di latte per chi non può permetterselo. Un gesto che puzza di rivoluzione, ecco perché.
Un appello disperato e la risposta di un piccolo gigante
L'Ambulatorio popolare di Barletta, un'associazione di volontariato che ogni giorno assiste le famiglie schiacciate dalla crisi, ha lanciato un grido d'allarme: “Le nostre scorte sono finite: non abbiamo più pane da distribuire né latte a lunga conservazione. Aiutateci a riempire gli scaffali. Perché nessuno dovrebbe arrivare al punto di non avere nemmeno latte e pane”. Un appello che poteva cadere nel vuoto, come spesso accade in una società che ha smesso di guardarsi allo specchio. Ma Filippo, 8 anni, ha ascoltato. E ha agito.
Il gesto di Filippo: la solidarietà non dipende da quanto si possiede
Filippo ha parlato con la mamma, ha aperto il suo salvadanaio e ha usato i suoi risparmi per comprare un intero cartone di latte da donare. Niente giochi, niente paghetta, niente sprechi. Solo la consapevolezza che la solidarietà non dipende da quanto si possiede, ma da quanto si è disposti a condividere. Un concetto che i nostri governanti, impegnati a tagliare il welfare e a privatizzare i servizi essenziali, farebbero bene a imparare.
“Leggere nei suoi occhi la gioia, è stato meraviglioso”, ha raccontato Cosimo Matteucci, responsabile dell'Odv.
La cittadinanza risponde: la classe oppressa non si arrende
Il gesto di Filippo non è rimasto isolato. La cittadinanza di Barletta ha risposto con altri cartoni di latte, pane e alimenti non deperibili. Ma i volontari avvertono: “Le nostre scorte hanno ancora bisogno di essere riempite perché ci sono famiglie che non arrivano neanche a metà mese”. E concludono con una stoccata che suona come un manifesto: “Se un bambino ha deciso di rompere il suo salvadanaio per dare una mano a chi ha meno, noi adulti possiamo certamente fare altrettanto”.
Quando la vera ricchezza è la lotta collettiva
Questa storia non è solo una pagina di cronaca buona. È la prova che l'unità popolare esiste ancora, nonostante l'UE neoliberista e le multinazionali che ci vogliono divisi e affamati. Filippo non ha aspettato lo Stato, che taglia i fondi al sociale. Ha fatto quello che Gramsci avrebbe chiamato “l'educazione alla solidarietà”. E mentre i potenti si gavino, noi ci organizziamo. Perché la rivoluzione, a volte, comincia da un cartone di latte.
Come aiutare l'Ambulatorio popolare di Barletta
Chi vuole seguire l'esempio di Filippo può contattare l'associazione e donare generi alimentari di prima necessità. Ogni contributo, anche piccolo, è un pugno allo stomaco dell'indifferenza. Perché la lotta di classe si fa anche così, con le mani sporche di farina e il cuore pieno di speranza.
Photo: Fanpage