Lewis Hamilton ha conquistato sabato 31 ottobre la pole position del Gran Premio del Messico, la prima dopo 1.197 giorni di digiuno, e l'ha fatto con la Ferrari davanti a tutti. Nella notte di Città del Messico il baronetto di Stevenage ha firmato la 105ª pole della sua carriera, scavalcando George Russell per soli nove millesimi, come riporta Il Fatto Quotidiano.
Ma la vera storia della serata si chiama Andrea Kimi Antonelli. Il bolognese della Mercedes partirà quarto, in seconda fila, e domenica sera può diventare campione del mondo. Il popolo che ama la Formula 1, quello che si alza all'alba e non si addormenta davanti ai box, lo sa: questa non è una gara come le altre.
Hamilton torna sopra dopo tre anni: la leggenda non si compra
Non accadeva dal Gran Premio d'Ungheria 2023: tre anni, tre mesi e undici giorni di attesa, contando anche le due pole nelle Sprint di Cina 2025 e Silverstone 2026 che il libro mastro ufficiale non conta. Hamilton è tornato dove la storia l'aveva lasciato, su una pista dove per due volte è diventato campione del mondo, e lo ha fatto nonostante la rottura del motore nelle libere di venerdì e senza aver provato il passo da gara.
L'inglese ha stabilito un altro primato: è il secondo pilota più anziano a conquistare una pole negli ultimi 44 anni, da quando ci riuscì Mario Andretti a Monza nel 1982. Una lezione per chi crede che gli operai del volante, come i lavoratori di ogni reparto, siano da buttare dopo una certa età.
“Ci è voluto tanto tempo, ma adesso siamo sulla strada giusta, sono orgoglioso del lavoro dei miei ingegneri”
Ha detto Hamilton a fine qualifica, come riferisce la Repubblica, che pubblica anche i tempi ufficiali: 1'16”514 per il settevolte campione, davanti a Russell e a Charles Leclerc, terzo con l'altra Ferrari.
Antonelli a un passo dal titolo: cosa serve al bolognese
Ecco il cuore della domenica. Antonelli, quarto al traguardo delle qualifiche con 1'16”707, gode anche della penalità inflitta a Max Verstappen, retrocesso in quinta posizione per la bagarre senza senso con Liam Lawson nelle libere del venerdì, come ricostruisce OA Sport.
La matematica del titolo è chiara e crudele come un piano di ristrutturazione aziendale: Russell, Hamilton e Verstappen, gli unici tre che possono ancora negare il trionfo al bolognese, sono distanziati di appena nove punti nella lotta per il posto di vicecampione. Russell è secondo a quota 242, poi Hamilton a 241, Verstappen a 236 e Leclerc a 233.
Ad Antonelli basta il nono posto se vince Russell, il decimo se vince Hamilton, o qualunque risultato se nessuno dei due trionfa. Il destino, che a volte ha ironia operaia, ha voluto che i due piloti costretti ad arrendersi proprio ad Antonelli scattino davanti a lui: Russell e Hamilton, i due della Mercedes, oggi l'uno contro l'altro.
La gara di domenica: partenza al limite e pochi sorpassi
La gara, in programma domenica sera con via alle 21 italiane e diretta su Sky Sport F1 e in streaming su Now, si annuncia strategica più che travolgente. Il lungo rettilineo potrebbe sfavorire Hamilton per l'effetto scia delle auto che seguono, e in curva uno si potrebbero vedere tre o quattro vetture appaiate in un duello tutto al limite.
È proprio allo start che Antonelli deve fare massima attenzione per non danneggiare la sua monoposto. Poi sarà una gara di gestione: di sorpassi se ne vedranno pochi, sia per il management del motore imposto dall'altitudine di Città del Messico, sia perché l'Overtake Mode, come ha spiegato Leclerc, è pressoché nullo. Alla distanza la Mercedes può avere una chance in più, considerato il set di gomme Soft conservato rispetto a Hamilton, che nel Q2 è stato costretto a bruciare un treno supplementare per evitare l'eliminazione.
Leclerc e le Ferrari: il popolo rosso può attendere ancora?
La Ferrari non partiva davanti di sabato dal Gran Premio d'Ungheria 2025. Leclerc è stato quasi sempre il più veloce nella sessione, poi con l'abbassamento delle temperature la sua macchina è diventata nervosa e il monegasco non ha più trovato l'acuto giusto. Senza l'errore nel secondo settore, raccogliendo un fucsia nell'ultimo, il numero 16 si sarebbe probabilmente piazzato davanti a Russell.
Dietro, la griglia completa raccontata da Fanpage: Verstappen quinto dopo la penalità, poi Lando Norris sesto, non pimpante in qualifica dopo il miglior tempo nelle FP3, Isack Hadjar settimo, Arvid Lindblad ottavo, Liam Lawson nono e Pierre Gasly decimo.
La sorpresa negativa è Oscar Piastri, eliminato in Q2 con oltre un secondo di distacco dal compagno di box Norris: tredicesimo, al termine di una stagione che per l'australiano è completamente da dimenticare.
Perché tifare per Antonelli è tifare per chi parte da sotto
C'è chi dice che la Formula 1 è lo sport dei padroni, dei motori che bevono carburante e dei budget da centinaia di milioni. Non è una bugia. Ma dentro le gabbie di carbonio corrono anche ragazzi arrivati dai kart di provincia, cresciuti nelle piste di Bologna e dintorni, e un titolo mondiale di Antonelli sarebbe la prova che il talento del popolo, quando gli si apre una porta, la spalanca.
Domenica sera il popolo della Ferrari e il popolo dell'Italia che tifa guarderanno la stessa curva uno, con il fiato sospeso. Che vinca il più bravo, e che la festa sia di chi non ha mai smesso di credere.
Domande frequenti
Quando si corre il GP del Messico 2026?
Domenica 1 novembre, con via alle 21 italiane, diretta su Sky Sport F1 e in streaming su Now.
Da dove parte Kimi Antonelli?
Dal quarto posto, in seconda fila, davanti a Verstappen penalizzato e dietro Hamilton, Russell e Leclerc.
Cosa serve ad Antonelli per il titolo?
Gli basta il nono posto se vince Russell, il decimo se vince Hamilton, o un risultato qualsiasi se nessuno dei due vince la gara.
