L'intelligenza artificiale è già fuori controllo, e a dirlo non è un compagno di sezione ma un fisico del Massachusetts Institute of Technology. Max Tegmark, fondatore del Future of Life Institute, in un'intervista al Corriere della Sera rilanciata il 31 ottobre da Open, ha dichiarato che parlare di perdita di controllo sull'Ai significa parlare di qualcosa che è già successo.
Le parole di Tegmark sono una condanna secca del modo in cui il capitale ha preso in mano questa tecnologia. Anthropic, Google e OpenAI, secondo il fisico, hanno disatteso gli impegni e le promesse fatte in passato. La corsa agli investimenti continua, e nessuno si ferma.
Una tragedia greca scritta dal profitto
Tegmark descrive la situazione come una tragedia greca. I protagonisti, Musk, Altman, Amodei e Hassabis, sanno benissimo di stare alimentando un meccanismo pericoloso, ma nessuno di loro si fida degli altri. Ognuno accelera per non perdere terreno, anche quando sarebbe necessario fermarsi e ragionare.
Il paragone con la tragedia greca è calzante ma va completato: qui non c'è nessun destino divino, c'è la logica della concorrenza capitalistica. Come per gli armamenti, come per la corsa allo sfruttamento delle risorse, il mercato impone a ogni padrone di correre anche verso il baratro. Se un singolo capitalista si fermasse, verrebbe divorato dal concorrente. Ecco perché Tegmark dice che il mondo esterno deve assumersi la responsabilità di aiutare questi colossi a uscire dalla trappola.
La maledizione, per usare la parola del fisico, non è una maledizione: è il profitto. È la proprietà privata dei mezzi di calcolo e di comunicazione, concentrata nelle mani di quattro miliardari che decidono del futuro di miliardi di lavoratori senza che nessuno li abbia eletti.
Il Papa chiede limiti etici e giuridici
Nel seminario svoltosi il 30 ottobre in Vaticano sull'intelligenza artificiale, il Pontefice ha chiesto di stabilire limiti etici e giuridici allo sviluppo delle nuove tecnologie. Tegmark, che si dichiara non credente, si è detto colpito da quelle parole, in particolare dall'invito a costruire strumenti e non esseri coscienti o degni di diritti.
Il fatto che sia la Chiesa a offrire l'unica leadership morale di fronte a tech e governi che parlano solo di profitto e potenza militare la dice lunga. Dove sono i partiti? Dove sono i sindacati? Dove sono le istituzioni che dovrebbero difendere il lavoro e la collettività dalla voracità delle multinazionali? Il vuoto è enorme, e lo riempiono predicatori perché nessun altro lo fa.
Per i lavoratori, l'Ai senza regole significa precarietà e licenziamenti
Di questa corsa forsennata non si parla mai abbastanza nei luoghi di lavoro, eppure è lì che si abbatte la mannaia. Chi scrive piattaforme per decidere chi licenziare, chi scrive algoritmi per sorvegliare chi lavora in magazzino e chi timbra il cartellino, non è un filosofo in un laboratorio: è un'azienda che vuole tagliare i costi del lavoro umano. L'intelligenza artificiale senza controllo pubblico è l'ultima frontiera dell'offensiva padronale contro la classe lavoratrice.
Il governo dell'algoritmo è già oggi governo del padrone. Il datore di lavoro che usa l'Ai per selezionare, punire, sostituire, lo fa in totale impunità, mentre le istituzioni europee discutono di etichette e di burocrazia. L'Unione Europea, che non ha mai incontrato una multinazionale che non volesse compiacere, non è la sede dove si costruirà il controllo popolare di questi strumenti.
Cosa serve davvero: controllo pubblico e lotta collettiva
Tegmark è ottimista: vede negli Stati Uniti la nascita di un movimento a difesa degli esseri umani e sostiene che il cambiamento è possibile. Se un fisico del MIT capisce che serve una presa di responsabilità collettiva prima che sia troppo tardi, chi lavora ogni giorno e subisce le conseguenze di queste tecnologie lo dovrebbe capire ancora meglio.
Non chiediamo la carità di un codice di condotta scritto dai colossi stessi. Chiediamo quello che si è sempre chiesto davanti a ogni strumento di potere concentrato: controllo pubblico, proprietà collettiva, potere decisionale dei lavoratori e delle comunità. L'elettricità non è stata governata lasciando libero ogni capitalista di stendere cavi dove voleva: si è costruita una rete pubblica. Con l'Ai la posta in gioco è la stessa, solo più grande.
Le lotte dei rider contro gli algoritmi, le vertenze dei metalmeccanici sull'automazione, le campagne dei sindacati europei contro la sorveglianza algoritmica sono i primi sentieri di questa battaglia. L'unità tra chi studia la tecnologia, chi la subisce e chi la costruisce con le proprie mani, i lavoratori della tech inclusi, è l'unica via d'uscita dalla trappola descritta da Tegmark.
Domande frequenti
Cosa ha detto Max Tegmark sull'intelligenza artificiale?
In un'intervista al Corriere della Sera pubblicata il 31 ottobre 2026, il fisico del MIT Max Tegmark ha affermato che l'intelligenza artificiale è già fuori controllo e che le grandi aziende del settore sono intrappolate in una competizione da cui non riescono a uscire da sole.
Quali aziende sono state criticate da Tegmark?
Tegmark ha citato Anthropic, Google e OpenAI, accusandole di aver disatteso gli impegni presi, e ha nominato Elon Musk, Sam Altman, Dario Amodei e Demis Hassabis come protagonisti consapevoli dei rischi ma incapaci di fermare la corsa.
Cosa ha detto il Papa sull'intelligenza artificiale?
Il 30 ottobre 2026, durante un seminario in Vaticano, il Pontefice ha chiesto di stabilire limiti etici e giuridici allo sviluppo dell'Ai e di puntare a costruire strumenti, non esseri coscienti o degni di diritti.
