Trecento euro l'anno per curarsi. È l'offerta del governo Meloni ai 5,5 milioni di anziani over 75 con pensione fino a 28.000 euro, inserita nella manovra di bilancio approvata a fine ottobre 2026. Una card sanitaria caricata con 300 euro da spendere per tutto ciò che il Servizio sanitario nazionale non copre più: farmaci da banco, ticket, dentista, infermiere a casa.
Secondo Il Sole 24 ORE, che ha ricostruito la misura, la platea dei beneficiari sarà individuata in base al reddito da pensione e non all'Isee, con un tetto massimo di 28.000 euro. La copertura stimata è di 1,6 miliardi. Chiamatela pure manovra, se vi piace: noi la chiamiamo la fotografia di un sistema sanitario pubblico smontato pezzo per pezzo in trent'anni di tagli, privatizzazioni e liberalizzazioni selvagge.
Cosa si potrà comprare con questi 300 euro
Il perimetro lo ha ribadito la stessa premier Giorgia Meloni in conferenza stampa dopo il consiglio dei ministri: tutte le prestazioni che oggi non rientrano nei livelli essenziali di assistenza. Nella lista finiscono, come spiega La Legge per Tutti, prima di tutto i farmaci da banco: antinfiammatori, sciroppi, colliri, medicine per il raffreddore e per i dolori articolari, quelle che una volta si compravano in farmacia senza pensieri e oggi pesano come un affitto sulle tasche di chi vive con la pensione minima.
Poi i ticket sui farmaci, sulle visite e sugli esami, che vanno da pochi euro fino a 36 euro a prestazione, sempre che l'anziano non sia già esente. E ancora il dentista, dove la card coprirà probabilmente solo in parte protesi e dentiere, le cure domiciliari di medici e infermieri, le protesi ortopediche e gli ausili che il SSN non garantisce più.
La misura, riporta Il Sole 24 ORE, è stata cucita su pressing di Forza Italia e studiata dal dipartimento Economia del partito guidato da Maurizio Casasco. Era partita come ipotesi di cash back con rimborsi immediati, poi era diventata un voucher da 400-500 euro, alla fine è atterrata sui 300 euro. Ogni passaggio della trattativa interna alla maggioranza ha fatto dimagrire il contributo. Gli anziani ringrazino.
41 miliardi pagati di tasca propria
Qui sta il punto che i comunicati del governo non dicono. Gli italiani ogni anno tirano fuori dal portafogli più di 41 miliardi per curarsi, la cosiddetta spesa out of pocket, in crescita continua. Di questi, solo 21,7 miliardi finiscono davvero in detrazione fiscale: franchigie, incapienza, errori dichiarativi e semplice ignoranza delle scartoffie fanno sparire il resto. Come nota TuttoLavoro24, il contributo era stato ventilato in una forbice tra 300 e 500 euro nella discussione sulla legge di bilancio, e la versione finale è quella più magra.
Il ragionamento del governo,
