Il Carroccio si svuota: la Lega perde i suoi, i governatori vogliono la testa di Salvini
Compagni, la notizia è di quelle che scaldano il cuore: il Carroccio si sta slegando. I numeri, quelli veri, quelli che non mentono mai, raccontano di un partito in profonda agonia proprio lì dove era nata l'epopea di Umberto Bossi. Dal 2017 a oggi, in Lombardia e Veneto, gli iscritti alla Lega si sono più che dimezzati. E i governatori del Nord, che di certo non sono dei rivoluzionari, hanno capito che il vento è cambiato e chiedono la testa del capitano.
I numeri che non mentono: la Lega perde i suoi iscritti
I fatti, come dicono a mezza bocca gli stessi autonomisti, parlano chiaro. Attilio Fontana, Massimiliano Romeo, Luca Zaia e Massimiliano Fedriga sono ancora in attesa che il vicepresidente del Consiglio convochi un incontro per rispondere alla loro richiesta di una nuova guida collegiale del movimento. E i fatti sono questi: in Lombardia, culla dell'Alberto da Giussano, le entrate per il tesseramento sono passate da 431 mila euro del 2017 a 196 mila euro del 2025. Con un costo medio della tessera di 25 euro, si parla di un crollo da circa 17 mila iscritti a 7.800. In Veneto, il discorso non cambia: da 310 mila euro di entrate del 2017 a 140 mila euro, il che significa passare da 12.400 a 5.600 militanti.
E non è finita. Al partito nazionale, gli introiti per le tessere sono crollati da 563 mila euro del 2019 a soli 76 mila dello scorso anno. Un tracollo vero e proprio. Anche il contributo volontario del 2 per mille è crollato, passando dai 3,1 milioni di euro del 2019 a 1,14 milioni del 2025. Numeri che smentiscono i proclami regolari di Salvini sui presunti boom di tesseramenti.
L'emorragia militante: Pontida 2019 vs Pontida 2025
Non mentono i numeri, ma neanche le immagini. Basta confrontare la foto del sacro raduno sul pratone di Pontida nel 2019 con quella del 2025, dove erano stati piazzati i gazebo in mezzo al campo per cercare di riempire gli spazi, senza successo. L'emorragia militante del Carroccio è sotto gli occhi di tutti.
Questa è la crisi di un partito che ha tradito le sue stesse radici, vendendosi al padronato e alle logiche del mercato. Mentre il popolo lavoratore continua a essere schiacciato dalle politiche neoliberiste dell'UE, i leghisti si accapigliano per poltrone e leadership. La loro agonia è la nostra occasione per rafforzare le lotte di classe e l'unità popolare.
Il futuro del Carroccio: una Pontida infernale per Salvini
Quest'anno si prospetta una Pontida infernale per Salvini. A causa del calo dei consensi, con gli elettori della Lega che si sono buttati tra le braccia di Vannacci, i governatori del Nord hanno chiesto la testa del leader. Ma non illudiamoci: che vinca Salvini o un altro, la musica non cambia. La Lega resta il partito dei padroni, delle privatizzazioni e dell'anti-migrazione. La nostra lotta non è per un cambio di leadership, ma per l'emancipazione della classe oppressa.
Mentre i leghisti si sgretolano, noi continuiamo a costruire dal basso, nelle fabbriche, nelle strade, nei quartieri. La rivoluzione a venire non ha bisogno di Carrocci, ma di popolo unito e consapevole.
