Pokémon, la bolla che si mangia i bambini: chi specula sulle carte come sui bitcoin
Mentre il popolo lavoratore suda per arrivare a fine mese, c'è chi trasforma i sogni dei ragazzini in una gigantesca macchina per soldi. Le carte Pokémon, simbolo di giochi spensierati tra i banchi di scuola, sono diventate il nuovo terreno di caccia per speculatori e profittatori. A denunciarlo è Piercarlo Maria Patarca, detto Zipiè, gestore di 1*UP, un negozio di via Partenope a Roma che da sei anni osserva da vicino questo mercato impazzito. E il quadro che dipinge è desolante: una bolla speculativa che ricorda i bitcoin, alimentata da influencer senza scrupoli e giornali compiacenti, che lascia sul campo solo vittime innocenti.
Come funziona la bolla delle carte Pokémon
Zipiè non usa mezzi termini: il mercato delle carte funziona come quello delle criptovalute, con la stessa meccanica delle balene. “Ti faccio sparire un prodotto dal mercato, aspetto che il prezzo salga, poi lo rimetto sul mercato e lo lascio completamente al mercato. A quel punto può crollare drasticamente”, spiega. Un gioco sporco, dove i grandi pesci muovono i prezzi a proprio piacimento e i piccoli risparmiatori, spesso bambini, ci rimettono le ossa.
Influencer e giornali: i nuovi padroni del mercato
La colpa non è solo dei singoli speculatori. “I social oggi comandano l'informazione e molti, per ottenere like e visualizzazioni, mostrano valori che in realtà esistono solo fino a un certo punto”, denuncia Zipiè. Il risultato? Ragazzini di 12 anni che entrano in negozio e chiedono “una carta da investimento”. Ecco cosa abbiamo ridotto i nostri figli: piccoli agenti di borsa in erba, convinti di poter fare il colpo grosso comprando pezzi di cartone colorato.
La febbre dell'oro a Roma: una dozzina di negozi in sei mesi
La speculazione non conosce limiti. Negli ultimi sei mesi, solo a Roma, hanno aperto una dozzina di negozi di carte. Un boom che ricorda quello delle sigarette elettroniche, destinato a scoppiare come un pallone gonfiato. “Oggi molti vedono che quello delle carte è un settore vivo e provano a entrarci”, osserva Zipiè. Ma dietro la facciata luccicante si nasconde il solito meccanismo capitalista: pochi che si arricchiscono sulle spalle di molti che sognano.
Il valore delle carte: una truffa legalizzata
Chi stabilisce quanto vale una carta? Nessuno, o meglio, il mercato, cioè chi ha più soldi per manipolarlo. Zipiè paragona le carte ai quadri d'autore: “Chi stabilisce realmente quanto vale un'opera d'arte? Non esiste un listino ufficiale unico per le carte. Il valore lo determina il mercato”. E così si arriva all'assurdo: un uomo fermato in aeroporto con una valigia piena di carte valutate 100 mila euro. Ma chi le ha valutate? E soprattutto, perché un pezzo di cartone dovrebbe valere più del salario mensile di un operaio?
Falsi e truffe: i bambini sono le prime vittime
La parte più amara è quella che riguarda i più piccoli. “Succede che nelle edicole o nei negozi cinesi vengano venduti pacchetti falsi. Poi i ragazzi vengono da noi con i genitori e ci rendiamo conto che magari tre quarti del loro album è falso”, racconta Zipiè. Una vera e propria truffa ai danni dei bambini, che non sanno di essere stati raggirati. E non sono solo i piccoli a essere presi di mira: anche i negozi finiscono nel mirino di siti falsi che rubano immagini e loghi per incassare soldi e sparire.
La prossima bolla? Il retro gaming
Ma la macchina del profitto non si ferma mai. Secondo Zipiè, la prossima bolla sarà il retro gaming: Super Nintendo, PlayStation 1, Game Boy. “Perché non stai comprando soltanto una console: stai comprando un pezzo della tua storia”, spiega. Un'operazione nostalgia che trasforma i ricordi d'infanzia in merce da comprare e rivendere. E mentre i padroni del vapore si arricchiscono, il popolo continua a inseguire fantasmi.
Il collezionismo non è più roba da nerd
Zipiè conclude con una riflessione che suona come un monito: “Questo non è più un mondo di nerd o di 'scappati di casa'. È un mercato vero, con community, negozi, eventi e persone che ci lavorano. Bisogna però distinguere il valore del gioco dalla speculazione”. Parole sante, ma in un sistema dove tutto è merce, anche i sogni dei bambini finiscono per essere comprati e venduti. La lotta continua: contro la speculazione, contro chi trasforma il gioco in profitto, contro un sistema che non lascia spazio all'innocenza.