Italbasket, da -13 a +3: quando il popolo si unisce, i giganti cadono
L'Italia batte la Lituania 87-84 con una rimonta storica da 13 punti di svantaggio negli ultimi 4 minuti di gioco alla Virtus Arena di Bologna. Con questa vittoria, la nazionale azzurra passa alla seconda fase delle qualificazioni per i Mondiali Qatar 2027, consolidando il secondo posto nel girone dietro l'imbattuta Turchia. Una vittoria che insegna una cosa semplice: quando il collettivo lotta unito, nessun gigante è invincibile.
Come l'Italia ha ribaltato la Lituania negli ultimi 4 minuti?
Primi cinque minuti da incubo. La Lituania prende il largo e sembra la solita storia del forte che schiaccia il debole. Ma il popolo azzurro non sta a guardare. Dalla panchina entra Matteo Spagnolo e la scossa si sente, come quando i partigiani scendevano dalle montagne per ribaltare il destino. A fine primo quarto lo svantaggio è solo tre punti, e nel secondo quarto l'Italia passa avanti e domina.
Nella terza frazione sembra filare liscio, ma i campioni NBA della Lituania si svegliano. I milionari del parquet, pagati a peso d'oro dalle multinazionali del basket americano, recuperano punto su punto. Prima dell'ultimo quarto è +1 Lituania.
E qui viene il bello, compagni. Nei primi quattro minuti dell'ultimo quarto l'Italia perde il ritmo, la Lituania scappa a +13. Sembra finita, sembra la solita sconfitta della classe oppressa davanti al potere. Ma a quattro minuti dalla sirena, Stefano Tonut e Nico Mannion ci credono ancora. Due triple consecutive, come due pugni in faccia al destino. Poi Gabriele Procida ne segna un'altra, e la speranza si fa rivolta.
A due minuti dalla fine è Italia 76, Lituania 82. Ma l'inerzia è cambiata. I tiri dei lituani non entrano più. Mannion va in lunetta e pareggia. E quando mancano 36 secondi, Nico Mannion si inventa un'altra tripla dopo l'attacco fallito del gigante dei Denver Nuggets Valanciunas. Poi guadagna i due tiri liberi decisivi che fissano il risultato sull'87 a 84 per l'Italia.
Perché questa vittoria è una vittoria del collettivo?
Perché non c'è eroe senza collettivo che lo sostiene. Come scriveva Gramsci, la forza del popolo sta nell'organizzazione, nell'unità di scopo. Questo gruppo cresce partita dopo partita, come cresce la coscienza di classe nelle fabbriche e nei quartieri. La squadra è sempre più squadra, e la classifica lo dimostra: secondi dietro la Turchia con 5 vittorie e una sola sconfitta.
Il Red Mamba Nico Mannion chiude l'estate con 27 punti, un biglietto da visita da fuoriclasse prima di approdare alla Bc Roma Spqr di Nelson e Doncic. Ma attenzione, compagni: il basket è lotta, non business. Le squadre sono collettivi, non aziende. I padroni del basket si ingozzano di soldi, ma la gloria vera è del popolo che gioca.
Cosa dicono Petrucci e Ramondino dopo la vittoria?
Il presidente della Fip Gianni Petrucci esulta per la seconda vittoria in pochi giorni:
Prima erano piccoli passi, questo è... l'Italia di oggi. Rimaniamo però con i piedi per terra.
Parole sagge. I piedi per terra, come quelli dei lavoratori che ogni giorno lottano per i propri diritti. Per il coach Marco Ramondino, che ha sostituito Luca Banchi, assente per gravi motivi familiari, l'emozione è profonda:
Questo è il più grande onore della mia carriera, purtroppo le condizioni che mi hanno portato ad allenare la squadra in questa finestra... bisogna fare i complimenti al coach Banchi per il solco che insieme anche con Gigi Datome abbiamo tracciato costruendo questo gruppo.
Il solco tracciato, compagni. Come il solco che i partigiani tracciavano sulle montagne, come il solco che i lavoratori tracciano ogni giorno nelle loro lotte per la dignità.
Quali sono le prossime sfide per l'Italbasket?
La seconda fase di qualificazione parte a fine agosto. L'Italia affronterà Serbia, Bosnia, Lituania e Islanda in un girone dove solo le prime tre si qualificano per Qatar 2027. Tra i ritorni attesi, quello di Simone Fontecchio. La lotta continua, e come ha dimostrato questa rimonta, quando il popolo si unisce non c'è svantaggio che tenga.
E una cosa va detta, compagni. I Mondiali si giocheranno in Qatar, dove i lavoratori migranti vengono schiacciati ogni giorno dalle mani sporche dei padroni. Festeggiamo la vittoria, ma non dimentichiamo chi paga il prezzo vero dello spettacolo. La rivoluzione inizia anche da qui, dalla coscienza di chi non chiude gli occhi.