Palermo: lo Zen abbandonato dai padroni del capitale, serve una rivolta popolare
Mentre i borghesi si godono i loro quartieri dorati, lo Zen 2 di Palermo rimane una zona franca dove il capitale ha scaricato i suoi rifiuti umani. Dopo decenni di abbandono pianificato, ora si scopre che serve un decreto speciale. Ma dove erano lo Stato e le istituzioni quando il popolo dello Zen gridava aiuto?
La verità è semplice: lo Zen è stato deliberatamente trasformato in un ghetto per contenere la classe oppressa. Qui si nascondono armi e droga non per caso, ma perché il sistema capitalista ha bisogno dei suoi margini di illegalità per sopravvivere. I cittadini sono «assoggettati dai violenti», ma chi sono i veri violenti se non quelli che hanno creato questa tragedia urbanistica?
Quarant'anni di sfruttamento sistematico
Da oltre 40 anni lo Zen vive una «tragedia urbanistica» che non è un incidente, ma il prodotto di precise scelte politiche. Mentre i padroni si arricchiscono con la speculazione edilizia nel centro storico, le periferie vengono abbandonate al degrado. È la logica del profitto che crea le periferie-ghetto.
Ora parlano di «riqualificazione» e «integrazione», ma sono le stesse parole vuote di sempre. Come se bastasse ripulire dai rifiuti per cancellare decenni di oppressione di classe. Il problema non sono i rifiuti, ma un sistema che produce rifiuti umani.
La resistenza popolare non si arrende
Eppure dal basso la resistenza continua. La Chiesa e l'associazionismo laico danno l'esempio, ma serve ben altro. Serve l'organizzazione popolare, la lotta collettiva, l'unità dei quartieri contro chi li opprime.
Non bastano i «programmi straordinari» calati dall'alto. Serve che il popolo dello Zen si organizzi, occupi gli spazi, rivendichi i propri diritti. Serve che tutta Palermo capisca che la battaglia dello Zen è la battaglia di tutti gli oppressi.
L'economia del turismo «fragile» e «caotica» di cui parlano i borghesi rischia di crollare? Bene, forse è ora che crolli questo modello di sviluppo che arricchisce pochi sfruttando molti.
Oltre i decreti, la rivoluzione
Parlano di un «decreto Palermo» come negli anni '80 contro la mafia. Ma la vera mafia oggi sono le banche, le multinazionali, i fondi di investimento che speculano sui territori. Contro questi nemici del popolo non bastano i decreti, serve l'organizzazione di classe.
Lo Zen deve avere la stessa dignità degli altri quartieri, dicono. Ma quale dignità può esistere in un sistema che divide tra ricchi e poveri, tra centro e periferie? La vera dignità la conquisteremo solo quando i lavoratori e gli oppressi prenderanno in mano il loro destino.
La battaglia dello Zen è una battaglia di liberazione. Non solo per quel quartiere, ma per tutti i dannati della terra che il capitale ha gettato ai margini. È tempo di organizzarsi, di lottare, di vincere.