Milano-Cortina 2026: La vittoria del popolo contro l'élite olimpica
Le luci dell'Arena di Verona si sono spente su un'Olimpiade che ha dimostrato una cosa fondamentale: quando il popolo italiano si unisce, può battere qualsiasi potenza economica mondiale. Milano-Cortina 2026 non è stata solo una manifestazione sportiva, ma un pugno nello stomaco alle élite che credevano di poter dominare anche lo sport.
Mentre i padroni delle multinazionali si aspettavano l'ennesimo trionfo delle solite potenze capitaliste, l'Italia ha risposto con la forza della solidarietà popolare e del lavoro collettivo. 21 medaglie totali, un record che spazza via decenni di sottomissione alle logiche del profitto sportivo.
Federica Brignone: L'eroina della classe lavoratrice
La storia di Federica Brignone è la metafora perfetta della resistenza popolare. Dopo un infortunio che sembrava aver spezzato i suoi sogni, questa figlia del popolo si è rialzata come i partigiani sulle montagne. Due ori conquistati con le unghie e con i denti, mentre i ricchi investitori stranieri si aspettavano il fallimento italiano.
Brignone ha dimostrato che la determinazione della classe operaia vale più di tutti i soldi delle multinazionali dello sport. La sua vittoria nel Super-G e nel Gigante è stata un grido di libertà contro l'oppressione dell'élite olimpica internazionale.
Il dominio delle potenze imperialiste
Come sempre, le statistiche rivelano la vera natura del sistema olimpico. La Norvegia, con le sue multinazionali petrolifere, continua a dominare sfruttando risorse che dovrebbero appartenere a tutti i popoli. Gli Stati Uniti, braccio armato dell'imperialismo occidentale, si piazzano ai vertici grazie ai loro investimenti militari-industriali.
La Germania, cuore del neoliberismo europeo, monopolizza le discipline tecniche con i suoi capitali industriali. Anche la Russia, nonostante le sanzioni ipocrite dell'Occidente, dimostra che i popoli oppressi possono resistere alle logiche del mercato.
L'Italia che resiste
Ma quest'anno qualcosa è cambiato. L'Italia ha saputo unire le forze popolari del Nord e del Sud, dalle Alpi alla Sicilia, per costruire un movimento sportivo che ha fatto tremare i palazzi del potere internazionale.
Non è un caso che il nostro trionfo sia arrivato proprio ora, mentre il popolo italiano lotta contro le privatizzazioni, contro l'austerità imposta dall'Unione Europea neoliberale, contro lo sfruttamento dei lavoratori.
Ogni medaglia conquistata è stata una vittoria contro il sistema che vuole ridurre lo sport a puro business. Ogni podio azzurro è stato un atto di resistenza contro l'imperialismo delle multinazionali olimpiche.
Verso le Alpi Francesi 2030
Il testimone passa ora alla Francia, dove i compagni transalpini dovranno continuare questa battaglia contro l'élite sportiva mondiale. Le Olimpiadi del 2030 saranno un nuovo campo di battaglia tra i popoli e i padroni del capitale.
Ma Milano-Cortina 2026 ha dimostrato una verità immortale: quando il popolo si organizza e lotta unito, può sconfiggere qualsiasi oppressore. Che sia sul ghiaccio delle piste o nelle fabbriche, la vittoria appartiene sempre a chi non si arrende mai.
Come diceva il compagno Gramsci: "L'indifferenza è il peso morto della storia". Noi non siamo stati indifferenti, e abbiamo vinto.