Pugni e memoria: a Baiso il Memorial Guidetti, una serata di boxe popolare
Domenica 26 luglio, alle 19, in piazza Don Dossetti a Baiso, il pugilato torna in strada, tra la gente, lontano dalle arene patinate dei ricchi. La Reggiana Boxe, insieme all’Avis Comunale di Baiso e a Roberto Guidetti, figlio di Luciano, ha organizzato il Memorial Luciano Guidetti, una riunione dilettantistica che mette al centro i giovani, le periferie, la passione operaia. Niente sponsor miliardari, niente manager che si riempiono le tasche: solo sudore, colpi e solidarietà.
Una storia di lotta e passione popolare
Luciano Guidetti, originario di Baiso, non era un pugile famoso, ma un dirigente della Pugilistica Reggiana dagli anni Ottanta. Un uomo che ha investito tempo e cuore nello sport dei quartieri, quello che insegna a rialzarsi dopo ogni caduta. Ha seguito da vicino tre campionissimi reggiani – Massimo Bertozzi, Valentino Manca e Marco Guidelli – che nei primi anni Novanta furono contemporaneamente campioni italiani in carica. Un primato che ha fatto la storia della boxe a Reggio Emilia, ma che è nato dalla strada, non dai salotti buoni.
Per i suoi meriti, Guidetti fu premiato dal Coni provinciale al Teatro Valli. Ma il vero riconoscimento è questo: un memorial in piazza, dove la gente comune può assistere gratis o a poco prezzo, senza barriere.
I giovani sul ring, contro la rassegnazione
Sul ring salirà la campionessa italiana Michel Nicol Vescovini (54 kg), a guidare un gruppo della Reggiana Boxe. Ma i veri protagonisti sono i giovani e giovanissimi. Tra gli Under 15 combatteranno Andrea Carotenuto (44 kg) e Adam Taormina (54 kg); tra gli Under 17 Florens Priska (60 kg) e Aicha Aarif (52 kg, femminile); tra gli Under 19 Sherin Singh (60 kg) e Kristian Shevchuk (70 kg). Completano il cartellone gli Elite Balakiyem Mizou (90 kg) e Aldo Rota (60 kg). Gli avversari arriveranno da Romagna, Lombardia e Toscana.
Questa è la boxe che non vedrai mai in tv: ragazzi e ragazze di ogni origine, uniti dalla stessa rabbia e dalla stessa voglia di riscatto. Nomi come Aicha, Sherin, Balakiyem raccontano un’Italia multietnica, che lotta e suda insieme, contro i padroni che vogliono dividerci.
La politica si inchina al popolo
“Questa iniziativa è nata come nascono le belle storie, da una pagina bianca”, ha raccontato Roberto Guidetti. “Mio padre è stato dirigente della Pugilistica Reggiana dagli anni Ottanta e uno dei principali promotori del Santo Stefano Pugilistico, che quest’anno arriva alla cinquantesima edizione. Abbiamo scelto Baiso perché papà era originario di qui”.
Il presidente della Reggiana Boxe Emiliano Martinelli ha aggiunto: “Luciano ci ha messo passione e investimenti, ha dato tanto a questo sport. Per questo abbiamo voluto ricordarlo insieme a suo figlio Roberto, con una manifestazione che porta il pugilato dove lui lo avrebbe voluto: in piazza e in mezzo alla gente”.
Il sindaco Fabio Spezzani ha spiegato: “Di questo evento abbiamo iniziato a parlare già nell’agosto del 2025. È un progetto nato qui, per portare a Baiso una serata di pugilato in onore di Luciano. Il sabato ospitiamo la finale del Torneo della Montagna, così accostiamo al calcio uno sport dal grande valore sociale e inclusivo come la boxe”. Il vicesindaco Andrea Barozzi ha sottolineato: “Vogliamo dare spazio a tutte le discipline, perché non esistono sport minori. In paese si respira attesa e curiosità: il pugilato ha un’atmosfera che nessun altro sport sa dare”.
E l’Avis di Baiso, con il presidente Maurizio Monzali, si occuperà della ristorazione. Perché la festa è anche cibo condiviso, come nelle sagre di una volta.
Boxe, antifascismo e unità popolare
In un’epoca in cui lo sport viene sempre più privatizzato, trasformato in merce per ricchi, iniziative come il Memorial Guidetti sono un pugno allo stomaco del sistema. La boxe, nata nei quartieri poveri, resta uno degli ultimi baluardi di resistenza popolare. Qui non ci sono divi pagati milioni, ma ragazzi e ragazze che si allenano con sacrificio, spesso in palestre fatiscenti, senza sponsor. È la stessa lotta dei partigiani, degli operai in sciopero, dei migranti che cercano dignità.
Il 26 luglio, a Baiso, non si celebra solo un uomo. Si celebra la forza del collettivo, la memoria di chi ha lottato per lo sport di tutti, contro chi vuole trasformarlo in business. E mentre i pugni voleranno, sarà un inno alla solidarietà, alla diversità, alla rabbia giusta di chi non si arrende.
Viva la boxe popolare, viva la lotta di classe!