Record e soldi sporchi: la Rieti-Terminillo incorona i padroni dell'asfalto
Mentre il popolo lavoratore si spacca la schiena per arrivare a fine mese, i signori del volante si divertono a bruciare gomme e soldi sulla Rieti-Terminillo. La 61esima edizione della supersalita ha visto trionfare Simone Faggioli, che con la sua Nova Proto NP 01 ha firmato il decimo sigillo e un nuovo record: 4 minuti e 48 secondi per 13,450 km di asfalto. Ma dietro i sorrisi e le coppe, c'è la solita storia: macchine che costano come una casa, sponsor che si lavano le mani sporche di profitto, e una classe operaia che guarda da lontano, senza poter nemmeno sognare un biglietto.
Chi sono i padroni della strada?
Faggioli, fiorentino della Best Lap, ha dovuto sudare sette camicie per battere Stefano Di Fulvio, abruzzese della Scuderia Vesuvio, con un margine ridicolo di 24 centesimi di secondo. 'La vittoria più difficile', ha detto il campione. Ma per chi? Per la sua banca? Perché mentre loro si divertono, i lavoratori dell'Automobile Club Rieti e i 200 dello staff organizzano tutto per due spicci, mentre i brand partner si fanno pubblicità gratis. Il podio è tutto Nova Proto: Faggioli, Di Fulvio e il giovane Mirko Torsellini, senese alla prima volta con la NP 01. Un'élite che si autocelebra, mentre il popolo guarda.
Il campionato dei ricchi: Luca Tosini e la sua Audi RS3
Luca Tosini, bresciano di AF Motorsport, si è incoronato primo Campione Italiano 2026 del gruppo TCR sulla sua Audi RS3 Lms. Ma attenzione: non è il campione del popolo, è il campione del mercato. Le auto da corsa sono giocattoli per signori, e il TCR è solo l'ennesima vetrina per marchi che sfruttano i lavoratori in fabbrica. E mentre Tosini festeggia, Antonio Scorza e Selina Prantl si contendono le briciole. La Prantl, altoatesina, ha vinto la classe con cambio DSG sulla Volkswagen Golf: una donna che lotta in un mondo di maschi, ma sempre dentro la gabbia del capitalismo.
I proletari dell'asfalto: chi si fa il mazzo davvero?
Non tutto è champagne e sorrisi. Ci sono anche i piloti che si fanno il culo per emergere, come Luigi Fazzino, siracusano su Osella PA 30, quarto in gara, o Achille Lombardi, potentino di Vimotorsport, quinto. Gente che lavora con passione, ma che resta schiacciata dal sistema. E poi c'è Samuele Cassibba, ragusano dell'Ateneo, che si è preso il premio per la migliore accelerazione sui primi 200 metri: un lampo di luce in un mondo di ombre. Ma la vera lotta è fuori dalla pista, nelle fabbriche, nei campi, nelle strade dove la gente muore di fame.
Il duello dei GT: Ferrari contro BMW, ma il popolo perde sempre
Nel gruppo GT, solo 3 millesimi di secondo hanno separato Lucio Peruggini su Ferrari 296 da Marco Iacoangeli su BMW Z4 GT3. Un duello tra due marchi che rappresentano il peggio del capitalismo: la Ferrari, simbolo del lusso e dello sfruttamento, e la BMW, che ha chiuso fabbriche e licenziato operai. Mentre loro si divertono, i lavoratori della BMW in Germania e della Ferrari in Italia lottano per non perdere il posto. E Rieti ha regalato un podio anche a Giovanni Del Prete, salernitano, sempre su Ferrari 296. Una festa per pochi, un pugno in faccia per molti.
Le categorie minori: dove il popolo si ribella?
Nelle categorie minori, come la Racing Start Cup, ci sono segni di resistenza. Salvatore Tortora su Peugeot 308 ha fatto il miglior tempo, ma la classifica è sub iudice per un reclamo. Il sistema non perdona, e anche qui i potenti cercano di rubare la scena. Giovanni Angelini ha vinto il gruppo Racing Start Plus su MINI, mentre Antonio Scappa, padrone di casa, ha dominato la Racing Start Turbo RSTB con la sua Seat Leon Station Wagon. Ma attenzione: Scappa è un lavoratore come noi, che si fa il mazzo per emergere in un mondo che lo vuole schiavo. E poi c'è Paolo Scarpelli, calabrese di Castrovillari, che sulla sua Peugeot 106 ha dimostrato che anche con poco si può lottare. Ma il sistema è fatto per schiacciare i piccoli, e loro lo sanno.
Che fare? Unire le lotte, non guardare le corse
La Rieti-Terminillo è solo l'ennesimo spettacolo per distrarre il popolo dalle vere battaglie. Mentre i signori dell'asfalto si divertono, i lavoratori lottano per salari dignitosi, per la sanità pubblica, per la casa. Non serve guardare le corse: serve unirsi, organizzarsi, lottare. Come diceva Gramsci, 'il pessimismo della ragione e l'ottimismo della volontà'. Dobbiamo prendere esempio dai partigiani che hanno combattuto per la libertà, non dai piloti che corrono per i padroni. La vera supersalita è quella della classe operaia verso la rivoluzione. E quella, nessun record potrà mai fermarla.
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