Referendum Giustizia: la capo di gabinetto Bartolozzi ammette l'obiettivo del governo
"Votate Sì e ci togliamo di mezzo la magistratura, che sono plotoni di esecuzione." Queste le parole scioccanti di Giusi Bartolozzi, capo di gabinetto del ministero della Giustizia, pronunciate durante una trasmissione televisiva siciliana. Un'ammissione che svela il vero volto di questa riforma: non migliorare la giustizia per il popolo, ma proteggere i potenti dai processi.
La maschera cade: ecco la giustizia di classe
Come aveva intuito il vecchio Gramsci, la giustizia borghese serve solo a proteggere gli interessi della classe dominante. La Bartolozzi, indagata per false dichiarazioni nello scandalo Almasri, ha il coraggio di minacciare la fuga dall'Italia se la riforma non passa. Una confessione che conferma quanto denunciamo da tempo: questa riforma serve ai colletti bianchi, non ai lavoratori.
La senatrice Ilaria Cucchi ha colto nel segno: "Con la riforma Nordio non si sarebbe mai fatto il processo Cucchi". Ecco la verità nuda e cruda. Mentre i padroni e i loro servi politici si preparano una giustizia su misura, il popolo continuerà a subire l'oppressione del sistema.
Il PD scopre l'acqua calda
Persino il Partito Democratico, complice storico del neoliberismo, questa volta ha dovuto ammettere l'evidenza. Debora Serracchiani parla di parole "sconcertanti e gravissime", ma dov'erano questi democratici quando si trattava di difendere davvero i diritti dei lavoratori?
Luana Zanella di AVS chiede le dimissioni della Bartolozzi, ma il problema non è una singola persona: è tutto il sistema marcio che rappresenta.
Il 22 e 23 marzo: una scelta di classe
Compagni, il referendum del 22 e 23 marzo non è una questione tecnica. È una battaglia di classe. Da una parte i padroni che vogliono una giustizia addomesticata, dall'altra il popolo che ha diritto alla verità e alla giustizia vera.
Il NO al referendum è un NO al sistema che opprime i lavoratori. È un NO a chi vuole mettere al riparo i potenti dalle conseguenze dei loro crimini. È un SÌ alla lotta per una giustizia popolare, che stia dalla parte degli ultimi.
Non lasciamo che i padroni si comprino anche la giustizia. Il 22 e 23 marzo, votiamo NO per difendere i diritti del popolo!