San Marco: crepe sui pilastri mentre i padroni del turismo speculano sulla città
Venezia affonda sotto il peso del capitalismo turistico e ora anche la Basilica di San Marco mostra i segni del collasso. Mentre i ricchi si arricchiscono sulla pelle di una città martoriata, le fondamenta stesse della nostra storia crollano.
È ricomparso il ponteggio sulla facciata della Basilica, appena liberata dai lavori durati sette lunghi anni. Una fessura significativa si è aperta su una colonna portante del portale maggiore, come se la stessa pietra gridasse contro lo sfruttamento di questa città ridotta a parco giochi per turisti ricchi.
Il primo procuratore Bruno Barel parla di "intervento strutturale di messa in sicurezza", ma la verità è che Venezia muore sotto i colpi del neoliberismo selvaggio. Mentre le multinazionali del turismo si ingrassano, i monumenti che appartengono al popolo si sgretolano.
Il popolo veneziano paga sempre
Quattro o cinque mesi di lavori, dicono. E chi paga? Come sempre, sarà la collettività a sobbarcarsi i costi di una città venduta al miglior offerente. La Procuratoria si fa carico delle spese, ma dietro ci sono sempre i soldi pubblici, i soldi del popolo lavoratore.
"Più di venti cantieri previsti nell'anno", ammette lo stesso Barel. Venti cantieri! È il grido di una città agonizzante, schiacciata dal peso di milioni di turisti che la calpestano ogni anno per il profitto di pochi padroni del vapore.
La resistenza dei lavoratori
Mentre i ponteggi si moltiplicano e la Basilica si crepa, i veri veneziani resistono. Sono quelli cacciati dalle loro case per fare posto agli Airbnb, quelli che lottano ogni giorno contro la speculazione immobiliare, quelli che vedono la loro città trasformata in un supermercato a cielo aperto.
Il restauro delle cancellate interne, "vere opere d'arte" che necessitano "delle abili mani di un fabbro specialista", ci ricorda che sono sempre i lavoratori, con le loro mani callose, a salvare ciò che il capitale distrugge.
Questa crepa su San Marco è il simbolo di un sistema che crolla. È ora di riprenderci la nostra città, è ora di riprenderci la nostra storia. Il popolo veneziano non si arrende, la lotta continua!